
Il ritorno di Sean riaccende la nostalgia, mentre le nuove dinamiche del Sacro Cuore confermano la forza umana di Scrubs.
Scrubs ha costruito una parte importante della propria identità sulla coralità, con una narrazione capace di intrecciare i percorsi dei personaggi e di costruire storyline anche attorno a figure che raramente si trovano a interagire.
Nel corso degli anni sono nate interazioni improbabili, eppure rimaste vivide nella mente dei fan (Cox e l’Inserviente, Carla, Todd ed Elliot, JD e Hooch), ma anche coppie che rappresentano il vero e proprio fondamento della serie (Elliot e Carla, JD e Turk, Ted e Kelso).
In questa seconda stagione del revival — o, più precisamente, l’undicesima stagione della serie canonica — la formula rimane la stessa, pur con le dovute differenze.
In “My Ex’s Ex”, i personaggi si ritrovano a interagire anche con colleghi con cui, negli episodi precedenti, avevano condiviso poche scene, eppure le dinamiche continuano a funzionare. Viene, quindi, analizzata la vita di coppia di Carla e Turk, approfondito il personaggio di Blake, rimasto ai margini a inizio stagione e, soprattutto, avviene il ritorno di un character fondamentale nello Scrubs originale: Sean.
ORIGINAL SCRUBS
La ricomparsa del personaggio interpretato da Scott Foley (Sean) è sicuramente un momento che scalda il cuore a tutti gli storici fan dello show. Sean è stato un personaggio ricorrente e fondamentale per lo sviluppo e la crescita di Elliot, oltre che per le dinamiche del rapporto tra quest’ultima e J.D.
Il fatto che sia stato incoraggiato da John Dorian in persona a tornare nella vita della sua ex mostra come il passaggio all’età adulta del protagonista dello show sia effettivamente avvenuto. I due uomini si sono ovviamente confrontati e, grazie al chiarimento finale tra i character di Zach Braff e Sarah Chalke, ci si può finalmente rassicurare sul fatto che non ci sarà l’ennesimo ritorno di fiamma tra J.D. ed Elliot.
Per quest’ultima è importante aprire una parentesi a parte. La dottoressa Reid è uno dei personaggi più sfaccettati della serie: nevrotica, caparbia, insicura, ma anche audace nei suoi momenti di maggiore spessore. Eppure è spesso stata affiancata da una relazione, come se gli sceneggiatori facessero fatica a farla camminare con le proprie gambe.
Questo ritorno di fiamma risulta quindi essere una medaglia a due facce: da un lato fa piacere rivedere la sbadata e ansiosa Elliot, dall’altro sarebbe stato interessante vederla affrontare con maggiore serenità la sua vita da single. È stato comunque davvero divertente il suo incontro in caffetteria con l’ex fidanzato, con J.D., Carla e Charlie a commentare come le famose tre scimmiette sagge.
NEW SCRUBS
Non si può parlare di qualcosa di effettivamente nuovo quando si esplora il rapporto tra Turk e Carla; eppure, com’è normale che sia, viene approfondito in un modo più moderno e contemporaneo. La vita di coppia di vent’anni fa non può essere la stessa di oggi e, infatti, i due personaggi affrontano questo cambiamento fisiologico anche attraverso mezzi ormai convenzionali come la terapia di coppia. Questa piccola storyline risulta tuttavia un passo indietro per “Turkelton”, che nella scorsa stagione aveva dimostrato di essere maturato anche dal punto di vista familiare, prendendosi tutte le sue responsabilità.
Da segnalare è inoltre la prima vera interazione tra due personaggi che non si erano mai rapportati approfonditamente prima: Blake e Turk. Il primo, forte della sua gioventù, spiega a Turk tecniche moderne di manipolazione maschile come la weaponized incompetence (l’incompetenza strategica), un elemento che contribuisce ad ampliare l’approccio contemporaneo dello show.
Ma è la sottotrama dedicata alla specializzazione di Blake a riportare la serie nella sua comfort zone, riuscendo ad approfondire un personaggio che nei primi due episodi era stato messo da parte. La figura interpretata da David Gridley si rivela sì moderna e attuale, ma anche capace di un’empatia unica, fondamentale per i medici di cure palliative quando si rapportano con i propri pazienti. È proprio questo il punto di forza dell’episodio: il lato umano, l’ambito in cui Scrubs riesce a dare il massimo ed eccellere come sempre.
THUMBS UP 👍
- Il ritorno di Sean e il legame con la serie originale
- L’umanità della storyline di Blake
THUMBS DOWN 👎
- La regressione di Turk e le lacune nella continuità narrativa







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