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The Outsider 1×10 – Must/Can’tTEMPO DI LETTURA 4 min

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L’elemento fantasy ha da sempre rappresentato un’opzione a volte difficilmente gestibile all’interno di serie e prodotti per il pubblico studiati attorno alla falsa riga di un diverso genere. Si pensi, giusto per rimanere nel campo di Stephen King, ai romanzi (e successivamente serie tv) Under The Dome e The Stand; oppure al romanzo (e successivamente film) Desperation. Prodotti la cui tinta è indiscutibilmente legata al thriller-horror, ma che non perde occasione di flirtare con il fantasy. A volte mettendo a repentaglio il prodotto nella sua totalità. Come si pone The Outsider in questa annosa lotta di genere? Difficile a dirsi.
La prima parte del finale regge incredibilmente bene tra un sanguinolento confronto a fuoco ed una resa dei conti che si appresta ad avvenire. La seconda parte, invece, è a tratti imbarazzante: la tanto attesa resa dei conti con El Cuco è sbrigativa, indolore e priva di vero e proprio pathos (oltre ad essere gestita in poco più di cinque minuti). Il resto della puntata è votato al commiato generale tra i vari personaggi (quelli rimasti in vita, per lo meno) e alla cancellazione delle prove di ciò che è avvenuto nelle grotte (ma più in generale dell’esistenza di El Cuco). Contando che la puntata si poggia su 60 minuti, vederne sprecati la metà per dei semplici addii tra personaggi conosciuti pochi episodi fa, rappresenta sicuramente un gran dispiacere. Perché, sì, il sentimentalismo di scena ed il senso di abbandono è possibile provarlo nei confronti di questa serie, ma i personaggi sono nella vita dello spettatore da dieci puntate, quindi esattamente che sentimentalismo si cerca di sfruttare?
Eppure la prima parte di puntata aveva lasciato credere di poter mettere alle spalle le pessime produzioni legate al mondo del “Sommo King”, ma nonostante fotografia, regia ed una scelta di soundtrack sopraffina rendano il prodotto HBO sicuramente d’alto livello, la storia perde ben presto di feeling con lo spettatore. È possibile che il problema siano, a questo punto, le storie di King, romanzi e racconti inadatti al loro approdo al piccolo (e grande) schermo? La domanda sorge spontanea, ma il dubbio rimane soprattutto se si tengono in considerazione, invece, le produzioni più che degne uscite proprio dalla penna dello scrittore del Maine. Un quesito, comunque, sul quale appare corretto soffermarsi a riflettere.
La prima parte di puntata, come detto, funziona: il team dei buoni si ritrova sciaguratamente tutto riunito fuori dalle grotte e viene meticolosamente eliminato da Jack, ancora sotto gli influssi di El Cuco. La sparatoria copre il primo quarto di episodio ed a conti fatti, forse per la caratura fortemente thriller, rappresenta la parte migliore dell’episodio. Successivamente ci si sposta nelle grotte dove, nel buio più totale (ed in alcuni punti si fatica a capire cosa esattamente stia accadendo ai personaggi in scena), si consuma il confronto tra Holly, Ralph ed El Cuco. Un confronto rapido (come appuntato in precedenza ricopre solamente cinque minuti circa) in cui vengono abbozzati alcuni dialoghi apparentemente interessanti e che si conclude con la “morte” del mostro. Una morte violenta, ma non vera. E che non può convincere totalmente nemmeno quando Ralph gli spappola la faccia con un sasso durante la metamorfosi.
Di duplice valore, invece, il monologo/dialogo con cui Ralph affronta proprio El Cuco poco prima di fracassargli il cranio: il detective sembra improvvisamente diventato lucido e perfettamente conscio delle abilità, dei poteri e di ogni possibile aspetto fino a quel momento tenuto segreto da parte di El Cuco. Probabilmente tra uno stacco e l’altro di scena deve aver avuto una visione chiarificatrice, un po’ come quando Don Matteo risolve mentalmente un caso e viene inquadrato in primo piano scosso e frastornato dalla scoperta. Un monologo validissimo, quindi, ma molto discutibile dal punto di vista della costruzione.Holly:I wouldn’t mind teaming up again.

Il vero punto interrogativo rimane, a questo punto, la scena post crediti votata al semplice utilizzo di ponte per una possibile seconda stagione: El Cuco è effettivamente morto? Holly tornerà nuovamente a collaborare con Ralph? Oppure tutto questo è stato un puro e semplice addio piuttosto che un più semplice arrivederci? La frase citata qua sopra lascia aperta più di qualche opzione…

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Prima metà di puntata
  • Jack e la carneficina
  • Il dialogo tra Ralph ed El Cuco
  • Seconda stagione?
  • Seconda parte di puntata
  • Il dialogo tra Ralph ed El Cuco
  • Finale di puntata
  • Commiato con i personaggi eccessivo e spropositato
  • Scena post crediti

 

Dopo dieci puntate, The Outsider consegna al proprio pubblico un finale risolutivo, ma forse fin troppo semplicistico sotto molti punti di vista. E non contento cerca di propinare al proprio pubblico l’idea di una seconda stagione. Un qualcosa che, in cuor nostro, speriamo proprio non veda mai la luce. Tocchiamo ferro.

 

Tigers and Bears 1×09 1.19 milioni – 0.3 rating
Must/Can’t 1×10 1.37 milioni – 0.3 rating

 

Aldo Longhena

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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