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WandaVision 1×07 – Breaking The Fourth WallTEMPO DI LETTURA 5 min

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Recensione WandaVision 1x07

Nelle ultime sei settimane Wandavision si è imposta come uno dei progetti più creativi e innovativi proposti dai Marvel Studios. Ciò che sicuramente più differenzia questa serie da ogni altra pellicola o prodotto televisivo Marvel è il citazionismo continuo al mondo delle sit-com/comedy. Elemento caratteristico di ogni episodio sin da “Filmed Before A Live Studio Audience”.
Sotto questo aspetto, “Breaking The Fourth Wall” rappresenta la fine di un determinato stile, fatto di ambientazioni e costumi caratteristici, sigle di apertura, risate di sottofondo e, appunto, rotture della quarta parete. Il settimo episodio costituisce infatti il punto di svolta per WandaVision, sancendo l’ultimo tributo al mondo delle sit-com/comedy e una sorta di ritorno alle origini, tornando ad adottare il classico stilema già visto negli altri prodotti della Casa delle Idee.

BREAKING THE FOURTH WALL


Dopo aver fatto riviviere le più celebri serie di ogni decennio dagli anni ’50 al 2000, il settimo episodio cita serie più recenti, come già evidente dall’incipit della puntata e soprattutto dalla sigla di apertura. Modern Family e The Office fanno da principale fonte di ispirazione stavolta, caratterizzate dalla struttura documentaristica, mostrando quindi i vari personaggi interrompere la narrazione per rivolgersi direttamente alla telecamera e condividere i propri pensieri.

“Feeling depressed? Like the world goes on without you? Do you just want to be left alone? Ask your doctor about Nexus. A unique anti-depressant that works to anchor you back to your reality. Or the reality of your choice.”

Ulteriore elemento ormai caratteristico della serie risiede nello spot pubblicitario di metà episodio, sempre riconducibile ad un momento traumatico o difficile della storia pregressa di Wanda. Stavolta lo spot rievoca un evento ben più recente rispetto agli altri, proprio andando a riferirsi alle vicende stesse raccontate in WandaVision. Questo va a pubblicizzare infatti un antidepressivo, già di per sé accostabile all’attuale stato mentale di Wanda, ma la presentazione del prodotto delinea anche un dettagliato ed esplicito quadro psicologico della stessa. Un semplice stacco pubblicitario qui diventa infatti un’analisi della psiche della protagonista della serie e, di conseguenza, una parziale spiegazione dietro l’origine della serie stessa.

“Side effects include: feeling your feelings, confronting your truth, seizing your destiny and, possibly, more depression.”

Ciò che però attira ancor di più l’attenzione è il nome del prodotto pubblicizzato: Nexus. Se finora era stato presentato sempre un qualcosa di affine ad elementi preesistenti nell’Universo Cinematrografico Marvel, stavolta “Nexus” è un nome mai sentito o pronunciato prima. È possibile dunque che questo sia un elemento con cui Wanda ha avuto a che fare nel lasso di tempo tra Avengers: Endgame e la serie. Ipotesi avvalorata dalla natura del Nexus nei fumetti (lì citato come “Nexus of All Realities”), ovvero un portale che collega realtà parallele e che potrebbe dunque collegarsi alle tuttora ignote origini dell’Hex.

GENESI DI UNA NUOVA EROINA


Già da qualche episodio a questa parte la narrazione è strutturata secondo un’alternanza di sguardi tra interno ed esterno di Westview. Il primo, appunto, messo in scena come una vera e propria serie televisiva, mentre il secondo ben più realistico.
L’incontro tra questi due mondi nel settimo episodio corrisponde al ritorno di Monica Rambeau all’interno dell’Hex. Come già preannunciato e fatto intendere in “All-New Halloween Spooktacular!”, attraversando nuovamente la barriera Monica ottiene delle speciali abilità sicuramente volte ad anticipare il suo futuro come supereroina. Nei fumetti infatti Monica Rambeau ha adottato diverse identità supereroistiche, da quella di Captain Marvel, a Photon (soprannome che nel canone del Marvel Cinematic Universe è associato a sua madre Maria), fino ad arrivare alla più nota Spectrum.
Non è molto chiaro quali siano le effettive abilità di Monica ora come ora o quale sarà il suo prossimo sviluppo in quanto supereroina, ma sicuramente WandaVision vuole fare da trampolino di lancio per un personaggio il cui ruolo sarà importante nei progetti a venire.

AGATHA ALL ALONG


La parte più interessante di “Breaking The Fourth Wall” viene lasciata per il finale (e la scena post credits), focalizzato esclusivamente su Wanda e Agnes. Quest’ultimo è stato di certo fino ad ora uno dei character più enigmatici ed imperscrutabili della serie, lasciando allo spettatore il dubbio riguardo il suo allineamento episodio dopo episodio. Nonostante fossero molti gli indizi a supporto di tale tesi, la rivelazione riguardo Agnes – o meglio, Agatha Harkness – in quanto mastro burattinaio e grande antagonista non è priva di sorprese. Una nuova e ultima sigla infatti viene presentata da Agnes stessa, rivelando in un attimo (e con un ritmo accattivante) la sua vera identità e spiegando in contemporanea tutte le malefatte e le modifiche che ha apportato alla serie senza che né lo spettatore, né i personaggi coinvolti ne fossero a conoscenza.
Con questa rivelazione, WandaVision in quanto comedy arriva dunque al suo “series finale”, mentre prosegue la serie supereroistica, con tanto di eroi in difficoltà e villain da affrontare.

 

THUMBS UPTHUMBS DOWN
  • AGATHA ALL ALONG
  • Origini di Monica come supereroina
  • Citazioni a “The Office” e “Modern Family”, con annesse rotture della quarta parete e commenti/sguardi dei personaggi rivolti direttamente alla telecamera
  • Spot pubblicitario come quadro psicologico di Wanda
  • Monica contro Wanda
  • Finalmente una scena dopo i titoli di coda!
  • La sigla iniziale… e quella finale
  • La falena………………..
  • Si sentirà un po’ la mancanza delle dinamiche da sitcom
  • Attenzione: la canzoncina di Agatha potrebbe creare dipendenza

 

WandaVision conferma ancora una volta il trend positivo, ribadendo che dopo sei settimane è ancora perfettamente in grado di stupire e coinvolgere. Il già citato ritorno alle origini viene inoltre ulteriormente ribadito dalla presenza di una scena dopo i titoli di coda che, come risaputo, è una sorta di firma delle pellicole Marvel. Molta curiosità dunque per i prossimi due episodi e per come verranno messi in scena.

Appassionato di horror, fantasy e soprattutto di fumetti. Così disorganizzato che anche la stesura della biografia è stata procrastinata all'inverosimile, cerca di andare avanti a passi piccoli e costanti, ma finisce per essere distratto dalle mille serie e film che escono lungo il tragitto.
Avvertenze: di norma è gentile e amichevole, ma parlare di viaggi nel tempo potrebbe innescare in lui "l'effetto Gremlin".

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