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After Life 2×01 – Episode 1TEMPO DI LETTURA 3 min

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Recensire o non recensire la seconda stagione di uno show come After Life? Se un colosso come Netflix decide di rinnovare una serie minimal, seppur realizzata da un fenomeno conosciuto oltreoceano come Ricky Gervais, sicuramente la nuova stagione avrà qualcosa da dire e sicuramente spunti da analizzare e di cui parlare. Allo stesso tempo la modalità dramedy di After Life lascia pensare che le caratteristiche stilistiche, del parco personaggi, dei dialoghi e degli sviluppi narrativi non si differenzieranno particolarmente da quelli della prima stagione. Quindi parlarne o non parlarne? Essere compulsivi e non lasciare niente indietro o rischiare di essere ripetitivi anche con questi scritti?
La 2×01, come poteva essere previsto e prevedibile, è un calco preciso di quella che era stata la gradevole prima stagione, riprendendo le atmosfere stanche e luminose, malinconiche e minimali. Uno dei momenti cardine dell’episodio è forse l’intervista alla signora centenaria, per certi versi simbolo dello show e della sua filosofia. Un ambiente ben decorato, luminoso e pacifico, una situazione speciale e quasi poetica come una signora che compie cento anni: l’immagine è questa, il messaggio testuale che passa è un altro. Aldilà del linguaggio colorito della signora, dalle sue parole emerge il manifesto dell’intera serie in cui in un mondo luminoso e minimale, in cui apparentemente non manca niente, la vita può essere un qualcosa forse non così doloroso (Toyn stesso ammette che c’è gente con la vita più complicata della sua) ma sicuramente di fastidioso. Fastidioso come l’insegnante di yoga che tira su con il naso (momento sicuramente tra i più esilaranti dell’episodio, per cui non si può non empatizzare con l’insofferente protagonista), fastidioso come un postino a cui si concede la gentilezza di utilizzare il bagno e che allegramente si immerge nella vasca; fastidioso come il dolore di ricordare di aver scherzato con la moglie deceduta su chi dei due sarebbe morto per prima.
Interessante sicuramente il lavoro di approfondimento mirato svolto su personaggi che superficialmente si poteva pensare avrebbero costituito un puro contorno. Se la tematica più o meno nascosta è quella del distacco dalla persona con cui si è condivisa una fetta di vita, al lutto di Tony si aggiunge la separazione del cognato, forse uno dei personaggi che aveva ricevuto una maggiore tridimensionalità durante la prima stagione. L’importanza di questa fetta di trama è riscontrabile anche dalla “profezia” (sovrastata poi da quella di Lisa, citata precedentemente) inserita all’interno di uno dei video di Tony, in cui era immortalato il matrimonio della sorella con Matt. Come a dichiarare che questa storyline avrà una buona percentuale di importanza nell’economia della seconda stagione.
L’introspezione dei personaggi e della storia in generale sembrano non lasciare un particolare spazio al lato romantico. Il flirt con l’infermiera del padre sembra venir lasciato, se non congelato, in lenta maturazione. Come a voler essere elargito a piccole dosi per evitare di lasciar deviare la serie verso scenari eccessivamente romantici. L’amicizia di Tony con Emma deve momentaneamente rimanere tale, tra piccole gelosie e la preoccupazione di non essere il compagno giusto per lei.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Solita atmosfera malinconica e minimal
  • Il postino che si fa il bagno
  • Storyline della separazione di Matt
  • Momenti sempre umanamente imbarazzanti (tipo le avances ricevute da Matt)
  • L’intervista alla centenaria
  • La lezione di Yoga
  • Apparentemente un andamento costante e lineare con quello della prima stagione, non che ci si potesse aspettare diversamente, però…

 

Sicuramente apprezzabile che Netflix abbia deciso di valorizzare un prodotto come After Life, esaltando la creatività di una figura mai banale come Ricky Gervais. Facendo decantare e digerendo per bene l’atmosfera della prima stagione, non si può non accogliere favorevolmente l’inizio di questa seconda, immergendosi in un clima assolutamente in linea con quello dei precedenti sei episodi.

 

Episode 6 1×06 ND milioni – ND rating
Episode 1 2×01 ND milioni – ND rating

Valerio Di Paolo

Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica.
Gli piace Doctor Who.

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