
Slow Horses chiude la sesta stagione con uno scontro brutale, le manovre di Lamb e un cliffhanger sconvolgente che mette in discussione il futuro di River.
Ancora una volta, Slow Horses si esalta nel finale di stagione, regalando un episodio carico di tensione e tecnicamente impeccabile. Tutto trova una conclusione coerente con i personaggi e con il tono della serie, ma nel mezzo non mancano tragedie capaci di colpire duramente. La storia si chiude, almeno in parte, come ci si aspetterebbe, prima di assestare un ultimo colpo che rimette tutto in discussione.
RETATA ALLA SAFE HOUSE
La parte centrale della puntata è sicuramente la più movimentata. Quello che inizialmente sembra un consueto scontro tra gli uomini di Lamb e i villain stagionali si trasforma presto in qualcosa di molto più violento con feriti, confusione e una tensione che cresce a ogni passaggio.
È uno degli scontri più duri visti nella serie e funziona proprio perché non si limita a offrire spettacolo, ma trasmette un senso concreto di pericolo, ricordando che in questa serie nessuno può considerarsi davvero al sicuro. Dopo la perdita di Coe nello scorso episodio, la morte di Flyte arriva quasi a freddo. Pur non essendo una protagonista assoluta, negli ultimi episodi era diventata una presenza costante e si era integrata sempre meglio con il gruppo di Lamb. La sua professionalità, accompagnata da un’ironia che emergeva soprattutto in compagnia degli agenti della Slough House, l’aveva resa una figura interessante e ben inserita nelle dinamiche del team. Proprio per questo, la sua uscita di scena colpisce sia per la brutalità dell’evento che per la perdita di un altro ottimo personaggio.
LAMB E TAVERNER MUOVONO I FILI
Mentre il resto del gruppo è impegnato a sopravvivere al caos, Jackson Lamb e Diana Taverner continuano a muovere i fili dietro le quinte. O meglio, è soprattutto Lamb a trovare la soluzione, riuscendo ancora una volta a salvare tutti, compresa la stessa Diana.
La strategia che porta a incastrare Damien Cantor è perfettamente in linea con il personaggio essendo geniale e malsana, ma soprattutto funzionale. La risoluzione dell’intrigo conferma anche il rapporto particolare con Taverner, fatto di interessi comuni e continui giochi di potere. La stagione trova così una conclusione coerente con l’identità di Slow Horses, dove le soluzioni raramente sono pulite, ma spesso risultano le uniche possibili.
SID E RIVER, UNA TREGUA CHE DURA POCO
Quando tutto sembra finalmente risolto, la serie concede un momento di apparente tranquillità con Sid e River. La storia della luce lasciata accesa introduce una tenerezza inaspettata, una parentesi intima che sembra voler abbassare la tensione dopo una puntata tanto violenta. Ma la calma dura pochissimo e lo shock che segue è immediato.
La scena dell’avvelenamento è costruita con grande precisione, dall’atmosfera alla musica, con il crescendo della tensione che accompagna il momento senza bisogno di forzature. Anche l’interpretazione di Jack Lowden contribuisce a rendere la sequenza particolarmente efficace, accompagnando lo spettatore in tutte le fasi emozionali.
Le domande rimangono tante e la sua assenza dal trailer della settima stagione, già presentato dopo l’episodio da Apple TV, non fa che alimentare i dubbi. È difficile immaginare il futuro della serie senza uno dei suoi protagonisti principali, ma Slow Horses ha dimostrato più volte di non voler seguire le aspettative più rassicuranti. La scelta di cercare risposte nei romanzi di Mick Herron resta una possibilità per chi non vuole aspettare, ma Slow Horses ha ormai superato da tempo il suo esame e merita fiducia ad occhi chiusi.
TEMPO DI ATTESA
“Judgment Day” chiude la sesta stagione nel migliore modo possibile dal punto di vista narrativo e lo fa mantenendo sempre fede allo stile della serie. Dopo sei stagioni, lo show di Apple TV può essere considerato un piccolo capolavoro seriale che con il passare del tempo non fa che migliorare. Evento più unico che raro nel mondo della serialità contemporanea.
Con la settima stagione già completata e una ottava in fase di produzione, si può stare tranquilli che il team di Jackson Lamb accompagnerà lo spettatore ancora per qualche anno. Ma se questi sono i risultati, questa volta si potrebbe anche andare avanti ad oltranza.
THUMBS UP 👍
- Retata alla safe house intensa e brutale
- Lamb risolve tutto con la solita mossa geniale
- Il cliffhanger finale è narrativamente perfetto ed emotivamente allarmante
THUMBS DOWN 👎
- L'attesa per la prossima stagione?








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