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Devils 1×03 – 1×04 – Episode 3 – Episode 4TEMPO DI LETTURA 4 min

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Negli ultimi anni Sky ha iniziato a collaborare con diverse emittitenti straniere importanti quali BBC ed HBO, aumentando la qualità delle proprie produzioni, che stanno assumendo un respiro internazionale, come ZeroZeroZero e Gomorra hanno recentemente dimostrato. Devils si inserisce proprio in questo filone, visto che è co-prodotta con OCS e vanta un cast degno di nota e un progetto di ampio respiro, visto che lo show è già stato rinnovato per una seconda stagione.
Tutto il comparto tecnico è di alta qualità. con un’ottima regia senza dubbio aiutata nel suo compito da un gruppo di attori formati da diversi profili di livello internazionale, da Dempsey al ben più valido Mikkelsen.
Alessandro Borghi se la cava egregiamente, nonostante lo scoglio linguistico. con tanto di accento british in un mondo, quella della finanza londinese, ricostruito al meglio, con il finanziese, come è giusto che sia, che imperversa in ogni conversazione tra i personaggi.
Lars Mikkelsen è perfetto nei panni di Daniel Duval, con la sua organizzazione che è chiaramente ispirata alla Wikileaks di Julian Assange, la quale con ogni mezzo si oppone ai grandi colossi finanziari e rispettivi manager, “coloro che si sono autoproclamati i nuovi dei“.
Lo stesso non si può dire per il character interpretato da l’ex star di Grey’s Anatomy, visto che Dominic Morgan risulta eccessivamente stereotipato, bidimensionale e poco approfondito, visto il ridotto screen time a disposizione. Lo stesso si può dire per Kasia Smutiniak, la quale risulta non pervenuta all’interno dello show, presente per ora solo nei titoli di coda.
I riferimenti al mondo attuale sono molteplici e interessanti, con la storia che si intreccia alla realtà e tratta diverse tematiche che spaziano dalla crisi economica argentina ai bond irlandesi, da Wikileaks alla caduta di Gheddafi in Libia, con la BCE e le grandi banche europee sempre sullo sfondo ma in realtà protagoniste.
Il messaggio della serie è chiaro: in guerra non si va con le armi, ma con i soldi e i grandi interessi economici della banche influenzano pesantemente la vita quotidiana di tutti i cittadini.
Nonostante tutti questi pregi, la trama per ora risulta abbastanza lineare e scontata, senza particolari colpi di scena o cambi di rotta, visto che per lo spettatore risulta facile capire dove la storia voglia andare a finire. Non manca certo la complessità, che contraddistingue i numerosi intrecci, ma si contestano le scelte degli autori, visto che gli esiti finali appaiono prevedibili, anche in presenza di diversi gradi di profondità della storia.
L’ottima open cold dedicata a Sofia in apertura del quarto episodio svela i motivi per cui il personaggio interpretato da Laia Costa ce l’abbia con la NYL e Dominic Morgan, impegnando tutta se stessa nelle lotte di Subterranea.
Mentre Oliver Harris, interpreatato da Malachi Kirby e già noto al pubblico per Black Mirror, si inserisce rapidamente nel team guidato da Ruggiero, Massimo annaspa nella propria vita personale, tra un’accusa di omicidio che incombe e i misteri legati alla morte dell’ex moglie Carrie, tossica e prostituta,
Anche in questo quarto appuntamento, la trama avanza sostenuta da un buon ritmo ma in modo prevedibile e lineare, confermando quanto già visto nei precedenti episodi.
Nonostante la furbizia del personaggio interpretato dall’attore romano, la sensazione è che Morgan sia sempre un passo avanti, pronto a manipolarlo con quel fare paternalistico subdolo e mellifluo.
Da segnalale come spesso l’evoluzione della storia venga interrotta da un peculiare utilizzo di frasi sensazionalistiche e moralistiche che sanno tanto di cliché, che nulla aggiungono alla narrazione e si potrebbero semplicemente evitare.
Con l’indagine in corso e i retroscena legati alla morti di Stuart e Carrie, la storia sembra essere arrivata al suo turning point, non ci resta che continuare la visione.

 

THUMBS UPTHUMBS DOWN
  • Ottimo cast, ottima regia, ottimo comparto tecnico
  • La ricostruzione del mondo finanziario londinese
  • Alessandro Borghi se la cava egregiamente, nonostante lo scoglio linguistico. con tanto di accento british
  • Lars Mikkelsen perfetto nei panni di Daniel Duval
  • L’open cold dedicata a Sofia
  • I tanti riferimenti all’attualità
  • Il personaggio di Patrick Dempsey risulta stereotipato, bidimensionale e con poco screen time a disposizione
  • La trama per ora risulta abbastanza lineare e scontata, nonostante la complessità degli intrecci gli esiti sono sempre prevedibili
  • Kasia Smutniak non pervenuta
  • L’utilizzo di frasi sensazionalistiche e moralistiche che sanno tanto di clichè

 

Due buoni episodi per Devils, in cui la trama avanza con un buon ritmo ma in modo prevedibile e lineare, quasi da manuale. La sensazione è che nonostante gli evidenti pregi di questo prodotto seriale, lo show dovrebbe osare di più a livello narrativo. I margini di miglioramento ci sono, nel frattempo la valutazione è pienamente sufficiente.

 

Episode 2 1×02ND milioni – ND rating
Episode 3 1×03ND milioni – ND rating
Episode 4 1×04ND milioni – ND rating

 

 

Cinefilo disperato e divoratore di serie tv, venera due antiche divinità: Sergio Leone e Gian Maria Volontè.
Lostiano intransigente, zerocalcariano, il suo spirito guida è un mix tra Alessandro Barbero e Franco Battiato.

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