WBD riapre i colloqui con Paramount Skydance e concede 7 giorni per l’offerta “best and final” entro il 23 febbraio, mentre resta in piedi l’accordo con Netflix e il voto azionisti del 20 marzo.
Warner Bros. Discovery ha riaperto i colloqui con Paramount Skydance, concedendo alla società sette giorni per presentare la sua “migliore e definitiva offerta” e provare a superare l’accordo già in essere con Netflix. La finestra fissata dal board scade il 23 febbraio.
Finora WBD aveva mantenuto la propria posizione a favore dell’intesa con Netflix e aveva respinto una serie di rilanci di Paramount, che nel frattempo ha portato avanti una tender offer direttamente agli azionisti. In una lettera al board di Paramount, il presidente Samuel DiPiazza Jr e l’amministratore delegato David Zaslav hanno chiarito che il consiglio non ha stabilito che la proposta Paramount sia “ragionevolmente” destinata a risultare superiore all’operazione Netflix, ma che è disponibile a verificare rapidamente se possa arrivare una proposta vincolante e di maggiore valore.
Per poter riaprire formalmente i contatti, WBD ha ottenuto da Netflix una deroga temporanea prevista dal contratto, che consente un dialogo limitato con un offerente rivale solo se potrebbe emergere un’offerta “ragionevolmente superiore”. Netflix, pur dicendosi fiduciosa sul valore e sulla certezza della propria operazione, ha criticato l’“effetto distrazione” della situazione e mantiene il diritto di migliorare l’offerta se Paramount dovesse presentare una proposta migliore.
Sul tavolo ci sono strutture diverse: secondo quanto riportato e comunicato, Netflix offre 27,75 dollari per azione (valutazione di circa 82,7 miliardi di dollari) per gli asset “studio e streaming”, mentre Paramount propone 30 dollari per azione (circa 108,4 miliardi) per l’intera società. WBD, inoltre, ha indicato che nell’accordo con Netflix gli azionisti riceverebbero 23,25$ in contanti più una componente in azioni Netflix e anche valore tramite la quota nella società che verrebbe scorporata.
Nell’impostazione descritta pubblicamente, l’operazione Netflix porterebbe sotto il suo controllo asset “premium” come lo studio Warner Bros. e franchise come Harry Potter, Superman e Batman, oltre a HBO e serie come Game of Thrones, The White Lotus e Succession. L’operazione lascerebbe invece fuori una parte dei network lineari, che verrebbero scorporati in una nuova società (con esempi citati come CNN, Cartoon Network e Discovery Channel).
Paramount ha nel tempo “addolcito” i termini: tra le misure citate figurano la copertura della termination fee da 2,8 miliardi dovuta a Netflix in caso di uscita dall’accordo e un meccanismo di ticking fee (pagamenti aggiuntivi se la chiusura slitta), oltre a iniziative per rafforzare il lobbying con la nomina di Rene Augustine. Paramount ha inoltre dichiarato di poter contare su una garanzia in equity da 40 miliardi da parte di Larry Ellison, fondatore di Oracle e padre del CEO David Ellison.
Secondo l’analista Ross Benes di eMarketer, fissare una data per l’offerta finale serve a chiudere il “gioco del gatto e del topo” e a far avanzare il processo, anche perché le valutazioni sono già molto alte. Nel frattempo WBD ha fissato al 20 marzo la data per il voto degli azionisti sull’operazione Netflix, mentre i mercati reagiscono alla battaglia di offerte.
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