Frank Miller: American GeniusTEMPO DI LETTURA 4 min

05/11/2026
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Frank Miller: American Genius
Recensione FilmFrank Miller: American Genius Frank Miller: American Genius Cinema

Un documentario che celebra l'importante carriera fumettistica e cinematografica di Frank Miller, ma che approfondisce troppo poco le controversie dell'uomo dietro il mito.

Sinossi

Il documentario ripercorre la carriera fumettistica e cinematografica di Frank Miller, dagli esordi alla Marvel fino ai successi di Batman, Sin City e 300. In occasione della presenza dell’autore a Lucca Comics & Games 2026, viene riproposto il film presentato originariamente nel 2021.

Frank Miller: American Genius è il documentario del 2021 diretto da Silenn Thomas e dedicato alla lunga e controversa carriera di Frank Miller, riproposto a Lucca Comics & Games 2026 in occasione della presenza dell’autore alla manifestazione.

La figura di Frank Miller è stata fondamentale soprattutto nel mondo dei fumetti degli anni ’80 e ’90. Insieme ad Alan Moore e a pochi altri, ha contribuito a portare il fumetto di supereroi, quindi i comics, a un livello di maturità tale da poter rivaleggiare con il più impegnato fumetto europeo e giapponese. Era inevitabile che venisse prodotto un documentario sulla sua lunga, importante e controversa carriera.

Il documentario, presentato originariamente nel 2021 e distribuito nei cinema statunitensi nel 2024, viene riproposto a Lucca Comics vista la presenza dell’autore per tutta la manifestazione. La proiezione viene introdotta da una breve intervista a Miller, abbastanza parco di parole e battute e con uno stato di salute che appare non proprio dei migliori ormai da qualche anno. Questa cosa colpisce soprattutto in relazione allo spirito narrativo iconoclasta di cui è intrisa la sua scrittura, nonché al suo carattere, che qualche problema gli ha causato negli anni, sempre dedita a stupire il lettore con personaggi al limite della moralità, anche quando dovrebbero incarnare i buoni del racconto.

FRANK MILLER E LA RIVOLUZIONE DEI COMICS


«Sai chi sono, teppista? Sono il tuo peggiore incubo. Di quelli che ti fanno svegliare e urlare chiamando tua madre. Tu hai una madre, vero? Tutti i teppisti dovrebbero avere una madre…»

Batman – Il Ritorno Del Cavaliere Oscuro (The Dark Knight Returns)

Il documentario ha una forma abbastanza classica e segue la cronologia della vita di Miller, partendo dagli esordi difficili dei primi anni ’80, quando i comics americani attraversavano una fase di trasformazione creativa e i nuovi autori faticavano a emergere. Miller, inizialmente disegnatore, entra alla Marvel e da lì comincia la sua scalata, che porterà la sua carriera a decollare e il suo approccio narrativo, molto dinamico e d’impatto, a cambiare il modo di percepire i supereroi.

La sua interpretazione di Batman mette in evidenza come la violenza, le psicosi e la complessità psicologica dei personaggi siano elementi interessanti da esplorare, scardinando il concetto di eroe puro e infantile che aveva caratterizzato buona parte del mondo Marvel e DC.

Di pari passo, Miller diventa il punto di riferimento di tanti autori successivi e le sue contaminazioni, che mischiano hard-boiled, fumetto d’autore francese e italiano e manga più maturi, uno su tutti Lone Wolf and Cub, diventano la prassi narrativa di quegli sceneggiatori e disegnatori che vogliono staccarsi dalla classica narrazione seriale delle major fumettistiche americane.

DAL CINEMA ALLE CONTROVERSIE DELL’AUTORE


Dagli anni 2000 tutto questo si sposta anche al cinema, sebbene con esiti diversi. Se da un lato le trasposizioni del primo Sin City e di 300 riscuotono successo di pubblico, le prove successive, nelle quali Miller esordisce anche alla regia, non ottengono risultati altrettanto positivi al botteghino.

Nel frattempo, le sue opere fumettistiche assumono posizioni sempre più estreme sulla situazione politica contemporanea. Non che non le abbiano mai avute, ma in questa fase sembrano più insistite, a scapito della narrazione stessa. The Dark Knight Returns è un’opera che tocca spesso i limiti dell’autoritarismo e del fascismo, ma riesce ad amalgamare questi elementi con una narrazione ottima e appassionante. Nelle opere degli anni Duemila e Dieci, invece, l’ideologia dei personaggi finisce spesso per prevalere sulla storia.

Su questo il documentario sembra essere troppo indulgente, poiché non si sofferma molto su tali aspetti, così come sulla parte problematica della vita di Miller legata all’alcol e al suo carattere difficile, che lo ha portato anche al centro di controversie e accuse relative all’ambiente lavorativo.

Siamo quindi nella zona della biografia celebrativa per questo genere di documentari, che da un lato può essere apprezzata dagli appassionati di comics, anche grazie agli interventi di tanti autori importanti dell’epoca, ma dall’altro racconta troppo poco dell’uomo per permettere di farsi un’idea che vada oltre il suo mito.

Se si è appassionati di comics, il documentario è godibile e apprezzabile. Se invece si vuole conoscere meglio Miller nella sua complessità, andava mostrato qualcosa di più dei suoi aspetti controversi.

Scheda documentario
Titolo originaleFrank Miller: American Genius
RegiaSilenn Thomas
SceneggiaturaSilenn Thomas
PartecipantiFrank Miller e altri autori e collaboratori del mondo del fumetto e del cinema
Distribuzione USAPicturehouse
Durata109 minuti
OrigineStati Uniti, 2021
Prima presentazione22 ottobre 2021 – Festa del Cinema di Roma
Uscita cinematografica USA10 giugno 2024
Proiezione Lucca Comics30 ottobre 2026
Il giudizio di Recenserie

SAVE THEM ALL

Un documentario godibile per gli appassionati di comics, che ripercorre l’importante carriera di Frank Miller grazie anche alle testimonianze di numerosi autori. Rimane però troppo indulgente verso le controversie personali e politiche del fumettista, offrendo un ritratto celebrativo che non riesce ad andare davvero oltre il suo mito.

Valutazione finale: KILL THEM ALL
Valutazione finale: BURN THEM ALL
Valutazione finale: SLAP THEM ALL
Valutazione finale: SAVE THEM ALL
Valutazione finale: THANK THEM ALL
Valutazione finale: BLESS THEM ALL

Dopo miliardi di ore passate a vedere cartoni giapponesi e altra robaccia pop anni ’80 americana, la folgorazione arriva con la visione di Twin Peaks. Da allora nulla è stato più lo stesso. La serialità è entrata nella sua vita e, complici anche i supereroi con le loro trame infinite, ora vive solo per assecondare le sue droghe. Per compensare prova a fare l’ingegnere ma è evidentemente un'illusione. Sogna un giorno di produrre, o magari scrivere, qualche serie, per qualche disperata tv via cavo o canale streaming. Segue qualsiasi cosa scriva Sorkin o Kelley ma, per non essere troppo snob, non si nega qualche guilty pleasure ogni tanto.

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