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The Flash 6×10 – MarathonTEMPO DI LETTURA 5 min

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Dig: That man sprinted from crusade to crusade.
But, Barry, life is more than just the mission, and unfortunately Oliver learned that too late.
And he wouldn’t want you going down that same path.
Barry: Oliver died so this Earth could live, Dig.
I have to do everything I possibly can to protect it.
Dig: Oliver died for more than this Earth’s survival.
Oliver laid down his life so the people he loved could live theirs.
That includes you.
Life’s a marathon, not a sprint, Barry.
Slow down and enjoy it.”

Il discorso che Dig fa a Barry a Lian Yu (dopo aver scoperto di aver dovuto mandar giù un intero flacone di pillole per lo stomaco, inutilmente), l’invito di godersi ogni momento (o ogni puntata) può essere quasi rivolto agli spettatori piuttosto che al protagonista. Dopo gli eventi di Crisi, specialmente dopo una prima parte di stagione fortemente incentrata su Barry e il suo “inevitabile” sacrificio, con tanto di elaborazione del lutto “preventiva”, la morte sventata del protagonista e la connessa rinascita di un nuovo universo sembrano aver portato più smarrimento che altro. Paradossalmente, infatti, non si respira quell’atmosfera di speranza tipica di un nuovo inizio, come il finale con la fondazione di una primordiale Justice League faceva intendere, e ciò si riflette nelle tre storyline di Barry, di Iris e di Cisco, tutte diverse per implicazioni e contenuti, ma turbate profondamente dalla stessa domanda: e adesso? Se lo devono esser chiesto anche gli sceneggiatori, probabilmente, vista la storyline di Barry e Dig, la quale non solo prende piede da uno spunto piuttosto debole, ma addirittura arriva a tradire la base dell’intera serie.
La soluzione dell’ormai ex Spartan di “non pensare più al futuro”, in un certo senso, va infatti contro tutto ciò che ha da sempre caratterizzato le trame orizzontali di Flash, ossia il viaggio nel tempo ma soprattutto l’ossessione per cambiare il corso prestabilito degli eventi. È ciò su cui si è poggiata la lotta al villain di turno di quasi ogni stagione, dal Reverse Flash a Savitar; è ciò che ha contraddistinto a lungo il background dello stesso Barry, almeno fino a Flashpoint; e come non citare, infine, l’ormai iconico articolo di Iris, vero leitmotiv per tutti questi anni, che ha visto la sua (non) realizzazione solo ora.
E quindi, alla luce di questo, come prendere quel “slow down and enjoy it“? La risposta, come detto, pur essendo apparentemente semplice, nasconde potenziali criticità agli equilibri dello show. Tutti e tre i protagonisti d’episodio, così, sono diversamente legati al tempo, ciascuno di loro riflette su di esso, fino ad arrivare alla conclusione comune (quella sì, magari più scontata) “dell’andare avanti”. Barry è allora quello ancorato al passato, con la sindrome del sopravvissuto, che ha visto il suo amico/mentore morire tra le sue braccia e il cui vuoto deve adesso colmare con l’amore della sua famiglia, la compagnia dei suoi amici.
Cisco, d’altro canto, è invece legato al presente, anzi a quello “rinnovato” nonché piuttosto confuso del post-Crisi. A partire dal duro scontro con Nash, all’esplosione della vera causa del suo malessere (la mancanza dei suoi poteri in una situazione di tale emergenza), fino alla sua scelta di partire in giro per il mondo per classificare i neo-nati pericoli, la sua storyline presenta di conseguenza la doppia funzione di delineare tanto i nuovi equilibri del Team Flash quanto quelli della Terra Prima. Perché, anche se le premesse sembravano inizialmente più contenute, gli effetti di Crisi ci sono stati eccome, “dall’estinzione” di tutti gli altri Harrison Wells allo stravolgimento delle leggi fisiche (che adesso impediscono i teletrasporti). Ennesima prova, insomma, della rivoluzione interna alla serie, che certo non sarà totale, ma che di fatto mina (ancora una volta) le dinamiche di scrittura su cui gli autori si sono adagiati nelle ultime stagioni. E visti i più recenti (e decisamente deludenti) archi narrativi, non è da considerarsi affatto un male, anzi.
Se quella di Cisco, intanto, presenta gli aspetti positivi del mondo post-Crisi, la storyline di Iris, nell’introdurre l’organizzazione segreta Black Hole (che con tutte le probabilità sarà il nemico da sconfiggere di questa seconda parte di stagione), ne rispecchia la confusione di base o quantomeno la necessità di un maggior rodaggio. Lo si era già avvertito con gli ultimi due episodi di Arrow, ossia che quando si tratta di trame strettamente collegate al pre-Crisi, gli sceneggiatori sono costretti a muoversi in un vero e proprio campo minato di forzature. Perlomeno, restando al singolo episodio, l’inchiesta del “team Iris” è costruita con la giusta efficacia narrativa, arrivando ad essere (piuttosto sorprendentemente) la storyline più intrigante tra tutte, specie per la parte concernente lo “sfruttamento” dei meta-umani. Anche perché, non sembra più esserci un solo “cattivone” da eliminare, ma qualcosa di più grosso, con una gestazione più duratura alle spalle.
Ed infine, il cliffhanger che chiude la puntata, chiarisce che la trama orizzontale resiste ancora ben salda, che avrà solo (magari) elementi diversi dal solito. Un futuro ancora abbondantemente cruciale, per autori e personaggi, pur se precario, visti tutti i doverosi chiarimenti riguardo un passato che sembra esser riscritto un po’ troppo a piacimento. Da un lato, infatti, le vicende legate al Black Hole sembrano essere strettamente (e inspiegabilmente) legate alle sotto-trame “originali” pre-Crisi; dall’altro, presenta nuove versioni di vecchie conoscenze, come la Dr. Light “aggiornata”. Una fase di rodaggio, quindi, in cui la sospensione dell’incredulità sarà un requisito fondamentale per la visione, ma a tal proposito gli spettatori di Flash (e di tutto l’Arrowverse) possono considerarsi ormai degli assoluti esperti.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • L’introduzione della Black Hole 
  • Storyline di Iris, per una volta, la più interessante a mani basse 
  • Cisco vs Nash, nelle sue implicazioni 
  • Mondo post-Crisi: le novità 
  • Storyline Dig/Barry
  • Cisco vs Nash, nelle sue origini 
  • “Team Iris” ancora poco assortito, almeno per il momento 
  • Mondo post-Crisi: le confusioni

 

E adesso? Flash cerca di avviare il suo nuovo corso, trovare un nuovo scopo ora rinnegando se stesso, ora rinnovandolo. Pur con alcune perplessità sulla loro efficacia in scena, si tratta comunque di scelte narrative piuttosto sorprendenti, nel bene e nel male. La curiosità sul futuro della serie, tanto minacciata nel corso dell’episodio, alla fine resiste eroicamente.

 

Crisis On Infinite Earths: Part 3 6×09 1.73 milioni – 0.6 rating
Marathon 6×10 1.27 milioni – 0.4 rating

Gianvito Di Muro

Laureato in Letteratura Musica e Spettacolo (no, non è il DAMS) e nella Magistrale di Musica e Spettacolo (sì, tanta fantasia), cresciuto a pane Harry Potter, Lost e Ritorno al Futuro. Nasce scrittore, diventa recensore, vuole fare il regista. Idee molto chiare a parte, ogni giorno si ritrova a prendere appunti dall'HBO dei primi anni 2000, dai vari Lindelof, Moffat, Nolan (quello buono) e da tutta la cricca di Judd Apatow, senza aver paura del tempo speso davanti al monitor, confidando nell’arrivo di una DeLorean volante o, al massimo, nel prestito di una Giratempo...

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