
Un intenso film d’animazione racconta il dolore dell’Alzheimer attraverso il legame tra madre e figlia.
Sinossi
Tangles racconta il rapporto tra Sarah, una giovane illustratrice queer, e sua madre Midge, una donna energica e protettiva che inizia lentamente a perdere sé stessa a causa dell’Alzheimer. Attraverso ricordi, conflitti familiari e suggestive sequenze animate che rappresentano la confusione mentale della malattia, il film esplora il dolore della perdita progressiva, il peso della cura e la difficoltà di accettare che l’amore, a volte, non possa salvare chi amiamo.
Tangles affronta il tema dell’Alzheimer scegliendo una strada estremamente delicata e intelligente: invece di costruire un racconto esclusivamente incentrato sulla malattia, il film preferisce concentrarsi sul modo in cui il deterioramento della memoria modifica le relazioni, gli equilibri familiari e persino la percezione dell’identità. L’opera non racconta soltanto la progressiva perdita di una madre, ma soprattutto la trasformazione emotiva di una figlia costretta a confrontarsi con la possibilità più dolorosa immaginabile: vedere svanire lentamente la persona che le ha insegnato come stare al mondo.
“My mother is awesome!”
Fin dalle prime sequenze, Tangles costruisce il personaggio di Midge come una figura quasi eroica agli occhi della piccola Sarah. La scena iniziale, in cui la donna scaccia i “mostri” notturni armata soltanto di una torcia che nella fantasia della bambina diventa una spada laser, definisce immediatamente il cuore emotivo del film. La madre appare come una presenza invincibile, protettiva e luminosa, incarnazione perfetta della sicurezza infantile. Proprio per questo motivo il successivo deterioramento cognitivo assume un impatto devastante: Tangles racconta infatti il trauma di assistere alla fragilizzazione improvvisa di chi, per tutta la vita, aveva rappresentato un punto fermo assoluto.
LA MALATTIA NEL QUOTIDIANO
Il film riesce a evitare con grande sensibilità i rischi più comuni del racconto sull’Alzheimer, rinunciando quasi completamente alla retorica manipolatoria o alla ricerca forzata della commozione. La malattia emerge progressivamente attraverso piccoli dettagli quotidiani: un ferro da stiro dimenticato acceso, una porta che non si riesce più ad aprire, improvvisi scatti d’ira o momenti di smarrimento apparentemente insignificanti. Tangles comprende molto bene che l’aspetto più devastante dell’Alzheimer non risiede soltanto nella perdita della memoria, ma nella lenta alterazione della personalità e della relazione con gli altri.
Parallelamente, il film costruisce anche un ritratto molto credibile della vita di Sarah, giovane illustratrice queer che cerca disperatamente di trovare il proprio spazio artistico ed emotivo. L’opera intreccia continuamente il tema della rappresentazione con quello dell’identità: Sarah lavora in un ambiente creativo che tenta di indirizzare il suo talento verso immagini provocatorie e commerciali, mentre lei vorrebbe utilizzare il disegno per raccontare qualcosa di autentico e personale. Questa tensione artistica finisce inevitabilmente per riflettersi anche nel modo in cui la protagonista affronta la malattia della madre, trasformando il disegno in uno strumento di elaborazione emotiva.
LA DISCESA NELL’ABISSO
Uno degli aspetti più riusciti del film riguarda proprio la rappresentazione visiva della confusione mentale provocata dall’Alzheimer. Le sequenze animate che accompagnano il progressivo smarrimento di Midge sono probabilmente gli elementi più potenti dell’intera opera. Tangles utilizza l’animazione non come semplice abbellimento estetico, ma come mezzo per rendere visibile qualcosa di normalmente invisibile: il panico, il disorientamento e la frammentazione percettiva vissuti dalla protagonista. In particolare, la scena della diagnosi – rappresentata attraverso l’immagine della madre che sprofonda lentamente negli abissi mentre Sarah tenta inutilmente di raggiungerla – sintetizza perfettamente il senso di impotenza che attraversa tutto il film.
L’opera si dimostra particolarmente efficace anche nel racconto delle dinamiche familiari generate dalla malattia, mostrando con grande lucidità quanto il peso della cura possa trasformarsi rapidamente in fonte di conflitto, senso di colpa e frustrazione. Le tensioni tra Sarah e la sorella non vengono mai banalizzate o ridotte a semplici divergenze caratteriali: il film comprende infatti che ogni familiare reagisce al dolore in modo differente e che non esiste una maniera “corretta” di affrontare la progressiva scomparsa di una persona amata.
Anche il padre di Sarah emerge come una figura profondamente tragica proprio nella sua incapacità di accettare immediatamente la realtà della situazione. Il viaggio in Messico, motivato dall’illusione che la moglie abbia semplicemente bisogno di sole e riposo, rappresenta uno degli ultimi tentativi disperati di negare l’inevitabilità della malattia. In questo senso, la splendida sequenza ambientata durante la celebrazione del Día de los Muertos assume un valore simbolico potentissimo. Quando Midge si perde tra la folla e viene ritrovata mentre si dipinge il volto da teschio, il film sembra suggerire che la morte abbia già iniziato lentamente a reclamare la sua presenza, molto prima della scomparsa fisica.
IL TEMA DEL SACRIFICIO PERSONALE
Tangles affronta inoltre con grande maturità il tema del sacrificio personale legato alla cura. Sarah si ritrova progressivamente costretta a sospendere la propria vita emotiva, professionale e sentimentale per assistere la madre, e il film evita qualsiasi idealizzazione di questo processo. La disperazione della protagonista emerge in tutta la sua brutalità nei momenti più intimi e silenziosi, come la scena in cui piange urlando dentro un asciugamano, incapace di gestire un dolore che non può essere realmente condiviso né risolto.
Particolarmente interessante risulta anche il modo in cui il film collega memoria e identità queer. I flashback dedicati all’adolescenza di Sarah mostrano infatti Midge come una madre profondamente protettiva e combattiva, pronta a difendere la figlia a spada tratta dagli insulti omofobi dei suoi coetanei. Il deterioramento cognitivo assume allora una dimensione ancora più dolorosa: Sarah non sta soltanto perdendo sua madre, ma anche la custode dei propri ricordi, della propria formazione emotiva e della propria sicurezza identitaria.
UN LEGAME CHE TRASCENDE LA MEMORIA
Dal punto di vista visivo, il film dimostra una notevole sensibilità estetica. L’animazione riesce continuamente a oscillare tra dolcezza, inquietudine e malinconia senza mai risultare artificiosa, mentre i momenti più onirici permettono all’opera di rappresentare il dolore non come semplice tragedia realistica, ma come esperienza emotiva profondamente soggettiva e frammentata.
Il film trova poi la dimensione più straziante proprio nel rapporto tra memoria e amore. Tangles si interroga continuamente su cosa rimanga di una relazione quando una delle due persone smette gradualmente di riconoscere l’altra. Tuttavia, l’opera evita intelligentemente qualsiasi nichilismo emotivo. Anche nei momenti più duri, il legame tra Sarah e Midge continua infatti a manifestarsi attraverso piccoli gesti, oggetti e immagini condivise che resistono alla dissoluzione della memoria. Il film suggerisce così che l’amore non sopravviva necessariamente attraverso il ricordo cosciente, ma attraverso ciò che le persone lasciano dentro di noi anche quando la memoria si dissolve.








