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Fargo 4×09 – East/WestTEMPO DI LETTURA 3 min

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Puntata molto inusuale. Preparatoria e fondamentalmente basata sul cambiamento, sull’evoluzione. Noah Hawley e Lee Edward Colston II sfornano un episodio che risente (positivamente in questo caso) di una di quelle classiche strategie per far aumentare l’hype dopo un cliffhanger importante, come visto sullo scoccare di “The Nadir“.
Kansas City viene accantonata improvvisamente e ci si sposta nella campagna statunitense, per la precisione nei dintorni di Liberal in apertissimo Kansas, lì dove i fuggitivi trovano più spazio, gli uragani non sono poi così rari e dove personaggi molto particolari pascolano in attesa di essere scoperti dallo spettatore. Ed è esattamente in questo ammasso di stranezze che Hawley prospera e dove ha reso Fargo grande negli anni passati, ed è esattamente per questo motivo che “East/West”, pur non raggiungendo livelli altissimi, va considerato tra i migliori capitoli di questa stagione.

THE FUTURE IS…


“East/West” è un episodio utile principalmente a sottolineare la trasformazione di Satchel e la fine di un’era di non belligeranza tra le cosche mafiose di Kansas City. Sebbene si possa dire che in realtà questo secondo punto non sia più valido da un po’ (dalla morte di Doctor Senator per la precisione), qui lo spettatore assiste ad il primo vero e proprio scontro tra membri delle due fazioni. La tregua non esiste più, è un tutti contro tutti per il ritrovamento del figlio di Loy.
La puntata è volutamente diversa dalle altre e, come tale, viene enfatizzata anche da una regia che usa di proposito solamente il bianco e nero preservando i colori per il finale. È una scelta interessante, non nuova nel panorama televisivo o cinematografico (Schindler’s List è probabilmente l’esempio più famoso in tal senso), ma sicuramente apprezzabile anche per creare una certa distanza con gli altri episodi della stagione. L’assenza di colori è inoltre importantissima per enfatizzare un clima ostile, freddo e molto distante sia da Kansas City che da quelle tinte calde ed accoglienti delle case viste sinora.
L’impatto, per certi versi, è addirittura anacronistico e sembra quasi di assistere ad una serie tv d’epoca, anche per lo spaccato sociale che viene dato dell’America rurale, quella dove essere neri rappresenta un crimine anche se si è seduti immobili in un’auto. In tal senso le due sorelle proprietarie dell’hotel enfatizzano il tutto ancora di più.

…NOW


Con uno sguardo più generale, “East/West” si può suddividere in due parti: una prima della conclusione dei lavori al cartello e una dopo la conclusione dei lavori al cartello. La regia lo enfatizza molto bene ripristinando quei colori che erano stati volutamente tolti negati sin dall’inizio e che esplodono nei minuti finali enfatizzando il nuovo status quo di Satchel, finalmente libero di non far parte della cosca italiana e senza più guardiani.
Chiaramente il personaggio di Rabbi non può avere un lieto fine, non è un predestinato e nella filosofia di Hawley questo genere di character servono solo a sottolineare la sofferenza della vita e, soprattutto, l’ingiustizia del fato. Un’ingiustizia che, in generale, premia poi solo i personaggi vicini alle vittime, characters che hanno vissuto indirettamente lo stesso tipo di pena, soffrendo in maniera simile e paragonabile, ma che, alla fine, godono di un agognato miglioramento sociale che è però negato alla vera vittima della situazione. In questo caso: Rabbi riesce a dare un nuovo futuro a Satchel ma indirettamente e solo grazie ad un uragano che uccide sia lui che Calamita.
Non è giustizia comunque, per Hawley è solo frutto del caso.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il cartello pubblicitario “The future is…” incompleto 
  • L’uragano
  • Il destino ritorna ad essere protagonista nella casualità degli eventi
  • Regia fantastica ed uso dei colori veramente degno di nota
  • All’inizio un episodio un po’ lento

 

Una puntata di transizione, ma che transizione! Se questa stagione di Fargo fosse stata al livello di questa puntata, allora “East/West” magari non risalterebbe così tanto; sfortunatamente i precedenti otto episodi non hanno mai raggiunto certi picchi e quindi questa 4×09 risplende di luce propria.

Martin Moody

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 25 ed i 35 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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