
Macondo entra nel Novecento e la saga dei Buendía diventa sempre più politica, senza perdere il suo straordinario realismo magico.
One Hundred Years Of Solitude fa un enorme passo in avanti in questi due episodi, proprio come il paese stesso di Macondo. Che qui è molto distante dal piccolo villaggio autosufficiente creato da Josè Arcadio e Ursula ormai una stagione televisiva fa. Le morti del colonnello Aureliano e di Amaranta, ultimi rappresentanti della seconda generazione Buendìa, rappresentano anche la fine dell’anima più surreale e magica di Macondo. Ormai la città è pienamente entrata nel XX secolo, con il colonialismo statunitense che la trasforma seguendo i dettami del capitalismo più sfrenato. E dove cominciano però ad emergere, in contrapposizione, i primi movimenti sindacali e la coscienza di classe, che porta ad un inevitabile scontro fra i cittadini di Macondo e la multinazionale Fruit Company. Due episodi, dunque, molto intensi e politici, dove tuttavia c’è posto anche per i sentimenti umani, che rappresentano al meglio la narrativa e al filosofia del suo autore Gabriel García Màrquez.
MACONDO E LA STORIA DEL SUD AMERICA
“El Pueblo Unido Jamas Sarà Vencido!”
Qui più che mai, le vicende della famiglia Buendía si intrecciano con la storia del Sud America, di cui Macondo è la metafora. “It Was October 11” si apre con la scomparsa del colonnello Aureliano Buendía, interpretato magistralmente da Claudio Cataño che, con pochi tocchi di trucco, riesce a dare vita al personaggio in tre momenti fondamentali della sua vita, offrendo qui un’ennesima interpretazione intensa nel momento della sua morte. Si arriva poi, in “More Than Three Thousand Of Them”, alla strage di civili davanti alla stazione di Macondo: una scena che spicca per costruzione narrativa e atmosfera, in cui l’intero cast tecnico e artistico regala un momento davvero emozionante. Qui emerge, non a caso, l’erede del Colonnello, José Arcadio Segundo (Julián Román), che assiste inerme, proprio nello stesso luogo dove, nell’episodio “The Innocent Train Had Arrived”, aveva gioito per l’arrivo del primo treno in città. In soli due episodi si riassume così, in modo impeccabile tipico del romanzo originale, quasi un secolo di storia sudamericana.
RENATA E MAURICIO, A LOVE STORY
In tutto questo non va dimenticata la “vera protagonista” del dittico, anche se la trama di One Hundred Years of Solitude resta sempre perfettamente corale.
Si parla di Renata, detta “Meme” (Juanita Molina), figlia di Aureliano Segundo e Fernanda Del Carpio. Il suo ritorno a Macondo riaccende le tensioni nella famiglia Buendía, offrendo al pubblico una sottotrama dal sapore soap in cui la vicenda familiare si intreccia con quella politica. Renata incarna una nuova generazione di Buendía, più colta e cosmopolita, capace di muoversi con naturalezza tra i cittadini di Macondo e la vita lussuosa dei gringos americani.
È proprio durante un soggiorno in una delle loro tenute che conosce il meccanico Mauricio Babilonia (Sebastián Osorio), con cui inizia una tormentata storia d’amore à la Romeo e Giulietta, dal finale tragico quanto quello dell’opera shakespeariana. Una parentesi teen comunque in linea con la descrizione delle tensioni sociali e politiche di Macondo.
FINE DI MACONDO?
Privato e pubblico s’incontrano, dunque, in questa nuova fase della vita della cittadina sudamericana. La Macondo magica e surreale dei primi episodi ormai non esiste più mentre la Storia irrompe con forza all’interno di essa. Ulteriore prova di ciò, è la bellissima scena della morte surreale di zia Amaranta (Loren Sofia Paz), tragica e comica allo stesso tempo. Con questo character si esaurisce definitivamente la seconda generazione dei Buendìa (Rebeca purtroppo non fa testo), quella appunto più legata a tale mondo arcaico.
Questi due episodi si confermano, ancora una volta, ottimi dal punto di vista della costruzione scenica e della fotografia. La regia di Laura Mora Ortega cattura al meglio volti ed espressioni dei vari personaggi così come le grandi scene di massa del mondo colorato di Macondo, servendosi anche di effetti di found footage che rendono la scena finale ulteriormente epica, nel vero senso del termine. Non rimane che vedere come si evolveranno ulteriormente le vicende della famiglia Buendìa e della città di Macondo nel finale 0rmai imminente.
THUMBS UP 👍
- Claudio Cataño nell'ennesima trasformazione di Aureliano Buendía
- La sfida a tavola fra Aureliano Segundo e Camila Sagastume
- La storyline di Renata e Mauricio Babilonia
- L'intreccio fra storia di Macondo e storia del Sud America
- Il funerale di zia Amaranta
- La strage di civili e la scena finale
THUMBS DOWN 👎
- Niente di particolarmente rilevante






