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The Crown 4×04 – FavouritesTEMPO DI LETTURA 4 min

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Un altro ottimo episodio per The Crown, che continua incredibilmente a non smentirsi. Dopo un inizio stagione all’altezza delle aspettative, la serie, che un po’ in sordina era sbarcata su Netflix nel 2016 e che adesso conta una crescente platea di spettatori, continua a presentarsi come un prodotto assolutamente d’eccellenza.
Se in principio la fortuna di The Crown era stata quella di riuscire a rendere avvincenti le vicissitudini della Royal Family di inizio secolo scorso, portando l’elegante e dignitosa noia aristocratica nei salotti dei serial addicted e riuscendo ad appassionarli, adesso che la timeline è arrivata alla scottante storia di Lady Diana Spencer si correva il rischio di pasticciare tutto con i fatti di cronaca. Questo perché The Crown è sempre stata una serie di qualità sopraffina e molto equilibrata, che da un lato ha livellato tutto il comparto tecnico verso l’alto e dall’altro è riuscita a mantenere il giusto distacco dai fatti storici e politici rappresentati, senza nessuna pretesa di verità e, quindi, di giudizio.
Invece, a dispetto di ogni dubbio, anche questa quarta stagione sta riuscendo a mantenersi assolutamente fedele all’impronta che si è voluta dare sin dalla prima. Pur dove alcuni passaggi sono assolutamente inventati – il pranzo tra Diana e Camilla nello scorso episodio – o dove alcuni fatti sono ritrasposti suggerendo un rapporto di causalità tra di essi – il dramma familiare della Thatcher con la guerra nelle Falkland – la scrittura non ha mai l’intenzione di falsificare i fatti storici, ma è semplicemente funzionale all’unico obiettivo che lo show si propone da sempre: raccontare l’umanità e i comuni sentimenti che caratterizzano i membri della famiglia reale.
In particolare questa puntata si concentra sul rapporto genitore-figlio, tema caro al pubblico dai confronti tra la Regina Elisabetta e la Regina Madre della prima stagione a quelli tra il principe Filippo e Carlo della terza. Il pretesto narrativo è la vicenda della scomparsa di Mark Thatcher durante la Paris-Dakar, che risveglia nella Regina Elisabetta l’attenzione di madre verso i propri quattro figli. L’episodio ha quindi una funzione di raccordo, da un lato recuperando l’enfasi sui rapporti familiari e dall’altro accompagnando il pubblico verso il passaggio generazionale, lasciando scoprire come, lontano dagli occhi della Regina e dello spettatore stesso, i figli di Elisabetta e Filippo sono nel frattempo diventati adulti, ciascuno con le proprie vite.
Oltre all’occasione per conoscere i principi Andrea ed Edoardo, che non erano sinora mai stati in primo piano insieme alla Regina, la puntata apre due parentesi personalissime sulle persone di Anna e Carlo, che sembrano proseguire due percorsi di crescita completamente opposti ma assolutamente fedeli alla propria indole, come già era stata rappresentata in dettaglio nello scorso anno, quando erano ancora ragazzini. In particolare i cinque minuti di puntata dedicati ad Anna costituiscono una momento degno di nota, in cui Erin Doherty regala agli spettatori una umanissima principessa, incagliata tra il suo ruolo pubblico compromesso dalla stella nascente di Diana e quello privato di moglie e madre, più per dovere che per sentimento.
Anche lo sguardo su Carlo ha un ruolo importante e subisce un radicale cambio di prospettiva. Se fino ad adesso, infatti, la natura sensibile, artistica e romantica del principe aveva generato compassione per il Carlo adolescente, ormai la sua indole poco si confà al ruolo dell’uomo che è futuro erede al trono d’Inghilterra. Il suo continuo rivangare su sé stesso e sui propri bisogni lo fa ora apparire immaturo, vanesio e assolutamente inadeguato ad accogliere le responsabilità che il suo ruolo richiederebbe.
In questo percorso, che Elisabetta intraprende quasi per sfida, la serie sposta il focus su quello che probabilmente diventerà un tema sempre più centrale nella narrazione, come nella storia vera della famiglia Winsor: quello della successione ereditaria della Regina. Ancora una puntata, quindi, che non stanca e che anzi rilancia in avanti le aspettative del pubblico, che si lascia accompagnare piacevolmente fino alla fine della stagione.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Le scelte di scrittura mantengono il giusto equilibrio tra i fatti e la serie 
  • L’occhio della regia accompagna accuratamente i sentimenti dei personaggi
  • Tornano protagonisti tutti e quattro i principi della famiglia reale
  • Il focus su la principessa Anna e il principe Carlo
  • La serie non sta riuscendo ad indagare la figura della Thatcher egregiamente, come è riuscita invece con gli altri personaggi
Un importante episodio di raccordo per The Crown, che accompagna il pubblico lungo il passaggio generazionale sempre più prossimo.

 

 

Caterina P.

Dalle fila sudiste di Recenserie, la sua lotta con le puntate da recensire imperversa tra slanci creativi e ritardi clamorosi. Le sue recensioni possono essere ottime o totalmente a cazzo di cane. Detesta le serie romantiche, abomina i teen drama e mal sopporta le comedy. Fantascienza e fantasy sono le uniche vie del sapere, al di fuori di queste è ammissibile solo il mystery.

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