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Devs 1×02 – Episode 2TEMPO DI LETTURA 4 min

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Come era prevedibile, considerati i precedenti lavori di Garland, anche Devs maschera sotto una connotazione apparentemente banale come quella di un thriller di spionaggio, una valenza morale e psicologica ancora tutta da scoprire. Il primo accenno lo si ha quando tutto il team di informatici riunito da Forest si ritrova a contemplare una ricostruzione grafica ad uno schermo. Quella che sta venendo riprodotta, anche se con immagine decisamente disturbata, altro non è che la crocifissione di Gesù Cristo. Un salto temporale di circa 2000 anni ed una capacità di ricreare un avvenimento di quella portata: a cosa esattamente stanno lavorando, quindi, questi informatici? Qual è il progetto portato avanti da Forest?
Quello che si inizia a prospettare è la capacità del codice a cui anche Sergei era stato messo al lavoro, di ricreare avvenimenti passati. Ma secondo quali logiche, viene da chiedersi? Ma, soprattutto, si tratta di un semplice poter osservare oppure questa ricreazione concede a chi sta programmando il codice di prendere parte attiva a quel pezzo di storia che sta venendo configurato sullo schermo?
La domanda sorge spontanea quando Forest, rimasto solo nella stanza, si concede un puro e semplice momento di intimità con la propria creazione andando a visionare quella che sembra essere una bambina indaffarata a giocare con delle bolle di sapone. Sua figlia? D’altra parte, poco più avanti nella puntata a Forest viene appuntato di smetterla di punirsi e di ritenersi colpevole per ciò che è avvenuto (e che lo spettatore ancora non conosce, chiaramente). Dietro quindi un lavoro rivoluzionario, scientificamente aberrante, si celerebbe un macchinoso desiderio umano, di un uomo che cerca di riavvicinarsi ad una figura a lui cara. Segreti proferiti a mezza bocca, dubbi su ciò che viene mostrato e ancora tanti enigmi: Devs sembra averci preso gusto nel gettare in stato confusionale il proprio pubblico e sotto certi aspetti non può che far felici. Dopo vagonate di procedurali o di serie prive di un vero contenuto in grado di accompagnare lo spettatore in un vero percorso accrescitivo, ecco che si prospetta una serie in grado di poterlo fare. O almeno così promettono le premesse, fino a questo momento sicuramente d’alto livello.
Parallelamente a questa parentesi socio-scientifica e di introspezione umana, il lato thriller continua la sua progressione. Lily, nonostante la sconfitta morale e psicologica avvenuta in conclusione del precedente episodio (mentre, inerme, vede il fidanzato darsi fuoco in pubblica piazza), si mostra come prevedibile un personaggio forte e deciso, iniziando fin da subito ad investigare su cosa sia realmente avvenuto a Sergei. Il lato hacker della serie lascia un po’ a desiderare, venendo racchiuso in poco più di cinque minuti in scena. Chiaramente le aspettative non erano quelle di ritrovarsi di fronte a delle sequenze ben esposte e spiegate come quelle che Mr. Robot ha fatto apprezzare al grande pubblico. Tuttavia, da una serie che si basa sul fattore hi-tech ed in particolar modo sul comparto di programmazione, qualcosa di più era lecito aspettarsi.
Lily viene a conoscenza della doppia vita di Sergei e sebbene ne sia fin da subito affranta (affermando in più punti di non avere più certezze riguardo Sergei dal momento che, era palese, non lo conosceva davvero), percepisce di ritrovarsi sulla strada corretta. L’incontro con il contatto russo è rapido, ma non concede troppe risposte allo spettatore che piuttosto si ritrova a domandarsi come esattamente abbia fatto il braccio destro di Forest ad essere presente all’incontro tra il contatto e Lily. Chiaramente pedinava la ragazza ma, insomma, qualche dubbio logistico (era dall’altra parte della riva) continua a palesarsi.
Ancora una volta i dialoghi (mai fini a se stessi, ma pregni di significato) e la musica rappresentano l’arma in più di questa serie. La scena conclusiva è la rappresentazione perfetta di quello che si intende: una scena di lotta corpo a corpo accompagnata da una soundtrack di musica classica che cozza malamente, creando un diverbio tra ciò che si sente e ciò che si vede che inizialmente fa storcere il naso per poi farsi apprezzare secondo dopo secondo. Un gusto nella costruzione molto particolare, questo sicuro, che abbaglia per la sua sfrontatezza ed il suo coraggio.
A questo punto il vero enigma si racchiude nella persona di Forest e nel suo passato, vera chiave di volta per capire quale direzione ha deciso di imprimere alla propria scoperta ed al proprio lavoro.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il progetto di Forest ed il suo possibile doppio fine
  • La crocifissione di Gesù Cristo ricreata a video
  • L’investigazione di Lily
  • Scena finale dello scontro corpo a corpo (ed annessa musica)
  • La parte di trama riguardante lo spionaggio
  • Ancora enigmi, è vero, ma tutto più digeribile
  • Pochi hacker all’opera? Decisamente sì

 

Ancora enigmi. Ancora poche risposte. Ma Devs è una serie che si lascia divorare.

 

Episode 1 1×01 ND milioni – ND rating
Episode 2 1×02 ND milioni – ND rating

 

Aldo Longhena

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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