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Marvel’s Runaways 1×04 – FifteenTEMPO DI LETTURA 3 min

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Marvel’s Runaways era stata inizialmente concepita per Freeform, conosciuta precedentemente come ABC Family ovvero il canale più teen della Disney, ed infatti si riflette molto nella caratterizzazione e nella struttura della serie stessa. Trasferitasi poi su Hulu, Josh Schwartz e Stephanie Savage hanno probabilmente adottato un altro approccio andando ad ampliare la parte dedicata alla sfera adulta della serie che, comunque, si sviluppa in un minutaggio pari circa al 30% del totale, chiaro sintomo dell’impronta adolescenziale che la serie ha e doveva infatti mantenere. “Fifteen” ne è un po’ la conferma, nel bene e nel male.

Nothing. Yeah, there’s no mention in here of any of these names. Because they were nobody. No one cared for these kids. Not even enough to file a missing persons report. One a year for 15 years.

È giusto partire dal ragionamento di cui sopra per capire bene come la visione di “Fifteen” possa suscitare opinioni drasticamente diverse a seconda dell’età e del tipo di spettatore. Un adolescente non potrà infatti che ritrovare nell’episodio (ma anche nella serie stessa sino a qua) quella patina di parziale innocenza mista a curiosità e reverenza per tutte le questioni adulte che non appartengono e non dovrebbero appartenere a dei ragazzi del liceo, ed è esattamente per questo motivo che diventano delle tematiche intriganti visto e considerato che il “proibito” e tutto ciò che riguarda la sfera adulta intriga proprio per l’estraneità. D’altro canto chi ha abbandonato quel momento della propria vita rivede in “Fifteen” (e di riflesso nella serie) un prodotto genuino ma al contempo diretto ad un target diverso rispetto a quello a cui appartiene questo tipo di spettatore (che tra l’altro corrisponde anche a chi scrive queste righe) che non può che sentirsi a proprio agio proprio quando in scena vi sono i genitori dei “runaways”.
Partendo da questo presupposto, e provando a rimanere il più oggettivi possibile, si apprezza moltissimo la regia ed il taglio estremamente curato che viene mantenuto nello show. I colori da una parte, ma anche i giochi di luce e le inquadrature, sono studiate per garantire il massimo risalto e la giusta contrapposizione in tutte le scene (vedasi ad esempio il bagliore bianco proveniente da sotto il lenzuolo nella stanza completamente bianca, il tête-à-tête con il dinosauro o ancora Karolina che brilla al buio con Chase). Allo stesso modo anche il lavoro fatto per far empatizzare al meglio pubblico e personaggi non è da sottovalutare visto quanto vasto sia il parco character, eppure, sia per quanto riguarda i genitori che per quanto riguarda i figli, le dinamiche e le interazioni permettono di portare avanti questa fidelizzazione con il pubblico senza difficoltà. Cosa non affatto scontata. Ma allora cosa non va? Semplicemente manca quel pizzico di audacia che permetterebbe allo show di fare il salto di qualità, audacia che verosimilmente comparirà non appena lo scontro tra genitori e figli si farà realtà. Fino ad allora bisogna portare pazienza.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Regia ottima come al solito
  • Si comincia a togliere quel vero di segretezza che c’è sempre stato fra adulti e ragazzi
  • Interazione tra i “runaways” più efficace
  • Momenti un po’ banalotti e alcune scene chiaramente evitabili
  • Nessuno ha notato il dinosauro per strada: tutto normale

 

“Fifteen” è un buon episodio che si mantiene sulla falsa riga dei precedenti senza mai veramente forzare la mano nella narrazione o nella caratterizzazione dei personaggi. Ci sono dei buoni momenti ma anche quella velata superficialità presente in tutti i prodotti del duo Schwartz-Savage che, se da un lato può andare bene, dall’altro a volte vieta l’evoluzione della serie.

 

Destiny 1×03 ND milioni – ND rating
Fifteen 1×04 ND milioni – ND rating

 

 

 

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 25 ed i 35 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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