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The Crown 4×09 – AvalancheTEMPO DI LETTURA 4 min

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“Once upon a time there was a beautiful young girl who fell madly in love with a handsome prince. Unfortunately, the prince was already in love with someone else, who was herself in love with someone else, and they all lived unhappily ever after.”

 

Il riassunto sopracitato della Principessa Anna potrebbe essere la descrizione più semplice e veritiera riguardo il matrimonio di Carlo e Diana.
Naturalmente, mentre ci si accinge a guardare questi episodi di The Crown lo spettatore sa di dover mantenere una mente aperta, riuscendo a dividere quegli elementi che sono pura fiction da quelli che invece sono comprovati essere reali. Tenendo a mente questo particolare, va detto che la serie di Peter Morgan sta continuando ad eccellere nel suo lavoro, raccontando fatti e avvenimenti con un’eleganza unica, anche i più controversi e complicati (come la bulimia di Diana), non risultando mai forzata e riuscendo ad amalgamare in modo estremamente significativo e funzionale tutte le parti, sia quelle documentate che quelle “supposte” dietro le mura di casa.
La narrazione di The Crown in questa stagione si è ampliata notevolmente riguardo i temi da trattare; per forza di cose, laddove negli anni precedenti vi era spazio esclusivamente per eventi riguardanti la Regina Elisabetta e Filippo o al massimo Margaret, la quarta stagione aumenta il comparto dei protagonisti principali, dovendo così giustamente frammentare il tempo e lo spazio da dedicare ad ognuno. Detto che l’aumento del materiale proposto non ha assolutamente rovinato lo scorrere della narrazione, anzi, anche gli episodi dedicati interamente ad un unico personaggio appaiono comunque fortemente organici all’interno dell’intero ciclo, risulta però normale vedere alcune storyline procedere in maniera troppo spedita in avanti.
Nel giro di pochi episodi, Carlo e Diana si ritrovano così già con 7 anni di matrimonio alle spalle e due figli venuti al mondo, per una scelta narrativa che ha preferito saltare eventi di dominio pubblico (come il matrimonio o la nascita dei bambini non avvenuta sullo schermo) per concentrarsi su quegli aspetti più privati, lontani dalle apparenze, che hanno poi dato vita all’insanabile crepa nel rapporto tra i due. E’ così dunque che l’episodio in questione parte da un evento realmente accaduto alla coppia, ossia l’incidente sulla pista da sci in Svizzera che nel 1988 ha causato la morte del loro amico Hugh Lindsay, per poi trasformare il titolo della puntata in una metafora sulle sorti della relazione di Carlo e Diana.

 

“Eight minutes they were on their feet, cheering you. Tomorrow the newspapers will be about nothing other than you!”

 

“Avalanche” è il punto di non ritorno, quella dove tutti i problemi e le incomprensioni accumulate finora si ritrovano a crollare, dando vita appunto ad una vera e propria valanga. A niente serve la “seduta di terapia” con Elisabetta e Filippo, due persone che a loro tempo hanno attraversato una crisi simile ma che sono riusciti a superarla grazie a quei sentimenti che li uniscono e che invece Diana e Carlo non possiedono. O almeno non entrambi.
La serie infatti sottolinea in maniera prepotente questa diversità di approccio e sentimento della giovane coppia: se Diana sembra ancora la ragazzina innamorata del principe, disposta ad impegnarsi nuovamente pur di salvare il matrimonio, Carlo al contrario è irremovibile e non cerca nessun punto d’incontro, con in testa il pensiero fisso di Camilla. Gli ultimi episodi dedicati a Lady D e Carlo continuano a mettere in mostra non solo l’ipocrisia di quest’ultimo, ma anche una certa radicata convinzione di primeggiare che lo porta a risentire del successo della moglie, tutti elementi che rendono vano qualsiasi tentativo di migliorare la situazione tentato da Diana.
In quest’atmosfera di crisi perenne però svettano ancora una volta i due interpreti della coppia reale. Josh O’Connor e Emma Corrin splendono in ogni aspetto della loro performance, rendendo i personaggi di una realtà quasi tangibile. Con il materiale messo in scena, è soprattutto Emma Corrin a conquistare il palco in tutti i sensi; i momenti a lei dedicati hanno un impatto emotivo fortissimo: gli attimi felici della donna, quando sale sul palco per ballare o quando è con i suoi figli, si scontrano in maniera prepotente con quelli più tristi che la vedono da sola a sbattere contro un muro di indifferenza innalzato da più parti. Una valanga di emozioni che dà vita ad un personaggio complesso e ad una performance che merita solo applausi.

 

THUMBS UPTHUMBS DOWN
  • Josh O’Connor e soprattutto Emma Corrin
  • La capacità della serie di amalgamare e presentare al meglio fatti reali e supposizioni
  • La performance di Diana sul palco del Royal Opera House
  • Messa in scena perfetta dei diversi approcci e sentimenti tra Carlo e Diana
  • Regia e musica sempre impeccabili
  • Niente da segnalare

 

Non tutte le favole hanno il lieto fine.

 

Ormai sulla trentina, laureata in Comunicazione, tra le sue passioni spiccano telefilm e libri. Ha un carattere allegro e socievole, ma nei momenti opportuni sa trasformarsi; questa sua versione di dottor Jekyll e mister Hyde tuttavia, non le impedisce di avere un'estrema sensibilità che la porta quasi sempre a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”.

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