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Mrs. America – 1×08 – HoustonTEMPO DI LETTURA 5 min

in Mrs. America/Recensioni by

L’ottavo episodio di Mrs. America è sorprendente, nel senso letterale del termine: coglie di sorpresa lo spettatore che si trova spiazzato di fronte ad uno stile e a delle vicende diverse da quelli a cui si era abituato. Finora ad ogni episodio si affidava la narrazione degli eventi visti dal punto di vista di un personaggio diverso. In questo modo la creatrice dello show, Dahvi Waller, aveva anche la possibilità di approfondire la storia e la personalità dei personaggi protagonisti di un pezzo di storia americana, anticipando già nel titolo, su chi sarebbe stato il focus. Il generico “Houston” faceva presagire che quello dell’ottavo episodio sarebbe stato un racconto più corale.

NON E’ UN PAESE PER UOMINI


In effetti non si può negare che, nonostante sia Alice nella convention delle meraviglie l’indiscussa protagonista, traspare chiaramente l’intento celebrativo non di una ma di tutte le donne. Non è un caso che in 50 minuti di episodio gli uomini siano completamente assenti (a parte qualcuno che si intravede flebilmente in sottofondo nella scena finale dell’incontro con Phyllis, con buona pace dei sostenitori del test di Bechdel). L’intero episodio è retto solamente da personaggi femminili: dalle partecipanti alla convention, passando per la cameraman dell’intervista ad Alice, oppure dalla receptionist dell’hotel. Gli uomini sono solo nominati (o contattati al telefono – e comunque anche lì non appaiono) e l’unica voce maschile è quella, inevitabile, del cronista in sottofondo nel breve passaggio di una clip originale dell’evento. Democratiche o repubblicane, nere o bianche, omosessuali o lesbiche: la convention organizzata e presieduta dal movimento femminista ha rappresentato effettivamente uno storico momento di incontro, confronto e attività politica costruttiva tutta al femminile. Persino Betty, storica oppositrice dell’inserire nell’ERA disposizioni sui diritti delle donne omosessuali, aveva capito che l’importanza dell’evento implicava la massima unione di tutte le partecipanti per accrescere la loro forza.

ALICE IN WONDERLAND


Al personaggio di Sarah Paulson non è stato dedicato un episodio come gli altri, che svelasse la storia o i retroscena personali dietro la vita “pubblica” perché tra quelli principali è l’unico ad essere fittizio insieme a quello di Pamela (che, infatti, è anche sua compagna d’avventura in questo episodio). Questo avrebbe costretto gli autori ad inventare di sana piana una vicenda personale che non avrebbe mai potuto avere nello spettatore un interesse pari a quello delle sue comprimarie realmente esistite. D’altra parte sarebbe stato un peccato relegarla a semplice personaggio secondario, visto che nel romanzare la storia lo show le attribuisce da subito un ruolo importante al fianco di Phyllis (e, anzi, come rimarca lei stessa, è l’ispirazione di quest’ultima sui pericoli dell’ERA per i loro privilegi). Ed è così che Dahvi Waller, anche sceneggiatrice di questo episodio, decide di approfittare dell’opportunità di giocare con la fantasia data da un personaggio, qui totalmente nelle sue mani mentre normalmente vincolate al realismo della serie. Anche perché non sfruttare il talento della Paulson sarebbe stato un vero sacrilegio: tra American Horror StoryAmerican Crime Story: Il caso OJ Simpson e Mrs. America c’è da chiedersi se gli ingredienti per uno show di successo non siano “America” nel titolo e Sarah Paulson tra i protagonisti. Così la svampita e un po’ ingenua Alice si trova a fare un viaggio mentale all’interno degli spazi della convention scoprendo che quella realtà che insieme all’Eagle Forum sta cercando di combattere non è necessariamente tanto distante da lei e da quello in cui crede: si riconosce e immedesima nella donna incontrata al bar che le offre la Christian pill che tutti vorremmo provare salvo poi inorridirsi dallo scoprire che fa parte del movimento femminista. La sua reazione è forse fin troppo esagerata perché rivolta inconsciamente più che alla sconosciuta compagna di bevute, a sé stessa, per essersi scoperta così simile a qualcuno che dovrebbe rifiutare totalmente (emblematico a questo proposito l’immobilismo di fronte al fascino e al carisma di Gloria Stenheim che le impediscono di urlarle contro come Phyllis aveva “ordinato”). L’espressività della Paulson ha così l’occasione di mostrarsi grazie alle scene deliranti e assurde che si trova ad interpretare mentre Alice incontra alcuni dei personaggi che il pubblico ha imparato a conoscere durante le puntate. Il montaggio che alterna momenti seri e riflessivi ai momenti divertenti in cui Alice è in fame chimica è sicuramente molto efficace (si pensi alla scena del canto, patriottico ma scritto da un simpatizzante socialista, di The Land Is Your Land incorniciato da “I’ve invented a new way to eat” e “I need milk” o alla scena dell’eucarestia data dalla suora a cui Alice risponde “I really am very hungry“).
Sarà che il racconto cinematografico del periodo di ambientazione dell’episodio (il 1977) sembra non possa prescindere dall’elemento “allucinazioni da droghe sintetiche” (influenzati dal sapere che Dahvi Waller è stata anche autrice di Mad Men, la mente va alla puntata della quinta stagione in cui Roger e Jane provano l’LSD); sarà stato il desiderio di creare un elemento di rottura e sorpresa o il bisogno di una sorta di valvola di sfogo dall’aderenza alla realtà (che presumibilmente e auspicabilmente tornerà nella puntata finale). Certamente il cambio stilistico è forte e qualcuno potrebbe non averlo gradito ma, per quanto detto finora e, anche, perché si tratta pur sempre di un singolo episodio all’interno della stagione, si può considerare l’esercizio di stile un successo che non fa che confermare l’innegabile qualità di questo prodotto Hulu, già nell’Olimpo dei prodotti televisivi del 2020.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Anche se è successo veramente…
  • Rottura sorprendente rispetto al tono della serie che riesce a lasciare un segno positivo
  • Espressività di Sarah Paulson
  • …Forse troppo smielata la chiusura della convention con il canto corale 
  • Il cambio di stile potrebbe non essere gradito

 

Mrs. America si prende una pausa dalla realtà e sorprende lo spettatore. La qualità però resta. Promosso a pieni voti.

 

Bella 1×07 ND milioni – ND rating
Houston 1×08 ND milioni – ND rating

 

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