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Omicidio Tra I MormoniTEMPO DI LETTURA 4 min

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Omicidio Tra I MormoniL’espansione costante del catalogo di Netflix sta portando alla (ri)scoperta di eventi e personaggi che, vuoi per i differenti momenti storici, vuoi per una limitata esposizione mediatica, non sono mai stati presentati al di fuori dei paesi d’origine. E le docuseries sono il mezzo preferito per affrontare questi nuovi ma vecchi viaggi.
Un piccolo esempio è SanPa: Luci E Tenebre Di San Patrignano, famoso in Italia (dove ha suscitato un discreto clamore visto che è un fatto di cronaca che è stato molto discusso) ma ora parzialmente conosciuto anche all’estero proprio grazie alla diffusione di Netflix. Viceversa, si possono citare l’ottimo The Ripper, anche questo famosissimo in UK ma misconosciuto altrove, oppure l’appassionante Outcry, più rilevante nella cronaca locale americana.
Non è quindi una sorpresa che in Italia non si sia a conoscenza di una serie di bombe esplose nella comunità dei mormoni negli anni ’80 in quel di Salt Lake City. Fortunatamente, a rispolverare questa interessantissima storia, arriva la docuserie dei BBC Studios diretta dal duo Jared Hess/Tyler Measom sotto l’attenta supervisione dell’esperto Joe Berlinger. Belringer, abbastanza noto al pubblico per via del suo focus su omicidi e serial killer (un esempio è l’ottimo Conversations With A Killer: The Ted Bundy Tapes che ha creato, scritto e diretto), funge da produttore esecutivo per la docuserie per aiutare sia Hess che Measom a dare il giusto taglio crime ad una vicenda abbastanza delicata e, come si scoprirà andando avanti con la visione, quasi surreale.

LA SALAMANDRA MORMONA


Il Movimento dei Santi degli Ultimi Giorni (in inglese Latter Day Saint movement, spesso contratta in LDS) è una religione che è più comunemente chiamata Mormonismo ed è stata fondata indirettamente tra il 1820 ed il 1830 da Joseph Smith che, ufficialmente, ha invece fondato la Chiesa di Gesù Cristo Riformata. È importante sottolinearlo perché la Chiesa mormone è ovviamente al centro della docuserie, nonché dei fatti eclatanti esplosivi accaduti il 15 ottobre 1985, ma è anche il motivo principale per il quale Jared Hess ha interrotto la sua carriera come regista di commedie per occuparsi di questa storia.
La produzione di Omicidio Tra I Mormoni è totalmente dovuta all’appartenenza di Hess al mormonismo, essendo stato cresciuto dalla famiglia fin da piccolo con questo credo, ma al tempo stesso si è ritrovato, nel corso della sua adolescenza, a conoscere alcune persone che sono state effettivamente in contatto con l’omicida. C’è quindi una motivazione personale, sia nel far luce in questa storia, sia nel riprodurla in maniera oggettiva visto che prima delle bombe esplose a Salt Lake City ci sono almeno sette anni di storie da riassumere.

LA SALAMANDRA BIANCA


L’idea messa in piedi da Hess e Measom inizialmente constava di sei episodi proprio per via dei sette anni di storia da raccontare; successivamente (e anche a ragione, vista la generale mancanza di mordente in diversi punti), con l’arrivo di Netflix e BBC Studios, l’ordine è stato per sole tre puntate. A posteriori è una scelta che effettivamente ha senso, specie se si va a vedere il saliscendi registrato nei singoli voti degli episodi.
Se in “Episodio 1” si scaldano in motori attirando solo l’attenzione dello spettatore, la trama di fatto raggiunge il suo apice in “Episodio 2”, puntata che potenzialmente potrebbe anche chiudere più che dignitosamente la docuserie. Il problema di Omicidio Tra I Mormoni è infatti proprio l’ultimo dei tre episodi visto che il climax della trama, così come la risoluzione del caso, è stato raggiunto in “Episodio 2”. L’ultima puntata è quindi una lenta analisi a posteriori di quanto accaduto in precedenza, il tutto condito da considerazioni dei vari intervistati e da registrazioni. Se tre ore, con tanto di scene ricostruite grazie all’aiuto degli attori, potrebbero già sembrare eccessive, si può solo immaginare cosa sarebbe potuta essere la docuserie se fosse stata composta da sei episodi.

LA SALAMANDRA DELLA VERITÀ


Fatte tutte queste doverosissime premesse per catalogare Omicidio Tra I Mormoni, si può finalmente passare alla qualità dello show e alla sua costruzione. Il lavoro fatto da Hess e Measom è estremamente dettagliato e strutturato, e riesce a creare quel perfetto alone di mistero che serve per tenere alta l’attenzione del pubblico.
La docuserie è strutturata alternando interviste fatte recentemente ai protagonisti della storia con video dei telegiornali dell’epoca e ricostruzioni sceniche con alcuni attori (che però non parlano mai, fortunatamente). Se non si è a conoscenza della storia di Mark Hofmann, Steve Christensen, Shannon Flynn e Brent Metcalfe allora ci si trova in una posizione di vantaggio perché la scoperta del responsabile degli attentati a Salt Lake City sarà una vera e propria sorpresa.
L’unico problema, come già detto, è la lunghezza degli episodi che non si adatta completamente alla quantità di contenuti e che potenzialmente sarebbe potuto risultare in una versione più condensata e qualitativamente migliore del prodotto.

…THEM ALL!


 

Episodio 1 1×01
Episodio 2 1×02
Episodio 3 1×03

 

Omicidio Tra I Mormoni (Murder Among The Mormons), oltre ad avere un titolo accattivante, fa luce più che discretamente su una vicenda totalmente ignota in Italia e probabilmente ovunque al di fuori degli USA. Il taglio narrativo funziona, purtroppo la durata è l’unico elemento che veramente affossa un prodotto che altrimenti, con puntate da 40 minuti e qualche intervista in meno, avrebbe potuto guadagnare serenamente un Thank Them All.

Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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