
Penultimo episodio della serie supereroistica che più ha osato tradire il fumetto a cui si ispira, mantenendone allo stesso tempo lo spirito più profondo con una storia intensa e dolorosa.
Penultimo episodio della serie supereroistica che più ha osato tradire il fumetto a cui si ispira, mantenendone allo stesso tempo lo spirito più profondo con una storia intensa e dolorosa.
ESTENUANTE
Il tanto atteso episodio sulla backstory di Hal Jordan finalmente arriva e dura solo pochi minuti.
Questa scelta, molto coraggiosa, di dedicare così poco tempo si rivela vincente per come riesce a cogliere tutto quello che ancora non era stato messo a fuoco di Hal.
Come accennato, la storia non rispetta la biografia fumettistica delle Lanterne e non si ispira neanche a una storyline specifica. Lavora sull’essenza dei personaggi, sicuramente su quello che hanno mostrato durante tutti questi decenni di albi a fumetti.
Hal Jordan è uno dei più grandi eroi umani della DC. La sua storia è fatta di tante cose diverse, inclusa la degenerazione a seguito della disperazione.
La rivelazione della “dannazione depressiva” che affligge la sua famiglia, nella linea maschile, con annessa metafora sul trattenere fino all’esaurimento quella palla da baseball, aiuta a ribaltare la lettura della sua morte che in primis colpisce John, rendendo questo episodio uno dei più emotivi finora per la quantità di dimensioni di senso e di sentimenti che esplora con poche situazioni e dialoghi essenziali.
Non è possibile non giudicare il cinismo con cui Hal ha gestito i fatti del 2016, ma ora è evidente con quali demoni dovesse avere a che fare. Soprattutto, il suo attaccamento all’anello è anche una chiave di lettura diversa sul significato di essere una Lanterna.
Se John rappresenta lo spirito dell’abnegazione alla missione, Hal ha a che fare con la tenacia e l’inevitabilità del ruolo.
Hal ha perso tutto ancora prima di capire cosa volesse essere e questo dono, l’anello, rappresenta il suo modo di tenere duro nonostante rischi di crollare.
Chissà che la sua morte non sia legata proprio a questo crollo.
SINESTRO
Le apparizioni centellinate di questo personaggio hanno sempre rappresentato il controaltare etico e morale alle situazioni che di volta in volta si sono andate a ribaltare.
Sinestro rappresenta il potere della paura, non la sua assenza come per le Lanterne. Il suo colore è il giallo e il fatto che ricompaia sul pianeta devastato degli Antaan, morti di paura per volere dei Manhunter, la dice lunga su quali piani stiano giocando il trio di sceneggiatori/ideatori della serie: il percorso di John verso la sua incoronazione. Anche se non si sa verso quale direzione, Lanterna Verde o Gialla.
Tutto arriva a convergenza e a questo punto non interessa neanche tantissimo capire chi abbia ucciso Hal Jordan, ma a che livello tutti questi personaggi possano arrivare nel loro percorso di consapevolezza.
L’Hal-ogram di Jordan a un certo punto dichiara di essere diverso dall’ultimo Hal, non solo perché risalente a un periodo precedente, lasciando intendere che la corruzione di Hal lo abbia profondamente cambiato.
Rimane importante capire cosa sia successo negli ultimi 10 anni a lui e a Sinestro e come tutto questo incida su John.
KERRY E L’IDENTITÀ DELL’ULTIMO MANHUNTER
Il surrogato di Hal, oltre a offrire diversi siparietti di ogni genere (Kyle Chandler bravissimo) in questa serie, ci permette di passare al vaglio tanti personaggi e le loro intenzioni, soprattutto in relazione alla morte di Jordan.
La detective Kerry è la principale indiziata per più di una pista. Il fatto che, attraverso l’ologramma, si manifestino i tanti e celati sentimenti di Hal verso l’umanità che lo circonda offre un ulteriore piano di lettura delle sfaccettature e motivazioni della detective, del figlio di lei, di John e di Hal stesso.
Tutti fanno quello che sentono necessario e inevitabile fare secondo la loro più intima natura.
Uno spettacolo bello perché struggente, che rende questa serie meritevole di essere vista a prescindere dal fatto che si sia fan o meno dei fumetti (non che di per sé sia un difetto).
Il rischio di derubricarla a cosa da appassionati era alto, ma la bella scrittura le dà quel respiro adatto anche a chi non conosce nessun personaggio, cogliendone comunque l’essenza.
THUMBS UP 👍
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