Il 79° Festival di Cannes ha scelto il suo vincitore: la Palma d’Oro va a “Fjord” di Cristian Mungiu, debutto in lingua inglese del regista rumeno con Renate Reinsve e Sebastian Stan. Il film racconta la storia di genitori rumeni religiosi che si trasferiscono in un piccolo villaggio norvegese e vengono accusati di abusi sui figli. Con questa vittoria, Mungiu entra nel club ristretto dei registi premiati due volte con la Palma d’Oro, dopo il trionfo del 2007 con “4 mesi, 3 settimane, 2 giorni”.
La vittoria di “Fjord” pesa anche in prospettiva awards season: Cannes resta uno dei festival più osservati dall’industria e negli ultimi anni molti titoli premiati in Croisette hanno poi trovato spazio nella stagione degli Oscar. A rendere il dato ancora più interessante c’è anche la continuità di Neon, che aveva acquistato “Fjord” per il mercato statunitense prima del festival e che, per il settimo anno consecutivo, si ritrova associata al film vincitore della Palma.
Cannes 2026: i premi principali
Il Grand Prix è andato a “Minotaur” di Andreï Zvyagintsev, thriller domestico ambientato nella Russia contemporanea, mentre il Jury Prize è stato assegnato a “The Dreamed Adventure” di Valeska Grisebach. Il premio per la miglior regia è stato condiviso: da una parte Javier Calvo e Javier Ambrossi per “La Bola Negra”, dall’altra Paweł Pawlikowski per “Fatherland”.
Anche i premi attoriali sono stati doppi. Il riconoscimento per il miglior attore è andato a Emmanuel Macchia e Valentin Campagne per “Coward” di Lukas Dhont, mentre quello per la miglior attrice è stato assegnato a Virginie Efira e Tao Okamoto per “All of a Sudden” di Ryusuke Hamaguchi. La miglior sceneggiatura è stata vinta da Emmanuel Marre per “A Man of His Time”.
Sul fronte opere prime, la Caméra d’Or è andata a “Ben’Imana” di Clémentine Dusabejambo, prima regista del Ruanda a competere a Cannes. Il film affronta il tema della giustizia e della riconciliazione dopo il genocidio ruandese, aggiungendo un ulteriore elemento politico e storico a un palmarès già fortemente attraversato da memoria, trauma e responsabilità collettiva.
Barbra Streisand celebrata con la Palma d’Oro onoraria
La cerimonia si è aperta con la Palma d’Oro onoraria a Barbra Streisand. L’artista non ha potuto essere presente a causa di un infortunio al ginocchio, ma ha partecipato con un video messaggio. A renderle omaggio è stata Isabelle Huppert, che ha ricordato non solo la carriera cinematografica, musicale e teatrale di Streisand, ma anche il suo sostegno alla comunità LGBTQ+ e alle minoranze religiose ed etniche.
Nel suo intervento, Streisand ha ricordato l’impatto dei primi film stranieri visti da ragazza e ha parlato delle difficoltà incontrate come donna e attrice che voleva anche dirigere, citando il lungo percorso necessario per portare sullo schermo “Yentl”. La sua chiusura è stata una celebrazione del cinema come linguaggio capace di unire, aprire cuori e menti e attraversare confini culturali.
Tutti i vincitori di Cannes 2026
Palma d’Oro: “Fjord”, regia di Cristian Mungiu
Grand Prix: “Minotaur”, regia di Andreï Zvyagintsev
Jury Prize: “The Dreamed Adventure”, regia di Valeska Grisebach
Miglior regia: Javier Calvo e Javier Ambrossi per “La Bola Negra”; Paweł Pawlikowski per “Fatherland”
Miglior sceneggiatura: Emmanuel Marre per “A Man of His Time”
Miglior attrice: Virginie Efira e Tao Okamoto per “All of a Sudden”, regia di Ryusuke Hamaguchi
Miglior attore: Emmanuel Macchia e Valentin Campagne per “Coward”, regia di Lukas Dhont
Caméra d’Or: “Ben’Imana”, regia di Clémentine Dusabejambo
Palma d’Oro per il miglior cortometraggio: “Para Los Contincantes (To Opponents)”, regia di Federico Luis
Un Certain Regard – Miglior film: “Everytime”, regia di Sandra Wollner
Un Certain Regard – Jury Prize: “Elephants in the Fog”, regia di Abinash Bikram Shah
Un Certain Regard – Special Jury Prize: “Iron Boy”, regia di Louis Clichy
Un Certain Regard – Miglior attore: Bradley Fiomona Dembeasset per “Congo Boy”, regia di Rafiki Fariala
Un Certain Regard – Miglior attrice: Marina de Tavira, Daniela Marín Navarro e Mariangel Villegas per “Siempre Soy Tu Animal Materno”, regia di Valentina Maurel
Fonte: Fonte: palmarès e dettagli della cerimonia riportati da The Hollywood Reporter. Per il palmarès ufficiale consultare anche il sito del Festival di Cannes.

