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Little Fires Everywhere 1×08 – Find A WayTEMPO DI LETTURA 3 min

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Dopo un ottimo pilot, lanciato insieme ad altri due episodi in pieno stile Hulu (come confermato con Mrs. America) lo show ha iniziato ad arrancare con il poco riuscito episodio flashback, tanto che “The Uncanny” è stato il peggior episodio di questa prima (ed ultima?) stagione. Le dinamiche teen, che puntata dopo puntata hanno conquistato sempre più screen time, hanno infine inglobato l’intera serie, lasciando poco spazio per altre storyline più interessanti, le quali invece sono state sviluppate meno nonostante l’ampio minutaggio a disposizione, ben 60 minuti per ogni episodio.
Certo è chiaro come Pearl e tutto lo scompiglio che lei e la madre hanno creato all’interno della famiglia Richardson hanno rappresentato solo un chiave di volta per far crollare definitivamente la forte ipocrisia di Elena, la quale ha costruito a tavolino una falsa vita perfetta. Non va certo meglio per Mia, che per nascondere i propri segreti ha mentito per tutta la vita alla figlia, venendo alla fine smascherata, risultando al pari di Elena un character fortemente egoista, non in grado di vedere oltre le proprie necessità.
Il punto però è un altro visto che le scelte narrative per cui hanno optato gli autori hanno dato un peso eccessivo alle dinamiche adolescenziali dei vari teenager, non giustificabili visto il deludente finale di puntata: la scelta di far incendiare la casa a Lexie, Trip e Moody risulta alquanto esasperata, nonostante il valore simbolico che si può attribuire a tale gesto. Certo Elena sembra averlo capito, ammettendo con l’agente di polizia che è stata lei la vera fautrice dell’incendio doloso, ma rimane il fatto che nessuna crisi famigliare possa giustificare una tale decisione drastica.
Rispetto all’opera cartacea di Celeste Nig, dove è Izzy a incendiare la casa, si è scelto un finale diverso che però a conti fatti risulta ben peggiore di quello del libro, anche se resta da capire se lo show avrà o meno una seconda stagione, visto che le numerose storyline lasciate aperte potrebbero facilmente dar vita a una nuova stagione.
Per quanto riguarda invece il cast, sono da segnalare le ottime prove attoriali di Reese Whitherspoon e Kerry Washington, le quali hanno dato vita a dei personaggio complessi e sfaccettati, rendo al meglio la dualità tra le due protagoniste dello show. Non si capisce invece il pessimo utilizzo di Joshua Jackson, visto che se si esclude qualche dialogo al processo rimane veramente poco lo screen time dedicato a Bill. Che senso ha avuto assumere un attore così noto per poi dedicargli così poco spazio? Scelta poco comprensibile. Anche perchè, nonostante poche scene dedicate, il processo rimane una della parti migliori dello show visto che rappresenta al meglio l’eterna lotta tra classi sociali ed etnie all’interno della società statunitense, con l’azione finale di Bebe Chow che si riprende May Ling rapendola, non accettando la decisione del giudice.
Non sempre i ricchi WASPs (White Anglo-Saxon Protestants) vincono.

 

THUMBS UPTHUMBS DOWN
  • Le ottime prove di Reese Whitherspoon e Kerry Washington
  • La rappresentazione dell’ipocrisia di Elena e Mia, senza che nessuna delle due ne esca vittoriosa
  • Anche con poche scene dedicate, il processo rimane una della parti migliori dello show
  • Le dinamiche teen hanno finito per inglobare l’intera serie, peggiorandola molto
  • Il finale è stato alquanto deludente e forzato
  • Non si capisce il pessimo utilizzo di Joshua Jackson

 

Un ultimo episodio deludente per Little Fires Everywhere, che vede ancora una volta le dinamiche teen preponderanti, le quali abbassano notevolmente la qualità dello show, nonostante le evidenti connessioni con le altre storyline. La sensazione è che il finale scelto non renda merito a una serie che era partita davvero bene, motivo per cui si opta per una sufficienza piena, ma nulla di più.

 

Picture Perfect 1×07ND milioni – ND rating
Find A Way 1×08ND milioni – ND rating

Cinefilo disperato e divoratore di serie tv, venera due antiche divinità: Sergio Leone e Gian Maria Volontè.
Lostiano intransigente, zerocalcariano, il suo spirito guida è un mix tra Alessandro Barbero e Franco Battiato.

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