
Un episodio che riporta Carla al centro con grande naturalezza e conferma che Scrubs sa ancora parlare di crescita, amicizia e tempo che passa meglio di quasi chiunque altro.
Forse è già stato detto più volte anche in queste recensioni, ma più probabilmente è stato già scritto da innumerevoli persone nel corso della loro vita: Scrubs non è una serie che parla di medicina, ma è uno show televisivo che affronta la crescita, l’amicizia e l’amore nel modo più naturale possibile.
Questo, infatti, emerge chiaramente in questa puntata, così come è sempre accaduto nei precedenti 188 appuntamenti.
È incredibile a dirsi, ma dopo 17 anni di pausa (in realtà sarebbero 16, ma prendiamoci questa licenza), la serie è tornata con una spontaneità tale da far sembrare questo lungo periodo di assenza come un normale momento di calma tra una stagione e l’altra.
Certo, non è tutto perfetto e la magia non è ancora stata ripristinata e non è certo che questo avverrà.
Ma sarebbe stato difficile immaginarsi un ritorno migliore di questo.
Carla: “You know, this job was always hard, but it was always fun. Now, it’s just hard. I can’t keep up.”
Turk: “Finally.”
Carla: “Interesting choice of last words.”
CARLA JUANITA ESPINOSA
Il character interpretato da Judy Reyes in questa stagione è classificato come ricorrente, eppure, ogni volta che appare, risulta sempre centrale e perfettamente integrato.
Carla è da sempre un personaggio fondamentale dello show, motivo per cui nelle puntate in cui non è presente la sua assenza si nota e le rende meno complete.
Certo, mancano molti volti storici, ma è evidente che in certe interazioni Turk sia limitato dall’assenza della moglie.
Come accennato prima, un ritorno così spontaneo era difficile da immaginare; l’intelligenza di Bill Lawrence e degli sceneggiatori, in questo caso Sophie Zucker, si vede proprio nel non ignorare il tempo trascorso dalla fine dell’ottava stagione, ma, anzi, nel sottolinearlo.
La solita vulcanica, orgogliosa e stakanovista infermiera dominicana deve fare i conti con l’età e con il proprio corpo accettando, dopo un bellissimo confronto con J.D., di dover iniziare a fare dei passi indietro invece di restare perennemente in prima linea.
Inoltre, proprio nel confronto con il suo “Bambi“, per quanto sia stato un minuscolo flashback, vedere quei pochi secondi de “Il Mio Primo Giorno”, l’episodio pilota di Scrubs con l’incontro tra J.D. e Carla, è stato davvero emozionante.
GUARDARSI INDIETRO PER ANDARE AVANTI
Turk, J.D. ed Elliot: tre volti che sono cresciuti nel Sacro Cuore fino ad arrivarne a essere le colonne portanti.
Tra risate, paure e sogni, i quasi vent’anni intercorsi tra il primo episodio dello show e questo li hanno inevitabilmente cambiati, pur restando immancabilmente gli stessi.
Se Elliot, come analizzato nella scorsa recensione, sembra il personaggio meno realizzato dovendosi appoggiare all’ennesimo nuovo amore, gli altri due rappresentano probabilmente la perfetta evoluzione di come li avevamo lasciati ne “Il Mio Finale”.
Il perenne sognatore John Dorian esiste ancora, ma è fortemente ridimensionato e non più perso completamente nelle sue fantasie.
Si lascia andare solo ogni tanto, senza intaccare le sue ottime capacità da primario e amministratore dell’ospedale.
D’altro canto, Chris Turk è forse il miglior personaggio di questo ritorno, dimostrando di essere cresciuto al punto da diventare il mentore più credibile possibile per Amara e Dashana.
Lo dimostra proprio a quest’ultima, sottolineando quanto sia fondamentale riuscire a relazionarsi correttamente con i pazienti e i loro familiari.
Rincuorando, infine, anche Carla e aiutandola ad accettare il tempo che passa.
THUMBS UP 👍
- Il confronto tra J.D. e Carla
- Turk come mentore
- Specializzandi che si stanno rilevando interessanti
THUMBS DOWN 👎
- Elliot personaggio meno realizzato






