Under The Dome 1×12 – Exigent CircumstancesTEMPO DI LETTURA 7 min

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Volete sapere, a grandi linee, come
lavora un recensore? Ve lo dico (tranquilli che centra con la
recensione): a parte guardarsi la puntata e poi esprimere i propri
pareri oggettivi su quanto visto, è importante prendersi degli
appunti su cose che, nel bene o nel male, sono degne di nota…si,
esatto, prendere degli appunti, proprio come all’università, è una
cosa che faccio sempre perchè mi permette di ricordare tutto
quello
che mi sento in dovere e che c’è bisogno di dire. Sulla base di ciò,
se io vi dicessi che a questa dodicesima puntata di Under The Dome me
ne sono altamente sbattuto di prendere appunti? Mi credereste? Se
avete visto anche voi l’episodio, sarete pronti a mettere la mano sul
fuoco pur di testimoniare che dico il vero, perchè la penultima
puntata della prima stagione di quelli di Chester’s Mill riesce nel
magico intendo che tutti i produttori ricercano nelle loro creazioni:
tenere lo spettatore incollato allo schermo e farlo gridare di
dispiacere quando l’episodio finisce sul più bello (avete visto che
c’era un senso alla mia strampalata apertura? Se non vi è
piaciuta…beh, inventatevi voi una maniera sempre nuova di
cominciare!).
Come avevamo predetto nelle recensioni
di “Fourth Hand” e “Let The Game Begin“, per come erano stati presentati i temi da
sviluppare negli ultimi episodi, il sentore di morte, distruzione,
drammaticità e ansia che precede la fine si tagliava come un
coltello che taglia un panetto di burro e tutti si aspettavano un
twist finale degno di un opera tratta da un libro di Stephen King, ma
anche un qualcosa che perdonasse lo show di alcuni strafalcioni
passati…ma nessuno pensava che la produzione e gli sceneggiatori,
complici di questo colpaccio con i sempre più bravi attori,
sarebbero riusciti a rappresentarla così bene…ma così bene, che
addirittura i difetti presenti nell’episodio passano non in secondo
piano, ma al ventesimo. Dietro a questo risultato c’è un grande
trucco che i prestigiatori sono riusciti a nascondere sotto al
sentimento principale che domina la puntata: l’ansia. In Exigent
Circumstances” si gioca tutto sul “chi va la” e sul “chi
vive”, sul costante senso di inquietudine e la sensazione di non
essere al sicuro …poi, rinchiusi sottovuoto in un luogo dove si può
scappare fino ad un certo punto, la scelta di ingranare la marcia su
queste emozioni schiacciando a tutto gas il pedale si
è dimostrata più vincente che mai. Ogni piccolo sviluppo è una
sorpresa, pure il “ti amo” di Barbie, che pur telefonatissimo il
fatto che il mercenario dal passato torbido si sarebbe innamorato
della bella giornalista, risulta comunque inaspettato che saltasse
fuori in un momento simile. Ma come si diceva prima, c’è qualche
piccolissimo difetto che, pur passando sull’ultimo dei piani, rimane comunque ben visibile.
La
prima cazzata che salta fuori (perchè lo è, fidatevi), sono
sicuramente le conversazioni radiofoniche dei militari. Benchè sia
d’aiuto che una parte inaspettata dia la rivelazione inaspettata e
decisiva per un grande sviluppo narrativo, e parlo del threat tra
Doodie e Big Jim, risulta impossibile sotto tutti i punti di vista
che i rappresentati dello Zio Sam sappiano tutto di tutti e vedano
tutto come…come…si, come se stessero guardando un telefilm. Va
beh che George Orwell e il suo 1984
hanno fatto scuola, ma così si esagera. Regge poco anche il modo in
cui Barbie si difende dalle accuse; il nostro carissimo protagonista
non fa altro che scappare e solo in questo episodio dà una parvenza
di reazione salvando Julia da un possibile piano di Big Jim per
metterla a tacere, ma per il resto, non fa altro che darsela a
gambe quando avrebbe potuto risolvere il tutto in maniera più intelligente. Facciamo
mente locale: lui e Linda hanno una relazione basata sulla reciproca
fiducia che nonostante tutto dovrebbe essere ancora solida, visto il
grande contributo che Barbie ha dato alla polizia di questa gabbia di
matti…ma questa cosa fa? Sceglie di credere ad un uomo che non ha
fatto altro che mentirle per tutto il tempo, e che ancora mente, e
che è una delle cause principali della rovina del suo amato Duke
Perkins. I due avrebbero potuto tranquillamente parlare, ma a quanto
pare, Linda è più volubile e controllabile di quanto non lo dia a
vedere (il che è un po’ deludente, sopratutto se sei uno
sceriffo)…ma a quanto pare, all’ultimo, Barbie si dichiara
innocente in quella farsa di tribunale organizzato con
mezzi/personale di fortuna. Che forse abbia in mente qualcosa? Lo
scopriremo settimana prossima.
Pure sul fronte Mini-Dome/Egg N’
Monarch Hunt non succede niente di che, solo che viene spostato a
casa di Ben per non essere trovato; l’unica cosa interessante (il
bozzolo che si schiude) che avviene arriva alla fine…e finisce
l’episodio, mapporcaputt… Ed in tutto questo non ci si deve scordare il fatto che in meno di 40 minuti metà della popolazione di Chester’s Mill, che fino ad allora ignorava l’esistenza della Mini-Dome, ne viene a conoscenza in modi alquanto dubbi. Se doveva essere un segreto è stato un flop gigantesco.
Di
buono, invece, c’è che, a parte il sentimento che manovra il tenore
intero dell’episodio di cui abbiamo parlato prima, c’è di buono la
missione di salvataggio di Julia. Un vera e propria operazione militare
adoperata da due personaggi che si sono cagati poco per l’intero telefilm ma che sembrano lavorare bene assieme (soprattutto contro Junior) e i cui caratteri
si incastrano alla perfezione come due pezzi dello stesso puzzle.
Nuove interazioni che si mischiano con vecchie interazioni, unite ad
una situazione particolare, il tutto dà vita ad un’ottima chimica ed
a un siparietto di grande intrattenimento con addirittura
ripercussioni sulla continuità: Junior ha finalmente capito di
essere un coglione e che con Angie non s’ha da fare? E la relazione
Julia/Barbie, dopo questo “ti amo” segreto, che direzione
prenderà?
Questo dimostra che Under The Dome ha ancora qualcosa da
dire. Ed eccoci arrivati al momento che tutti aspettavate, il momento
e il personaggio migliore di questa puntata: Big Jim. Sin dal
primissimo episodio pure un cieco e un troglodita potevano capire che
il Grande Jim si presentava da subito come il cattivo principale
della serie, ma per svariati motivi, la sua cattiveria o è sempre
passata in secondo piano o è stata oscurata da altri villains (tipo
Ollie e Maxine) oppure è stata dichiarata “scusabile” poiché i
suoi rudi e poco eroici modi servivano per una causa più grande, ma
tutti questi episodi hanno probabilmente fatto da scuola per Rennie
Sr., perchè ho come il sospetto che gli sceneggiatori volessero
arrivare proprio a questo punto per caricare il personaggio di
precedenti in modo da renderlo così odioso anche al pubblico perbenista. Non si
dovrebbero dire cose come “personalmente” o “a mio parere”,
perchè rovinano l’oggettività della recensione ma a sto giro
diamo uno strappo alla regola, perchè siamo contenti e lo diciamo:
personalmente credo che lo spunto migliore di questo Impero Galattico
secondo Big Jim (e quindi del personaggio stesso) sia che tutti lo
considerano l’eroe della situazione, sopratutto, che tutti lo vedano
come il naturale leader della città ed eroe salvatore di questa
situazione dimmerda. E sapete cosa? Jim ci sguazza e ci gode un
mondo. Non ricordo in quale recensione, ma ricordo perfettamente di
aver detto che la Cupola poteva essere la cosa migliore che sarebbe potuto capitare al babbo dello squilibratissimo Junior, e così è
stato, pure lui stesso l’ha ammesso prima di uccidere Doodie (quando
dice: “La cupola non dovrà alzarsi. Non ancora”). Questo è
l’archetipo classico del cattivo ma che si distingue da tanti altri
per la sua lenta e feroce evoluzione, un’evoluzione che da sola tiene su lo show facendoci dimenticare quanto volubili siano certi personaggi (avete detto Linda per caso?) e quanto bisogno ci sia di un big bad in show come questo.

PRO:

  • Big Jim: per fortuna ci sei tu…
  • Barbie e Angie salvano Julia
  • Il tenore dell’episodio
  • La farfalla si sveglia!
    CONTRO:
    • Conversazioni militari
    • Linda ed il suo carisma discutibile
    Senza paura di vedere dal mio balcone fan incazzati con torce e forconi, posso dire che questo si piazza tra i migliori episodi della serie finora. A parte gli errori citati (di cui ce ne si dimentica facilmente) tutto il resto è fatto fottutamente bene e UTD mostra gli artigli e il perchè merita di continuare ancora per un bel po’. Ogni episodio è stato migliore dell’altro e, con un po’ di pazienza, lo show sta dando i suoi frutti….peccato solo che sia il penultimo episodio. La fine è vicina ragazzi, e noi la aspettiamo al varco.

    VOTO EMMY

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