ObsessionTEMPO DI LETTURA 5 min

22/05/2026

Obsession
Recensione FilmObsession Blumhouse Cinema

Obsession trasforma una storia d’amore impossibile in un horror psicologico disturbante e profondamente contemporaneo.

Sinossi

Bear è un ragazzo timido innamorato da anni della sua migliore amica Nikki, che non trova il coraggio di dichiararsi. Quando un misterioso oggetto capace di esaudire desideri gli permette di far sì che Nikki lo ami più di ogni altra cosa, quella che sembra una fantasia romantica si trasforma rapidamente in un incubo. L’ossessione della ragazza cresce infatti in modo sempre più inquietante, trascinando entrambi in una spirale di orrore psicologico, violenza e dipendenza emotiva.

Negli ultimi anni il cinema horror ha iniziato sempre più spesso a trasformare ansie contemporanee e dinamiche sociali reali in strumenti di terrore, abbandonando progressivamente i mostri tradizionali per concentrarsi su paure emotive, relazionali e psicologiche. Obsession, secondo lungometraggio del giovane regista Curry Barker, si inserisce perfettamente in questa tendenza, costruendo un horror che parla di desiderio, controllo e dipendenza affettiva con una cattiveria sorprendente. Quello che inizialmente sembra un racconto romantico dalle sfumature soprannaturali si trasforma infatti molto rapidamente in qualcosa di profondamente disturbante, capace di utilizzare la struttura del “be careful what you wish for” per raccontare l’ossessione sentimentale in una maniera estremamente contemporanea.

 I’ll be anything you want me to be.

Il film parte da una situazione apparentemente semplice e persino familiare. Bear, abbreviazione di Baron, lavora in un negozio di musica insieme alla sua amica d’infanzia Nikki, ragazza di cui è segretamente innamorato da anni. I due condividono amicizie, abitudini e una quotidianità ormai consolidata, ma Bear non riesce a trovare il coraggio di confessare ciò che prova, terrorizzato dall’idea di compromettere il loro rapporto.
Durante una serata apparentemente normale, il ragazzo acquista un misterioso oggetto chiamato One Wish Willow, una sorta di gadget esoterico capace di esaudire un desiderio. Spinto dalla frustrazione e dall’insicurezza, Bear esprime così il desiderio che Nikki possa amarlo più di qualsiasi altra cosa al mondo. Il desiderio si avvera. Ma non nel modo in cui lui immaginava.

UN HORROR CRINGE


La grande forza di Obsession risiede nella sua capacità di trasformare una fantasia romantica tossica in un’esperienza horror sempre più opprimente. Nikki cambia improvvisamente comportamento: diventa estremamente affettuosa, ossessivamente presente e totalmente dipendente da Bear. Inizialmente il protagonista vive questa trasformazione come la realizzazione di tutto ciò che aveva sempre desiderato, ma molto presto emergono dettagli inquietanti.
La ragazza non sembra più davvero sé stessa, il suo sguardo appare vuoto, i suoi comportamenti diventano instabili e imprevedibili, e in alcuni momenti sembra quasi intrappolata in una realtà diversa da quella che la circonda. Progressivamente il film costruisce una tensione sempre più disturbante, non tanto attraverso jumpscare tradizionali, quanto grazie a una continua sensazione di disagio emotivo e sociale.
Ed è proprio questo a rendere Obsession così efficace. L’orrore nasce dal cringe, dall’imbarazzo, dalla percezione costante che qualcosa stia degenerando irrimediabilmente sotto gli occhi dello spettatore. Curry Barker sfrutta perfettamente il proprio background nella comicità online, costruendo molte scene come situazioni quotidiane che si deformano lentamente fino a diventare insostenibili. Alcuni dialoghi risultano quasi divertenti nella loro assurdità, salvo poi trasformarsi improvvisamente in momenti di puro orrore psicologico, e questa alternanza continua tra ironia e tensione destabilizza costantemente lo spettatore, creando un’esperienza emotivamente estenuante.

I MOSTRI SONO PERSONE NORMALI


Uno degli aspetti più interessanti del film riguarda la costruzione del protagonista. Bear non viene mai presentato come un villain tradizionale o il classico “mostro”, ma come una persona comune, profondamente insicura e incapace di affrontare apertamente le proprie emozioni. Ed è proprio questo a rendere il personaggio così disturbante.
Il film lavora infatti su una forma di egoismo emotivo estremamente contemporanea, legata all’idea tossica che l’amore possa essere ottenuto, meritato o addirittura controllato. Bear non accetta il rischio del rifiuto e sceglie invece una scorciatoia che annulla completamente la volontà della persona che dice di amare.
La cosa più crudele è che il film costringe continuamente lo spettatore a osservare la vicenda dal suo punto di vista, seguendo il suo lento crollo psicologico mentre tutto precipita fuori controllo. Obsession non cerca mai davvero di giustificare le sue azioni, ma neppure lo trasforma in una caricatura malvagia; al contrario, lo rappresenta come una persona normale che prende una decisione egoista senza comprenderne fino in fondo le conseguenze, ed è proprio questa normalità a rendere il film così scomodo. La storia sembra quasi chiedere continuamente allo spettatore quanto sia facile oltrepassare certi limiti emotivi quando il desiderio personale diventa più importante dell’autonomia altrui.

VIOLENZA, BODY HORROR E ALIENAZIONE


Se Michael Johnston riesce a rendere Bear irritante, fragile e pateticamente umano, è però Inde Navarrette a sostenere il peso emotivo più complesso dell’intero film. L’attrice riesce infatti a oscillare continuamente tra dolcezza, inquietudine, vulnerabilità e puro terrore, trasformando gradualmente il personaggio in qualcosa di sempre più disturbante senza mai perdere completamente la componente umana. Il film evita intelligentemente di trasformarla in una semplice “ragazza posseduta”, lasciando invece emergere continuamente la sensazione che all’interno di quella figura ossessiva esista ancora una persona intrappolata e disperata.
Dal punto di vista visivo, il film alterna una messa in scena estremamente quotidiana a improvvise esplosioni di violenza brutale e body horror. Barker dimostra una notevole capacità nel gestire il ritmo, evitando quasi completamente gli spaventi facili e preferendo invece una costruzione lenta e progressiva dell’angoscia. In questo senso Obsession richiama opere come Possession di Andrzej Żuławski, The Killing Of A Sacred Deer di Yorgos Lanthimos o alcune atmosfere dell’horror giapponese contemporaneo, soprattutto nella capacità di trasformare comportamenti umani apparentemente normali in qualcosa di profondamente alienante.

Scheda film
Titolo originaleObsession
RegiaCurry Barker
SceneggiaturaCurry Barker
InterpretiMichael Johnston, Inde Navarrette, Cooper Tomlinson, Megan Lawless, Andy Richter
Distribuzione / PiattaformaUniversal Pictures
Durata109′
OrigineStati Uniti, 2025
Data di uscita05/09/2025 (TIFF), 14/05/2026 (Italia)

Il giudizio di Recenserie

THANK THEM ALL

Più che un semplice horror romantico, Obsession si rivela un’opera sorprendentemente efficace e stratificata, una tragedia sull’egoismo emotivo, sulla paura del rifiuto e sul desiderio tossico di possedere qualcuno invece di amarlo davvero, capace proprio per questo di lasciare un segno profondo.

Valutazione finale: KILL THEM ALL
Valutazione finale: BURN THEM ALL
Valutazione finale: SLAP THEM ALL
Valutazione finale: SAVE THEM ALL
Valutazione finale: THANK THEM ALL
Valutazione finale: BLESS THEM ALL

Fabrizio Paolino

Fabrizio è un autore di Recenserie, giornalista freelance e teledipendente cronico. Ventinovenne oramai da qualche anno, entra in Recenserie perché gli andava. Ama definirsi con queste due parole: bello. Non ha ancora accettato il fatto che Scrubs sia finito e lo guarda in loop da più di dieci anni.

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