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White Lines 1×01 – Episode 1TEMPO DI LETTURA 4 min

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Come si può immaginare guardando velocemente la lista praticamente infinita di Thumbs Down alla fine della recensione, la nuova serie di Álex Pina è un abominio da cui è meglio tenersi alla larga. E d’altronde lo si poteva anche un po’ immaginare visto che Pina non si è mai reso famoso per la solidità dello script de La Casa De Papel, quanto piuttosto per i buchi di sceneggiatura presenti. White Lines purtroppo non solo peggiora le aspettative, ma distrugge anche qualsiasi desiderio di proseguire la visione dei restanti nove episodi.
La pochezza recitativa, la sceneggiatura ridicola (nonostante un incipit iniziale con del potenziale) ed una regia troppo patinata per scalfire la superficie sono tutti elementi che, nella fedina penale di questa nuova serie di Álex Pina, non possono essere perdonati.
Bastano poche scene per capire la porcheria che si ha davanti, 56 minuti di series premiere però sono più che sufficienti per evitare di andare oltre qualsiasi tipo di visione. Álex Pina si è reso responsabile di un aborto prodotto estremamente discutibile che, sfortunatamente ed erroneamente, troverà comunque una fetta di pubblico disposta a guardarlo durante questo periodo particolare. Purtroppo il fatto che il creatore de La Casa De Papel venga costantemente celebrato, pur non avendo alcun motivo per esserlo, ha portato a questa overdose di personaggi bidimensionali che si muovono sullo schermo dicendo cose e facendo cose un po’ a caso. Spesso aiutati anche da riprese a tutto campo ed una buona dose di trash.

Who killed Axel Collins?

Eppure il trailer non sembrava affatto male, riflettendo una realtà distorta della serie che è già palesamente diversa da quella reale. Ecco quindi che l’intrigo legato alla droga si dipana su due piani temporali diversi ma è diluito e gestito in modo sbagliato, sia presentando troppi personaggi tutti insieme, sia enfatizzando la superficialità che regna sovrana nell’isola di Ibiza Aibissa, come la pronunciano fastidiosamente i protagonisti di Manchester.
Come si diceva all’inizio, la trama ha del potenziale ma è presto rovinato da tutto e tutti: il ritrovamento di un cadavere mummificato in Andalusia riporta alla luce la scomparsa del fratello della protagonista (Axel Collins) a distanza di 24 anni e fa partire Zoe Walker (tra l’altro cognome diverso dal fratello) per un viaggio ad Ibiza dove proverà a scoprire la verità, il tutto mentre abbandona il fidanzato e la progenie senza tanti problemi; ad Ibiza nel frattempo c’è la famiglia Calafat che fa orgie,  gestisce praticamente tutte le discoteche dell’isola ma ci terrebbe molto ad aprire anche un casinò ma solo se il prete del paese benedicesse il terreno, così giusto per sicurezza. Il potenziale c’è ma la realizzazione provinciale è disarmante.
Chiaramente i buchi di sceneggiatura sono all’ordine del giorno (il riconoscimento istantaneo di Zoe da parte di Marcus dopo 24 anni di silenzio è giusto un esempio) ma è anche la regia a guadagnarsi una nota di demerito. Nonostante ci siano dei lati vagamente apprezzabili, l’ostentazione del trash manifestata in diverse scene (Dragostea Din Tei su tutte, specie perchè cantata da due narcotrafficanti tamarrissimi) annebbia qualsiasi capacità di giudizio positivo riuscendo addirittura a peggiorare lo script di Pina. Dei 56 minuti di puntata si potrebbero tagliare serenamente tante di quelle scene che aiuterebbero sicuramente a smaltire la visione. La scelta di puntare al fumo per nascondere la poca sostanza non è nuova a Pina e si riconferma fondamentalmente sbagliata.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La trama avrebbe anche del potenziale…
  • Suddivisione della trama su due piani temporali diversi
  • … ma la realizzazione è veramente qualcosa di imbarazzante
  • La regia di Nick Hamm è una masturbazione per gli occhi che tenta di offuscare l’opinione dello spettatore grazie alla patina fatta di rallenty, orgie e una decina di scene totalmente inutili
  • Minutaggio decisamente sproporzionato
  • La sceneggiatura di Álex Pina è un qualcosa di vergognoso ed estremamente superficiale
  • Sentir pronunciare “Ibiza” in quel modo è un qualcosa di devastante per le orecchie
  • La recitazione di tutti i membri del cast è un qualcosa di aberrante che potrebbe essere paragonato ad un crimine contro l’umanità
  • Laura Haddock riesce nel difficile compito di farsi odiare costantemente dall’inizio alla fine
  • Buchi di sceneggiatura presenti praticamente ovunque
  • Imbarazzantissime cose a caso giusto per riempire la puntata:
    • orgie con tanto di discorso motivazionale
    • spacciatori che ascoltano Dragostea Din Tei cantando a squarciagola
    • ritrovamento del cadavere nel set di uno spaghetti western spagnolo
    • la chiamata in cui si parla serenamente di chi ha ucciso Axel Collins davanti agli investitori
    • il prete che deve benedire la terra del casinò
    • la tipa che si infila le dita in bocca davanti al prete
    • la cocaina utilizzata per fare un campo da calcio

 

Raramente si sforna il Kill Them All ma questa è una di quelle occasioni in cui facis de necessitate virtutem. Netflix ed Álex Pina si confermano una combo mortale per le cellule cerebrali.

 

Episode 1 1×01 ND milioni – ND rating

Martin Moody

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 25 ed i 35 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

1 Comment

  1. La recensione totalmente negativa (forse la più negativa letta su questo sito) mi ha incuriosito ed ho visto la puntata…
    Concordo sul fatto che sia una cavolata e che non susciti alcun desiderio di continuare la visione, però vorrei fare alcune considerazioni.
    1. L’ho vista in italiano ed i personaggi inglesi dicevano ‘Ibiza’ e non ‘Aibissa’.
    2. Il cognome di Zoe è diverso da quello del fratello perché lei si è sposata.
    3. Non sembra che sia il ‘signorotto’della mala ad organizzare l’orgia ma solo che ne prenda parte (riveritissimo proprio perché è il ‘capo dei cattivi’).
    4. Il voler fare benedire il terreno del casinò sembra solo una fissazione della di lui madre…
    5. Marcus non riconosce istantaneamente Zoe (sembra così solo nel trailer).
    6. È solo il padre che chiede chi ha ucciso Axel a figlio e moglie nella telefonata, loro, che sono davanti agli investitori, non rispondono e parlano d’altro.
    In generale, pur nella sua mediocrità (che forse ha fatto sì che non la guardarsi con attenzione) mi sembra una serie che non si prende sul serio e che punti sul trash-ridicolo…
    Non voglio difenderla e non la seguirò però, a mio parere, sei stato forse un po’ troppo ‘cattivo’…
    Grazie e complimenti per il vostro sito, secondo me il migliore tra quelli che si occupano di serie tv.
    Fabrizio

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