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Clarice 1×02 – Ghosts Of Highway 20TEMPO DI LETTURA 3 min

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Recensione della 1x02 di ClariceIl pilot di Clarice aveva la funzione di legare gli avvenimenti del film di Demme The Silence Of The Lambs con la storia personale e lavorativa appena iniziata dell’ex cadetta Clarice Starling, la cui infanzia – e i suoi eventi drammatici – erano venuti a galla durante le visite ad Hannibal Lecter.
In “Ghosts Of Highway 20” la serie si indirizza in un’altra via rispetto alla prima puntata, molto più simile a quella già percorsa da molteplici show televisivi con poliziotti come protagonisti.

COPIA E INCOLLA


“He doesn’t just want you in there because you’re a woman. You’re also Clarice Starling. You’re all over the news. It’s a power play”.

La serie è stata annunciata a gennaio dello scorso anno con la promessa che avrebbe indagato maggiormente la psiche e la vita di Clarice che, dopo la cattura di Buffalo Bill, si specializza nella cattura di serial killer e predatori sessuali. Una classica trama da crime drama, con un twist su una delle protagoniste più famose del panorama cinematografico. Scelta interessante e coraggiosa, ma che si sta rivelando una copia di molti altri show, vecchi e nuovi.
In “Ghosts Of Highway 20” il caso affidato alla squadra dell’FBI è creato ad hoc per riprendere alcune sequenze del film cult. Una forzatura che è fin troppo evidente, tanto da far perdere interesse abbastanza in fretta.
Quando si decide di riprendere uno dei personaggi femminili più noti del cinema horror, il paragone con il film che l’ha resa celebre è inevitabile. Clarice, il personaggio interpretato nel 1991 da Jodie Foster, è diventato un caposaldo – e non solo del genere – grazie all’abilità di Demme nell’introdurre un character femminile all’interno di un contesto esclusivamente maschile, facendo risaltare le dinamiche tra i poliziotti, che la credono inadeguata al ruolo che ricopre a causa del genere d’appartenenza, e Clarice. Le discriminazioni, nel film di Demme, non sono dette a gran voce, ma sono mostrate. L’unico che l’ha trattata in modo paritario è stato proprio Hannibal.
In questa seconda puntata, ci sono accenni simili. Clarice, anche se è giovane e con un curriculum di tutto rispetto, non viene ritenuta all’altezza dal coordinatore della sua squadra che vorrebbe si dimettesse senza troppe storie. Ma lei è l’unica con cui il capo della setta, che ha preso in ostaggio numerose donne, vuole parlare.
La narrazione ha delle lacune, soprattutto sui cliché tipici del genere. Errori che invece non commettono regia e fotografia che riescono a ricreare un ambiente claustrofobico e cupo, la vera chicca della puntata.

THE SODA JERK


Come si accennava, tutta la puntata sembra creata a tavolino solo per dare ulteriori risposte alle questioni lasciate sospese dal film. Ma il motivo per il quale funzionano così bene, anche dopo 30 anni di distanza, è proprio l’alone di mistero.
In poche scambi di frasi tra Clarice e Hannibal, l’infanzia della giovane poliziotta è delineata e le immagini riguardanti i famosi agnelli che urlano di notte rimangono ben impresse. Racconti che non vengono detti per volontà di Clarice o per fiducia, ma sono merce di scambio per essere aiutata da Lecter.
Uno degli obiettivi della serie è proprio quello di analizzare e approfondire il personaggio di Clarice fuori dall’orbita carismatica di Lecter. Ma uno degli scivoloni, purtroppo frequenti, è quello di credere che per approfondire un personaggio basta che quest’ultimo parli della sua infanzia o di un suo trauma con la prima persona che capita.
L’aneddoto del padre di Clarice e del soda jerk raccontata all’uomo per prendere tempo, è solo un escamotage non necessario. Della stessa pasta sono i flashback della sua infanzia, che si sovrappongono al caso quando vede un bambino tra gli ostaggi.

 

THUMBS UPTHUMBS DOWN
  • Regia e fotografia che abbracciano l’ambientazione cupa
  • Escamotage narrativi abusati
  • Situazioni create a tavolino per parlare dell’infanzia di Clarice

 

Cercando di non cadere in giudizi affrettati, al momento sembra che Jenny Lumet e Alex Kurtzman abbiano fatto il passo più lungo della gamba puntando ad un progetto fin troppo ambizioso.

Ha studiato cinema alla Sapienza. Innamorata dell'horror e della fantascienza, la rende felice un buon adattamento di un libro di Stephen King o un film sui viaggi nel tempo. Non parlatele del politically correct se non volete iniziare un litigio infinito. Crede fermamente che Fox Mulder sia il suo spirito guida.

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