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3 Caminos 1×02 – Episode 2TEMPO DI LETTURA 3 min

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Il Cammino di Santiago è un’esperienza principalmente interiore, difficile da rendere sullo schermo. Se c’è alla direzione un bravo regista come Emilio Estevez, si può provare a rendere l’idea coi primi piani sui volti dei pellegrini. Oppure si possono raccontare le vicende personali di chi si mette in viaggio, cercando di intrecciarle in modo da creare uno spazio in cui lo spettatore possa inserire la sua. Arte difficilissima.
Utilizzando una tecnica portata allo stato dell’arte da Lost, questo secondo episodio di 3 Caminos approfondisce, mediante flashback, storie e motivazioni dei personaggi introdotti nella puntata precedente.

ROBERTO


Viene spiegato perché il pompiere messicano abbia attraversato l’oceano per approdare in Spagna: intende incontrare la famiglia di una donna morta in un incidente d’auto, che lui non è riuscito a soccorrere. Questa sotto trama è fatta per commuovere e ci riesce perfettamente.
Viene comunque ribadito come affrontare il Cammino di Santiago non sia una pratica magica, in grado di garantire infallibilmente il risultato sperato. A parte l’accoglienza piuttosto scorbutica riservata a Roberto dal padre della defunta, restano irrisolti i problemi del giovane con la moglie Valentina. Può solo consolarsi, almeno per il momento, con un bagno nelle acque di Cabo Finisterre, dove tradizionalmente i pellegrini vanno, concluso il Cammino, a prendere una conchiglia per testimoniare l’impresa compiuta.

RAQUEL


A fare da contrappunto alla precedente, c’è una sotto trama molto più frizzante, che riguarda la spagnola Raquel, futura sposa. Lei, effettivamente, finisce col maritarsi…ma sull’altare non c’è il previsto Juan Luis, bensì il coreano Yoon Soo.
Qui emerge il difetto principale di un prodotto altrimenti molto riuscito: le soluzioni frettolose. Ci può stare l’addio al nubilato organizzato a sorpresa dalle amiche sbucate all’improvviso. Sapevano il momento del passaggio della ragazza nel paese d’origine della nonna. Risulta invece altamente improbabile un parroco il quale procede impassibile alla celebrazione delle nozze, senza pubblicazioni, ma soprattutto con uno sposo cambiato da un momento all’altro.
Per il resto, come si diceva sopra, l’effetto di stemperare la malinconia della situazione di Roberto è raggiunto, quello di stare nel minutaggio previsto pure. Anche la canzone composta dai neo sposi non si accorda certo con lo stile di un gruppo chiamato Meigadeath, ma risulta perfettamente a tono con l’atmosfera generale della serie.

FOTO DI GRUPPO CON OBRADOIRO


Regia e sceneggiatura colgono un punto importante e vero del pellegrinaggio a Santiago de Compostela: quando arrivano alla meta, molti pellegrini sono sfiniti, hanno ricevuto tutto quanto dovevano ricevere durante il percorso, quindi sembra quasi che a loro non importi più nulla di visitare il santuario.
Ciò fatto, si occupano di dare una conclusione anche alle sotto trame di Jana – Leni e dell’italiano Luca. Anche nel caso della punk tedesca, l’aver compiuto il Cammino e l’avere in più completato l’erbario della sorella non serve.
Luca, invece, resta un personaggio un po’ sbozzato e non sembra che in lui siano avvenuti grandi cambiamenti interiori. Sembra un po’ quel pastorello del presepio napoletano, chiamato Benino o Benito, raffigurato nell’atto di dormire sereno (anche se non accanto ad una donna diversa ogni volta) mentre gli altri si affrettano a portare doni al Bambinello. Si auspica un maggiore approfondimento del suo carattere e delle sue motivazioni nei prossimi episodi.

 

THUMBS UPTHUMBS DOWN
  • Fotografia e paesaggi
  • Una gioia quando Roberto decide di arrivare fino a Santiago con gli amici
  • Soluzioni frettolose

 

I personaggi del cast principale hanno dunque completato il pellegrinaggio. Stando alle sinossi diffuse in rete, la serie continuerà ad occuparsi di loro anche nelle prossime puntate, ambientate qualche anno dopo (nel 2006). Resta da vedere in che modo deciderà di farlo e se lo svolgimento sarà coerente con lo stile scelto.
Per ora, i toni prediletti sembrano sicuramente quelli del romanzo popolare: sorrisi e lacrimucce si alternano in scioltezza, senza troppe spiegazioni. Questo rende la visione meno impegnativa (anche se non sempre questo è un bene di per sé).
Nel frattempo, non solo per l’effetto nostalgico di vederle in un periodo di coprifuoco e restrizioni, le splendide immagini dei paesaggi sono un vero valore aggiunto del prodotto e aiutano anche la promozione turistica, fine innegabile di un prodotto come questo.

Casalingoide piemontarda di mezza età, abita da sempre in campagna, ma non fatevi ingannare dai suoi modi stile Nonna Papera. Per lei recensire è come coltivare un orticello di prodotti bio (perché ci mette dentro tutto; le lezioni di inglese, greco e latino al liceo, i viaggi in giro per il mondo, i cartoni animati anni '70 - '80, l'oratorio, la fantascienza, anni di esperienza coi giornali locali, il suo spietato amore per James Spader ...) con finalità nutraceutica, perché guardare film e serie tv è cosa da fare con la stessa cura con cui si sceglie cosa mangiare (ad esempio, deve evitare di eccedere col prodotto italiano a cui è leggermente intollerante).

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