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Speravo De Morì Prima 1×06 – Episodio 6TEMPO DI LETTURA 3 min

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Speravo-De-Morì-Prima-1x06“Mi sono chiesto in questi mesi perché mi stiano svegliando da questo sogno. Avete presente quando siete bambini e state sognando qualcosa di bello… e vostra madre vi sveglia per andare a scuola mentre voi volete continuare a dormire… e provate a riprendere il filo di quella storia ma non ci si riesce mai… stavolta non era un sogno, ma la realtà.”
Francesco Totti, 28 maggio 2017

LA SERIE TV CHE SVANISCE


Non era un sogno, ma la realtà, diceva il Capitano nella sua lettera di addio al calcio. Quel momento tanto atteso e temuto da renderlo irreale al suo arrivo. Quella realtà così vicina storicamente che ci ha accompagnati per sei episodi, dove lo spazio per la parte romanzata è stato talmente limitato, in questo sesto episodio, da dover inserire nel mezzo la storia di un grottesco matrimonio (sempre un piacere vedere Corrado Guzzanti).
Non è una serie tv, ma la realtà, vicinissima nelle memorie dei tifosi e dei semplici appassionati di calcio. Castellitto si fa da parte e lascia spazio a colui che ha solo 4 anni in più rispetto ai fatti narrati. Un Francesco Totti solo leggermente invecchiato scende dal pullman, un Francesco Totti attore effettivo (e non macchietta da spot televisivi), chiamato ad interpretare e contemporaneamente rivivere il dietro le quinte di un momento decisivo per la sua carriera e per la sua vita.

L’ADDIO


Tutto il resto è storia. Le immagini di quel 28 maggio non potevano essere replicate in quanto di per sé già momento televisivo di estremo impatto. La scelta si rivela saggia, pigra, vincente, comoda. L’intera sequenza che ha fatto piangere tantissima gente, coda di una partita di calcio che ha consegnato alla Roma il secondo posto alla fine della stagione 2016-17, da epilogo sui generis di un campionato, diventa sequenza clou di un episodio e di un’intera serie tv. Senza spostare niente, senza modificare niente. Senza nemmeno chiedere i diritti televisivi ad un’altra emittente.

L’OMAGGIO


Una serie TV (di cui è difficilissimo prevedere una seconda stagione) che per la sua quasi totalità è stata una leggera commedia a sfondo sportivo e di cronaca. Una comedy che ha approfondito, ma neanche troppo, le vicende sportive e umane di un campione, la sua famiglia, il mondo circostante, due campionati di calcio storicamente recentissimi. Apprezzabilissima nel non mettere in scena un melenso e introspettivo racconto agiografico, tra l’altro estremamente di parte.
Tutto ciò si è rivelato indispensabile per una visione scorrevole, spensierata e nostalgica, ma allo stesso tempo per preparare il terreno per il momento inevitabile di omaggio estremo e totale alla figura di Francesco Totti.
Il buon lavoro di Castellitto sta proprio nel non andare mai a fondo della recitazione, portando con sé una maschera, quasi una caricatura, di un personaggio difficilmente riproducibile (almeno in tempi così recenti). Un’interpretazione che è omaggio a sua volta. Ci sarà tempo per reinterpretare il monologo della fine della carriera di Totti. Ora era giusto così: lasciare il palcoscenico ancora a chi quel momento l’ha vissuto realmente. Rendere omaggio all’uomo, al calciatore, ma soprattutto a quella già citata finestra temporale in cui anche tifosi di altre squadre hanno messo giù il cappello per omaggiare la fine della carriera di una vera e propria icona.

 

THUMBS UPTHUMBS DOWN
  • Il vero Francesco Totti
  • Il siparietto con Corrado Guzzanti
  • Rendere finale di una stagione televisiva un momento così alto come quello dell’addio al calcio del Capitano
  • L’intero episodio è la preparazione di un momento che a sua volta è stato preparato dalla stagione intera
  • L’intero episodio rallenta i ritmi e prepara ad uno specifico momento
  • Un Giuseppe Giannini non proprio generoso con l’elegante figura del Principe

 

L’esperimento può dirsi riuscito. L’intera serie ha saputo intrattenere e divertire, oltre che far scendere qualche lacrimuccia ai più affezionati. Vera virtù è che una volta terminata la visione si è contenti del viaggio calcistico che ha accompagnato l’ex 10 giallorosso, forse si prova un po’ di nostalgia, ma il senso di gratitudine è comunque maggiore.

Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica.
Gli piace Doctor Who.

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