
Il thriller Disney+ rilegge il mito di Medusa attraverso il duello psicologico tra l’agente Alice Black e una serial killer ambigua e imprevedibile.
Questa recensione di Furious 1×01 – “The Gorgon” parte dal mito evocato fin dal titolo dell’episodio. Nella mitologia greca, le Gorgoni erano figlie delle divinità marine Forco e Ceto. La più famosa è senza dubbio Medusa, rappresentata con serpenti al posto dei capelli e capace di pietrificare chiunque incrociasse il suo sguardo.
La nuova serie televisiva Furious, disponibile su Disney+, è un thriller psicologico tutto al femminile che rilegge questo mito in chiave postmoderna e contemporanea. Non a caso il primo episodio si intitola proprio “The Gorgon” e contiene numerosi rimandi alla figura di Medusa.
Si tratta di un prodotto interessante e inusuale, capace di costruire fin dal pilot un confronto ambiguo tra vittima e carnefice, giustizia e vendetta, che potrebbe riservare piacevoli sorprese agli appassionati del genere.
LA GORGONE E L’ANTI-EROINA
Tanto per cominciare, si tratta di un thriller completamente al femminile. Lo schema è quello della classica caccia tra detective e serial killer. La protagonista è l’agente dell’FBI Alice Black, interpretata da Emmy Rossum, gradito ritorno dopo i fasti di Shameless.
Alice è una brillante investigatrice che, per motivi destinati a essere approfonditi, è stata relegata al centralino. La situazione cambia quando un suo ex collega, interpretato da Scoot McNairy, la richiama sul campo per indagare sulla presunta overdose che ha ucciso il figlio di un importante magnate della città.
Ad Alice basta poco per comprendere che l’overdose non è un incidente, ma il risultato del piano di una serial killer: Catherine, interpretata da Lola Petticrew, già vista in Say Nothing. Catherine adesca uomini ricchi, li seda con il Pentothal e li utilizza per i propri scopi prima di eliminarli.
CO-PROTAGONISTE FORTI
Sono soprattutto le similitudini e le affinità che legano le due protagoniste a rappresentare il vero tema del pilot. Anzi, a dirla tutta, in “The Gorgon” è più Catherine la vera protagonista che Alice. È lei, infatti, a comparire nella primissima scena dell’episodio, presentata come una figura estremamente ambigua, capace di grande tenerezza quanto di profonda crudeltà.
Si tratta di un personaggio davvero sfaccettato, la cui violenza viene presentata come risposta a una vita segnata dagli abusi degli uomini. La serie unisce quindi thriller psicologico e tematiche femministe, costruendo una storia nella quale le sfumature tra bene e male risultano molto più sottili di quanto possa sembrare.
A farle da contraltare è Alice, che ne rappresenta una sorta di doppio votato invece alla legalità. Il confronto caratteriale tra le due co-protagoniste diventa così il vero soggetto d’indagine dello show: entrambe cercano giustizia, ma scelgono strade radicalmente opposte per ottenerla.
OTTIMI DIALOGHI E SCENEGGIATURA
Con questa chiave di lettura, la showrunner Elizabeth Meriwether, già dietro a Dying for Sex e The Dropout, riesce a imbastire una trama lineare e rigorosa. Si tratta, per certi versi, di un thriller piuttosto classico, nel quale la tensione domina senza mai sfociare nell’eccesso.
Non ci sono scene particolarmente splatter, ma la tensione rimane alta fino alla fine grazie soprattutto al non visto. La violenza di Catherine emerge più attraverso i suoi dialoghi fortemente ambigui e i rapporti disfunzionali che attraverso ciò che viene mostrato direttamente, lasciando costantemente presagire qualcosa di maligno.
Allo stesso modo, la recitazione di Emmy Rossum lascia trasparire tutta l’impotenza di Alice davanti al male che cerca di combattere, soprattutto perché la donna viene continuamente messa in secondo piano da un ambiente fortemente maschilista, incapace di riconoscerne le capacità. È proprio in questo conflitto che Furious trova la formula per diventare un prodotto contemporaneo e interessante.
TANTO DRAMMA E SPRAZZI D’IRONIA
Non mancano ovviamente alcuni difetti, soprattutto in questo episodio pilota. La puntata tradisce spesso la volontà di arrivare direttamente al punto per non annoiare, pur dovendo presentare personaggi che meriterebbero una riflessione più approfondita.
Alcune intuizioni di Alice risultano quindi fin troppo fortuite, sebbene siano comprensibili all’interno del tentativo di accelerare i futuri incontri, e probabilmente gli scontri, tra lei e Catherine.
Nel complesso, però, si tratta di un ottimo incipit, capace di incuriosire e accompagnare lo spettatore direttamente verso gli episodi successivi, soprattutto grazie a un plot twist finale che apre una nuova fase dell’indagine di Alice.
Funziona anche il tono ironico che la serie si concede in alcune sequenze: ben riuscita la scena del “wurstel”, un po’ troppo esagerata quella del “consenso informato”. Non rimane che scoprire dove porterà questa caccia al gatto e al topo completamente al femminile targata Disney+.
THUMBS UP 👍
- Le interpretazioni di Emmy Rossum e Lola Petticrew
- La scena del wurstel e l'uso controllato dell'ironia nera
- Il confronto tra Alice e Catherine, entrambe ben caratterizzate
- La scena e il dialogo finale rilanciano efficacemente la storia
THUMBS DOWN 👎
- Alcune intuizioni e svolte risultano troppo fortuite
- La scena del consenso informato appare eccessivamente caricata






