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American Gods 3×06 – Conscience Of The KingTEMPO DI LETTURA 3 min

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American Gods 3x06 RecensioneNon è semplicissimo arrivare ad una buona sintesi di giudizio quando ciò cui si assiste è effettivamente e palesemente di buona fattura, ma la tendenza è comunque quella di guardare la progressione del minutaggio.
L’elemento ricorrente nelle precedenti recensioni è stato proprio questo: bellissimo come viene mostrato un qualcosa che poi forse è solo relativamente interessante.
Chi ha letto il libro è possibilmente ancora incuriosito dalla rappresentazione visiva di alcuni aspetti, ma allo stesso tempo conosce già degli sviluppi futuri, con il risultato che la narrazione subisce un’ulteriore frenata percettivamente parlando. Chi invece non conosce la storia potrebbe forse essere ulteriormente meno attratto da sviluppi di trama apparentemente insignificanti che sembrano solamente scuse per riempire il minutaggio (in questo episodio ne è presente una specifica che fornisce un grande assist per sviluppi futuri).

ODINO


Indubbio il carisma di Ian McShane e del suo Odino, proprio per questo gli autori scelgono di renderlo protagonista di storyline che, allo stato attuale, non sembrano essere di fondamentale importanza con lo scorrimento della trama e con la causa della guerra tra nuovi e vecchi dei.
Sempre di impatto i flashback a sfondo storico, sicuramente altamente suggestivo il momento dello spettacolo delle ombre cinesi, ma l’impressione che ci si trovi di fronte ad una trama “filler” è molto forte, soprattutto considerando il “forfait” finale di Demetra, che forse realizza l’irreversibilità della natura bellica e autoreferenziale di Odino.

SHADOW


C’è poco da fare, per quanto estremamente più umana, la storia che riguarda Lakeside è l’unica che avrebbe un potenziale di trama orizzontale principale della stagione (al di là che si sia influenzati dalla base cartacea o meno). Da un lato perché si vede uno Shadow svincolato da alcuni legami che ha quindi la possibilità di costruirsi una propria falsa identità. Sicuramente poi la curiosità per alcuni umanissimi e televisivamente classici aspetti gioca un ruolo non poco importante: sapere che fine ha fatto la ragazza scomparsa e vedere se il protagonista e la sua “coinquilina” avranno modo di far decollare il loro feeling sono frammenti di trama che tracciano un effettivo profilo della stagione, fissando punti di riferimento riconoscibili per questo terzo ciclo di episodi.
Abbastanza fine a se stessa la capatina di Laura Moon a Lakeside. Se da un lato l’incontro è utile a far aumentare la tensione sessuale di cui sopra, oltre che per svelare alla ex moglie la natura paterna di Wednesday, è anche palese come il finale della scorsa puntata cercasse un sensazionalismo e un raccordo con la 3×06 che non ha poi rivelato grande sostanza.

PERSONAGGI ALTRI


Si è già detto di Laura, figura che però ha avuto modo nella corrente stagione di avere uno spessore niente male. Chi per ora regala momenti di puro vuoto narrativo è Salim e la disperata ricerca del suo amato, sempre sterile e lamentosa. Si spera che il tutto possa avere un suo perché, scongiurando così il sospetto di un puro e semplice (e fastidioso) rigonfiamento del minutaggio.
Diverse gioie le regala il comparto dei new gods, con un Technical Boy misteriosamente colpito da un malessere pixellato, tanto da improvvisare una forma di terapia. La sua trasferta con Shadow volge così al termine per tornare all’ovile, da un Mr. World questa volta nei panni di un piacevolmente ritrovato Danny Trejo.
L’eclettica figura di Mr. World, in questa stagione jolly di volti, diventa così raccordo e maggior motore della guerra tra divinità. Rimane il mistero di chi ci fosse all’altro capo del suo telefono.

 

THUMBS UPTHUMBS DOWN
  • Trama di Lakeside, con tanto di copertura di Shadow a rischio
  • Suggestivo lo spettacolo delle ombre, così come i flashback e la storia d’amore con Demetra
  • Mr. World interpretato da Danny Trejo
  • Il mistero del Technical Boy
  • Alcune trame ancora fini a se stesse con tanto di trama di Lakeside utilizzata con il contagocce

 

American Gods rimane un appuntamento godibile, soprattutto per la resa estetica, per la curiosità di alcune sottotrame e per la suggestione regalata da altre. Potrebbe non guastare certe volte più sostanza e meno fronzoli.

Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica.
Gli piace Doctor Who.

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