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Devs 1×04 – Episode 4TEMPO DI LETTURA 4 min

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Dopo quattro episodi, Devs decide di concedere al proprio pubblico una dose di risposte relative a molti quesiti, lasciandone giustamente altri in sospeso per la restante seconda metà di stagione.
Prima di tutto viene presentato il progetto a cui in gran segreto l’azienda di Forest sta lavorando.

 

“We have a prediction system based on ultra-massive data. The data goes to a sub-atomic level, so we’re fully in the world of quantum mechanics using a fully deterministic interpretation for which we use a version of De Broglie-Bohm.
Pilot wave. And it works. Kind of.
The binary problem in our quantum system: it either works totally or not at all. Right? And particularly bad for me, ‘cause I’m focused on soundwaves, which are mega fragile and the variances go wild mega fast. […]
I get up. Just to clear my head for a while. I find myself over at our core computer. Thinking how crazy all this shit is. Entanglement, superpositions, all the voodoo. And I’m thinking, fucking De Broglie-Bohm, fucking Pilot Wave, fucking hidden variables. I wish I could ditch them all. So I did.”

 

C’è il desiderio, come si poteva già in realtà intuire da quanto mostrato nei precedenti episodi, di ricreare la realtà in ogni suo aspetto, senza alcun tipo di interferenza visiva e/o uditiva. Ma, come Forest tiene a sottolineare, quella che deve essere ricreata è la LORO realtà, non una realtà possibile che si affaccia dalla teoria del multiverso. Il Gesù Cristo che deve essere correttamente riprodotto a schermo non può essere UN Gesù Cristo, ma deve essere il LORO. E’ il desiderio del realismo che prevale sulla semplificazione: non importa che tra una versione o l’altra della realtà occorrano cambiamenti minimi (“the difference might be a single hair on Jesus’s head”), perché il risultato sarà sempre diverso da quello cercato. Il confronto tra Forest e Lyndon (l’informatico che è riuscito a ripulire l’audio della voce di Gesù rendendolo cristallino e chiaro) è duro e mette in mostra un lato freddo e distaccato di Forest che già era stato possibile scrutare nel personaggio interpretato da Nick Offerman nella sequenza relativa all’omicidio di Sergei di cui è stato spettatore impassibile.
Forest non accetta semplici imprecisioni: la ricreazione della realtà elaborata del computer deve coincidere con il realismo puro e semplice. Difficile poter dedurre a questo punto della storia se il suo desiderio di realismo si circoscrive al puro e semplice lato personale oppure se anche il lato scientifico necessità di questo fattore. Valutando la costruzione del personaggio potrebbe risultare molto facile affermare che questa ricerca di realismo riguardi entrambi gli aspetti (umano e scientifico), considerata la complessa costruzione del carattere di Forest di cui lo spettatore, è vero, al momento conosce ben poco, ma date le premesse si tratta di una deduzione molto logica.
Come già anticipato nella scorsa puntata, inoltre, si scopre che l’algoritmo non può semplicemente ricostruire il passato, bensì mostrare sequenze anche del futuro. Ed è proprio da queste sequenze che Forest e Katie sembrano aver appurato che Lily morirà ben presto. Proprio la giovane informatica dopo un abile doppiogioco è stata finalmente incastrata dal sistema da cui lei stessa cercava di evadere: Kenton la smaschera nel giro di poche scene (e con l’aiuto di uno psicologo) e, dopo aver rischiato la morte in un incidente mortale, la fa prendere con la forza e successivamente rinchiudere in un istituto dal quale potrà tranquillamente poterla controllare. Difficilmente si rivedrà in scena, invece, il povero Jamie, deus ex machina vero e proprio, rimasto in scena giusto il tempo per potersi rendere utile alla causa aiutando Lily a smascherare il complesso intrigo del video fake.
Altro elemento che forse poteva essere limato per rendere più semplice la visione è sicuramente la sequenza relativa alla sessione dallo psicologo di Lily, dal momento che la durata risulta eccessiva, nonostante permetta a Devs di dare maggiore spessore (e anche maggiore umanità, elemento da non sottovalutare) al personaggio di Lily.
Determinismo. Attorno a questo concetto questa serie tv cerca di costruire la propria storia, i propri personaggi e, di conseguenza, la propria fortuna. Ogni aspetto è indissolubilmente collegato ad un avvenimento passato: la stessa creazione di Amaya potrebbe essere collegata ad un breakdown di Forest del passato (la bambina indaffarata a giocare con le bolle di sapone c’entra qualcosa?).
E Forest, villain (o antieroe?) nonché personaggio principale, è l’agente del determinismo per eccellenza.
 

“Everything we do is predicated on the idea that we live in a physical universe. Not a magical universe. But I am scared we might be magicians. What if we project one minute into the future.”

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Dialoghi, come sempre
  • Spiegazioni
  • Katie-Forest ed i confronti
  • Lo sguardo al futuro: la morte di Lily entro 48 ore
  • Kenton cattura e fa rinchiudere Lily
  • La voce di Gesù Cristo
  • Uscita di scena di Lyndon?
  • La seduta dallo psicologo
  • Jamie: misero deus ex machina?
  • Uscita di scena di Lyndon?

 

La realtà deve rimanere sui binari deterministici “…cause precedes effect. Effect leads to cause. The future is fixed in exactly the same way as the past. The tramlines are real.

 

Episode 3 1×03 ND milioni – ND rating
Episode 4 1×04 ND milioni – ND rating

 

Aldo Longhena

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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