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Dispatches From Elsewhere 1×06 – EveryoneTEMPO DI LETTURA 4 min

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“Our heroes. A motley crew of intrepid travelers creeping into pyramids by torchlight. Imagine, for a moment, tha these people are you. Barreling towards an elusive, deeper truth. With that truth comes risk. With that truth comes danger. Is this really just a game? Or has it evolved into something real?”

E’ solo un gioco, una finzione, un’elaborata e costosissima burla di qualche annoiato riccone, oppure c’è in ballo qualcosa di più? E’ la domanda che non solo Peter, Simone, Janice e Fredwynn, non solo Octavio Coleman nelle solite vesti del narratore mesmerizzante, ma anche tutti gli spettatori  si pongono. Una domanda che presto avrà delle risposte, perché, come viene più volte ricordato in questo sesto episodio, è arrivato l’ultimo giorno della ricerca e quindi il momento della verità non è poi così lontano.
Per il momento, la narrazione prosegue secondo la tipica doppia direzione: da un lato l’investigazione sul mistero di Clara con conseguente scoperta di nuovi indizi; dall’altro l’evoluzione dei protagonisti, che prendono (o cercano di prendere) in mano la propria vita. Tuttavia, la serie ha ormai abbandonato l’impostazione antologica delle prime puntate, ognuna dedicata a un personaggio, e come dice il titolo stesso il focus si alterna tra tutti e quattro gli eroi di questa brancaleonesca quest; ma, e qui sta la novità, le ormai consolidate coppie vengono spezzate e rimescolate, sicché Peter affianca Fredwynn e Simone si imbarca nell’ennesima ricerca con Janice.
Il risultato è quantomai gradito, perché costringe a interagire faccia a faccia personaggi che finora si erano sempre incontrati all’interno del più ampio quartetto: Fredwynn non è mai stato da solo con Peter, né Simone con Janice. E come è ampiamente prevedibile, il caratteraccio del genio complottista crea fin da subito conflitti con la personalità ben più mansueta e pacata dell’ex-impiegato, anche se pian piano si giunge a un equilibrio e alla fine a una vera e propria collaborazione. Il messaggio è palese: nessuno è autosufficiente, tutti sono complementari e il successo dipende dall’unione dei talenti e delle abilità, non dalla singola genialità. L’interazione tra i due offre anche terreno fertile per gag e situazioni tragicomiche molto ben gestite, dando vita a un certo punto a un momento in cui non si riesce a capire se preoccuparsi per Peter che perde copiosamente sangue dal naso ed è appena caduto dal palazzo in cui lavorava o se ridere per l’atmosfera grottesca in cui è avvenuto il tutto.
Per l’altra coppia le cose vanno diversamente. La loro relazione è all’insegna della solidarietà femminile, e non solo: è palese l’ammirazione di Simone per Janice, così come l’atteggiamento protettivo di quest’ultima, un po’ da vecchia amica dispensatrice di consigli, un po’ da mamma chioccia premurosa, per la più giovane compagna di avventure. Si può dire che il personaggio interpretato da Sally Field sia quello che esce più approfondito dall’episodio, grazie a numerose informazioni sul suo passato: il dialogo con la vecchia fiamma Boris restituisce l’immagine di una giovane attivista piena di entusiasmo per la causa femminista, amante della stand up poetry, con una vita sentimentale decisamente più promiscua di quanto ci si aspettasse; invece un breve flashback rivela il periodo di ricovero trascorso a Hawkton per depressione post-parto, riportando la figura di Janice in una dimensione più fragile. Si può quasi azzardare un’ipotesi: che l’originaria fiamma che ardeva nel petto di Janice sia stata spenta dal matrimonio, in cui ha comunque trovato l’amore e una nuova ragione di vita, e che il “gioco” incentrato su Clara stia riaccendendo poco a poco quel fuoco interiore.
Una gattara barricata in casa, un murale di drago nascosto sotto strati e strati di giornali, i precedenti luoghi visitati dai protagonisti ora sgomberati o spariti nel nulla, l’ombra lunga di una misteriosa compagnia che ha le mani in pasta dovunque, il “fantasma” di una pittrice impressionista che dispensa pillole di vita mantengono alto il livello di surrealismo e di mistero dell’ambientazione, mentre l’apparizione finale dei volti di Octavio Coleman e del Comandante 14 sullo stesso schermo, uno accanto all’altro, sembrano confermare quanto già ipotizzato da Fredwynn: che il Jejune Institute e la Elsewhere Society siano due facce della stessa medaglia, e nulla di più. Si preannunciano sviluppi interessanti.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Le inedite coppie Peter-Fredwynn e Simone-Janice
  • Le tragicomiche peripezie di Peter e Fredwynn
  • Le rivelazioni sul passato di Janice
  • I tanti piccoli elementi che contribuiscono a rendere questo mondo sempre più grottesco e misterioso
  • Quasi sicuramente Octavio e il Comandante sono la stessa persona: e allora qual è il senso del gioco?
  • Nulla di rilevante

 

Dispatches from Elsewhere non viene premiata con gli ascolti che meriterebbe, ma d’altronde era palese che non fosse uno show per tutti e che il numero di spettatori sarebbe calato fin da subito. Però, per quei pochi “pazzi” che hanno accettato di farsi prendere per mano da Octavio Coleman e buttarsi in un gioco così folle e ancora così poco chiaro, la serie sta riservando solo tante belle soddisfazioni.

 

Clara 1×05 0.21 milioni – 0.1 rating
Everyone 1×06 0.22 milioni – 0.1 rating

 

Divoratore onnivoro di serie televisive e di anime giapponesi, predilige i period drama e le serie storiche, le commedie demenziali e le buone opere di fantascienza, ma ha anche un lato oscuro fatto di trash, guilty pleasures e immondi abomini come Zoo e Salem (la serie che gli ha fatto scoprire questo sito). Si vocifera che fuori dalla redazione di RecenSerie sia una persona seria, alle prese con un dottorato di ricerca in Letteratura italiana contemporanea.

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