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Vikings 6×16 – The Final StrawTEMPO DI LETTURA 4 min

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Vikings 6x16 recensione“They tell me that all our great heroes are dead. And perphaps you believe it. Fot it seems to me, that while our kinsmen struggle and fight abroad, all of you have settled for comfortable lives here in Kattegat, living off the fat of the land, forgetting who you really are, forgetting that you’re Vikings, the sons and daughters of the Gods, longing for Valhalla. […]
But you still claim to be Vikings. Then act like Vikings! Come with me and conquer King Alfred! Come with me and conquer England and all of its riches! Reclaim your birthright! Be like the Gods and reach for Valhalla!”

Sin dall’inizio di questa seconda e ultima parte di stagione, si è andati alla spasmodica ricerca del momento definitivo in cui Vikings avrebbe ufficialmente intrapreso la strada verso il series finale. Nei precedenti episodi sono stati più volte evidenziati vari momenti che sembravano segnare l’inizio della fine, con storyline portate precocemente al termine (qualcuno ha detto Oleg?), o personaggi e locations sorpassati velocemente per far proseguire la narrazione verso altri orizzonti.
Ora, superata matematicamente la metà di questi ultimi 10 episodi, si può tranquillamente affermare che quanto visto in “The Final Straw” sia davvero il punto di svolta che presenta le storyline che chiuderanno definitivamente le vicende di Vikings.

IN VIAGGIO VERSO L’INGHILTERRA


Per quanto la chiusura della trama russa in “All At Sea” sia risultata poco appagante, il ritorno verso Kattegat di Ivar e Hvitserk portava con sé grandi aspettative per uno sviluppo finalmente massiccio della trama. “The Final Straw” in realtà non è stato un episodio movimentato, presentandosi anzi come un ennesimo “punto della situazione”, anche se questa volta al contrario delle precedenti, la finalità delle decisioni si è fortemente sentita.
Il piano di tornare in Inghilterra e affrontare Alfred pone la narrazione su una caratterizzazione fortemente “vichinga”, con lo spettatore che non può fare altro che pregustare l’imminente battaglia che a questo punto segnerà inevitabilmente il rush finale. Uno scontro forse anche atteso, dato che sembrava improbabile che tutta la trama dell’Inghilterra che ha occupato buona parte della storia di Vikings non venisse riesumata nel finale. Questa scelta quindi fa piacere da più punti di vista, sia per un ultimo sguardo a questa storyline, sia per la “botta di vita” che questa guerra promette a livello narrativo e visivo.
Naturalmente il rovescio della medaglia vede la messa da parte totale di Kattegat, dato che sembra improbabile che i protagonisti riusciranno a farvi ritorno nel post battaglia quando mancano appena 4 episodi al termine. La casa di Ragnar sembra quindi destinata a passare in secondo piano, quasi dimenticata da tutti come emerso anche in questo episodio. Il ritorno di Ivar e Hvitserk infatti non ha fatto scaturire, come si poteva pensare, una guerra per il trono per ristabilire la legittimità dei Lothbrok. L’episodio in realtà, è stato più un inno al carattere vichingo, a quella fame di esplorazione e conquista da sempre innata nello stesso Ragnar. “The Final Straw” si è posto così come un esame di coscienza per i tre personaggi confinati a Kattegat: Ivar, Hvitserk ma anche Harald vengono a patti con la loro natura, decidendo di lasciare dietro il piccolo porto per seguire l’istinto vichingo della conquista.

IN VIAGGIO VERSO L’INFERNO


E dire che qualcuno che cercava di seguire questo istinto dell’esplorazione in realtà già c’era, anche se la situazione in questo caso continua a peggiorare di episodio in episodio. La storyline di Ubbe fino a questo momento si può considerare senza ombra di dubbio fallimentare: troppe sono le situazioni ripetitive e senza alcun impatto che si sono susseguite in questi sei episodi. A cominciare dalla Groenlandia, sequenza che si é dimostrata si da subito pessima a livello di storia, con un Kjetill che sembrava a capo di intrighi e sotterfugi e che invece è emerso semplicemente come il folle di turno.
Adesso, l’infinito viaggio in mare tra tempeste, malattie, mancanza di cibo e acqua e morti rimane un frammento di storia comunque vuoto, a cui si accompagna solo la perdita della fede di un Ubbe travolto da frustrazione e senso di impotenza: troppo poco per elevare un personaggio alla costante ricerca di una storia che possa valerne la pena. Si spera solo che il suo viaggio termini con uno scopo ben più grande del semplice girovagare tra le onde.

 

THUMBS UPTHUMBS DOWN
  • I flashback di Ragnar
  • Si torna in Inghilterra: verso l’ultima guerra di Vikings?
  • La presa di coscienza di Ivar, Hvitserk e Harald e la rinascita dello spirito vichingo
  • Il viaggio di Ubbe tra frustrazione e impotenza: troppo poco per scaldare gli animi
  • Kattegat in secondo piano non solo nelle vicende ma anche nei piani dei protagonisti

 

Questo si che può essere considerato il classico episodio da “calma prima della tempesta”. I piani sono sul tavolo, le navi pronte a salpare e sembra proprio che l’ultima battaglia di Vikings avrà luogo lì dove anni fa è terminato il percorso di Ragnar.

Ormai sulla trentina, laureata in Comunicazione, tra le sue passioni spiccano telefilm e libri. Ha un carattere allegro e socievole, ma nei momenti opportuni sa trasformarsi; questa sua versione di dottor Jekyll e mister Hyde tuttavia, non le impedisce di avere un'estrema sensibilità che la porta quasi sempre a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”.

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