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Better Call Saul 5×07 – JMMTEMPO DI LETTURA 3 min

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Il finale di “Wexler V. Goodman” aveva lasciato piacevolmente interdetti, nonchè incuriositi: si sposeranno per davvero o è stato semplicemente un colpo di matto? Alison Tatlock, già sceneggiatrice dell’ottimo episodio a base di formiche “50% Off“, coadiuvata da Michael Morris alla regia, non si fa pregare più di tanto e scioglie fin da subito il dubbio facendo sposare, ovviamente in tribunale, Miss Wexler e Mr. McGill. Ed è estremamente interessante constatare come l’elemento che più di tutti era rimasto impresso dello scorso episodio, sia qui semplicemente utilizzato come introduzione, quasi un elemento secondario, chiarendo fin da subito che non è e non sarà un focus per la restante parte della puntata. Anche a ragion veduta, come si può giudicare dalla densità di eventi e dall’attenzione particolare su Saul.
La natura dualistica del character interpretato da Bob Odenkirk continua a rappresentare il vero punto focale della narrazione, con scene ed elementi che fanno risaltare, a turno, prima Jimmy e poi Saul, dimostrando la conflittuale coesistenza di entrambi. Non è un caso infatti se si è optato, a dispetto magari di una scena magari più clickbait tratta dal matrimonio o da Los Pollos Hermanos bruciante, per questo bellissimo primo piano di Jimmy/Saul in cui sembra veramente emergere la sua duplice natura. Chiaramente questo è anche un indiretto plauso alla regia, al solito strepitosa e stavolta firmata Melissa Bernstein (spoiler: il prossimo episodio vedrà Vince Gilligan in cabina).

IL JIMMY SOPRAVVISSUTO


Justice. Matters. Most.

Quando si parla del dualismo che caratterizza Jimmy/Saul, non può saltare all’occhio tutta quella serie di sguardi e di silenzi che dimostrano quanto il personaggio di Odenkirk soffra internamente quando accade qualcosa che lo tocca nell’animo. Piccoli momenti qua e là, come potrebbe essere lo sguardo lanciato nei corridoi del tribunale alla famiglia vittima di Lalo, che sono dimostrazione di una trasformazione ancora incompleta, ad uno stadio avanzato ma ancora incompleta.
Il titolo dell’episodio, “JMM”, si presta perfettamente ad esempio per la contrapposizione d’intenti e d’opinione di Jimmy/Saul; la risposta più “onesta” è chiaramente dettata dall’indole ancora (parzialmente) innocente dell’avvocato, mentre quella di Lalo lascia intendere chiaramente la direzione in cui si sta andando.

FORSE NON È MEGLIO CHIAMARE SAUL…


Just. Make. Money.

Saul è un uomo, prima di essere un avvocato, che adora pianificare e vincere le sue battaglie in quella zona grigia della legge che può essere piegata da una parte o dall’altra. Non è quindi illegale assoldare una finta famiglia per addolcire un giudice ma è moralmente ancora troppo insopportabile assistere ad un “cattivo” che la fa franca mentre c’è veramente una famiglia in lacrime che non otterrà mai giustizia.
La battaglia interna tra Jimmy e Saul non è ancora finita ma spesso, come emerge proprio dalla scena finale con Howard, è Saul a prevaricare poiché Jimmy non si sarebbe mai permesso di tirare fuori quell’orgoglio e urlare davanti a tutti “You can’t conceive of what I’m capable of! I’m so far beyond you! I’m like a God in human clothing! Lightning bolts shoot from my fingertips!” con gli occhi carichi d’elettricità.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Jimmy, parlando con Howard, diventa Saul grazie ad un’escalation resa credibilissima da Bob Odenkirk
  • La regia è come al solito un puro piacere per gli occhi
  • Il matrimonio, potrà non aver accontentato qualche fan, ma è in puro stile Better Call Saul e, soprattutto, può essere considerato estremamente realistico
  • I dialoghi tra Lalo e Saul aiutano a scoprire la duplice natura del personaggio
  • La parentesi di Gus al meeting Madrigal non ha avuto quella potenza narrativa che ci si sarebbe potuti aspettare…
  • … e chi aveva riposto grosse aspettative nel matrimonio potrebbe essere rimasto deluso dalla fugacità dello stesso
  • Gus non proprio sul pezzo

 

Al solito, un grandissimo episodio, questa volta però concentrato su Saul, lasciando nel dimenticatoio Mike, Nacho, Kim. Non male, con un Gus Fring in piena forma si sarebbe potuto ottenere anche il Bless Them All…

 

Wexler V. Goodman 5×06 1.40 milioni – 0.4 rating
JMM 5×07 1.30 milioni – 0.3 rating

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 25 ed i 35 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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