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Vikings 6×19 – The Lord Giveth…TEMPO DI LETTURA 5 min

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Vikings 6x19 recensione“This is our story.”

Si doveva giungere al penultimo episodio in assoluto per trovarsi davanti una puntata degna di essere ricordata. Vikings si appresta a chiudere il sipario per l’ultima volta e, come era facile sospettare, cala l’asso dalla manica solo adesso, dando il via all’epilogo con un episodio che mette da parte l’esagerato attendismo visto di recente per spianare la strada all’ultimo capitolo.
“The Lord Giveth…” ha tutti gli elementi al posto giusto, presentandosi come un episodio dalla duplice valenza che combina caratteristiche diverse tra loro ma che ben funzionano. A parte l’infelice parentesi che ha luogo a Kattegat, ormai completamente alla deriva e priva di punti di forza, le due restanti storyline si dividono tra azione e nostalgia, tra l’antipasto della battaglia finale e un viaggio nel viale dei ricordi.

CRAZY MAN


Come si è sottolineato più volte nel corso delle scorse recensioni, per gli 8 passati episodi la storyline di Ubbe è stata quella peggio gestita in assoluto. Prima la parentesi in Groenlandia, brutta copia delle vicende islandesi, poi interi episodi passati in balia delle onde senza apparente speranza né per i personaggi né per la storia stessa.
Finalmente in “The Raft Of Medusa” la compagnia è arrivata a destinazione, seppur una certamente non prevista. Come largamente preventivato infatti, al personaggio di Ubbe viene fatta ripercorrere la storia reale che narra di insediamenti vichinghi in Nord America, nella leggendaria Vinland, dove oggi risiede il sito archeologico denominato L’Anse Aux Meadows e dove sono stati appunto ritrovati resti di un antico villaggio vichingo.
Scoperta a parte, l’intera sequenza nel nuovo mondo è stata davvero ben gestita da parte degli autori, che hanno costruito in maniera fortemente dinamica e quasi magica i primi passi in questa terra, dalla scoperta incantata di flora e fauna fino ai suoi abitanti. E anche la costruzione del rapporto tra vichinghi e nativi americani è risultata fortemente apprezzabile, seppur questa parte probabilmente si discosta abbastanza dalla realtà dato che un rapporto pacifico di questi livelli tra culture così differenti, soprattutto all’epoca, è difficile da immaginare (anzi, secondo gli storici il motivo di una permanenza ristretta dei vichinghi in Vinland è dovuta proprio ai rapporti difficili con gli abitanti del luogo); tuttavia, almeno in scena e da un punto di vista prettamente narrativo, lo scambio di conoscenze e dinamiche tra le due fazioni è stato raccontato in modo pregevole. E poi, la costruzione di questo rapporto aveva in realtà in serbo un fine decisamente più grande.
Come la più gradevole delle sorprese, infatti, il finale di episodio regala uno dei momenti più puri degli ultimi tempi di Vikings. La ricomparsa di Floki non è apprezzabile solo da un punto di vista nostalgico per lo spettatore, ma restituisce un minimo di autorevolezza alla trama che lo aveva visto scomparire anni fa senza lasciare più tracce, per una modalità di racconto fortemente approssimativa.

FINALMENTE BATTAGLIA


La storia di Ubbe però non è l’unica a sbocciare all’ultimo giro di corsa, dato che anche i restanti protagonisti fanno il carico in questo penultimo episodio.
Con la scelta di spostare il fulcro della narrazione nuovamente in Inghilterra, le vicende di Ivar, Hvitserk e Harald prendono velocemente piede, dato che il tempo ormai a disposizione sta per scadere. Non sorprende quindi la velocità con cui si giunge alla prima battaglia tra le due fazioni, senza neanche lasciare il tempo a personaggi e spettatori di rassettarsi nella nuova/vecchia realtà.
Tuttavia, la frettolosa presentazione di questo nuovo capitolo riesce subito a farsi perdonare appena ha inizio la battaglia. Una rappresentazione in perfetto stile Vikings che in questa seconda parte di stagione ancora mancava, finora solo promessa e mai davvero realizzata. Alla bellezza di realizzazione poi, fa da contorno la ritrovata vena ispiratrice di Ivar, un po’ persa in Russia e che qui torna a risplendere accecando totalmente la figura di Alfred. Come sempre un passo avanti, il piano di Ivar dà la spinta vincente non solo alla battaglia, ma riporta in voga anche i punti di forza dei character: sia Ivar in versione stratega che Hvitserk versione guerriero sembrano ritrovare sé stessi in questi ruoli a lungo perduti nei passati episodi.
E naturalmente non si possono non spendere due parole per un giusto commiato al personaggio di Harald. The King Of All Norway si ritaglia una fine da sempre desiderata, quella sul campo di battaglia, in una scena che parte in maniera fin troppo semplicistica, con il re preso da solo e alla sprovvista, ma che in realtà poi si rivela fortemente sentimentale. L’intero montaggio degli ultimi attimi di vita di Harald, con la visione del fratello che lo aiuta a raggiungere il Valhalla, regalano un momento commemorativo a grande impatto visivo ed emotivo.

QUALCUNO SALVI KATTEGAT


Infine, non si può non commentare il declino inesorabile della trama inerente Kattegat. Le speranze poste nella figura di Erik vengono dissolte in men che non si dica, distruggendo l’ennesimo personaggio presentatosi carico di mistero e aspettative che invece vengono spazzate vie senza lasciare alcuna traccia. La parte peggiore di ciò, è l’innalzamento a Kattegat della figura di Ingrid, altro personaggio aggiunto in corsa che ha avuto il tempo di mostrare solo la parte peggiore di sé e che difficilmente riuscirà a guadagnarsi un posto nei ricordi positivi degli spettatori con solo una puntata a disposizione.
Non resta che capire quale sia l’intenzione degli autori nei confronti del luogo dove tutto è iniziato: con gli ultimi figli/nipoti di Ragnar lontani, sarà il bambino di Ingrid a dare seguito alla discendenza dei Lothbrok in Kattegat o questa è destinata a finire? Non resta che aspettare il test di paternità.

 

THUMBS UPTHUMBS DOWN
  • Finalmente Floki!
  • La storia vichinga raccontata da Floki attraverso i ritagli nel legno in Vinland
  • Messa in scena sempre perfetta: dalla battaglia alla presentazione del nuovo mondo
  • La fine di Harald in una scena proposta in maniera eminente
  • Finalmente si ritorna sul campo di battaglia
  • Ritorna la vena da stratega di Ivar
  • Kattegat alla deriva
  • Si inizia a fare sul serio solo agli sgoccioli

 

Ad una puntata dal series finale, Vikings riaccende i motori tra azione e incontri dal sapore nostalgico, spianando la strada all’ultimo atto.

Ormai sulla trentina, laureata in Comunicazione, tra le sue passioni spiccano telefilm e libri. Ha un carattere allegro e socievole, ma nei momenti opportuni sa trasformarsi; questa sua versione di dottor Jekyll e mister Hyde tuttavia, non le impedisce di avere un'estrema sensibilità che la porta quasi sempre a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”.

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