| Elphaba, la futura Strega Malvagia dell’Ovest è in relazione con Glinda, la Strega Buona del Nord. Il secondo di un adattamento cinematografico in due parti del musical di Broadway. |
Giunge finalmente in sala, a circa un anno di distanza dal primo capitolo, anche l’adattamento del secondo atto del famosissimo musical scritto da Stephen Schwartz e Winnie Holzman, qui presenti in veste di compositore e sceneggiatrice. Musical che a sua volta è un adattamento di un libro omonimo, nato dalla penna di Gregory Maguire e facente parte di una vera e propria saga di libri, tutti partenti dal romanzo “revisionista” in questione, che ri-narra la vita di Elphaba Thropp, meglio nota da tutti come la Strega Malvagia dell’Ovest.
Il progetto di Universal è stato senz’altro ambizioso, nel portare in scena un musical che ha fatto la storia di Broadway e del West End, rispettando l’opera originale a tal punto da suddividere il film in due parti così come gli atti teatrali. Una production value da kolossal messa in mano al regista Jon M. Chu, noto al grande pubblico per pellicole come Step Up 3D e Now You See Me 2. Insomma: tutto apparecchiato per il disastro in casa Universal, e invece la scommessa si rivela vinta, consegnando al cinema la storia della Strega Malvagia nella versione migliore possibile, con due ottimi film chiudendo in crescendo.
They need someone to be wicked, so that you can be good.
UN ALTRO RITMO
Mentre la prima parte doveva mettere in piedi la storia, partendo anche da molto lontano, e quindi introducendo tutta una sequela di personaggi che andranno a comporre il variopinto cast di Wicked, questa seconda parte inizia subito mettendo la quarta. Non c’è bisogno di presentare nessun’altro, Elphaba è già la Strega Malvagia nota a tutti da Il Mago di Oz, e quindi si può premere sull’acceleratore, rispecchiando chiaramente anche la narrativa dell’opera di partenza.
Il tono è sicuramente più cupo, dato che il complotto del Mago è già stato svelato agli occhi dello spettatore, che non ha più necessità di vedere Oz come il posto incantato che vogliono far credere. Anzi, ci si aspetta che lo spettatore sia anche intelligente nel riconoscere quando “buono” e “cattivo” spesso sono utilizzati come etichette della propaganda, e non come meri aggettivi, trasfigurando anche il significato di canzoni già note e cantate nella prima parte. Questa seconda parte è un prosieguo che allo stesso tempo rielabora sé stessa, consegnando allo spettatore molto più della superficie che si presenta.
SOTTO UNA LUCE DIVERSA
Wicked è sorprendentemente (per coloro che non conoscevano già il musical) un’opera profondamente stratificata, che si presta a letture da più livelli possibili. In più è anche infarcito di temi e messaggi da mandare, riuscendo nel suo essere un film destinato al grande pubblico per insegnare qualcosa. Così come Il Mago di Oz rappresentava all’epoca un film per certi versi “pedagogico”, Wicked sceglie di andare oltre, rendendo banale il messaggio portato da Dorothy e dal Mago di Oz per superarlo con un qualcosa di ancor più grande, relativo a concetti essenziali come il bene e il male.
C’è spazio anche per la satira sociale, le strizzate d’orecchio alle opere di Orwell e così via ognuno potrebbe vederci tanto altro, ed è proprio questa la grandezza di questi due film, che riescono ad essere così universali, aggrappandosi ad una storia entrata nell’immaginario collettivo come quella del Mago di Oz, per trasmettere qualcosa di proprio, comunicando senza difficoltà al grande pubblico. Anche grazie ad un linguaggio universale come la musica.
LODE AI MUSICAL
Le canzoni di Wicked hanno tantissimi fan sparsi per il mondo, così come anche in Italia, e per questo si ringrazia la distribuzione italiana di Universal, nell’aver saputo ascoltare le critiche relative al primo film, scegliendo stavolta di non tradurre i momenti musicali. Il musical è quanto di più “cinema” possa offrire la Settima Arte, mettendo insieme visivo e sonoro mescolandoli attraverso altre due arti come il canto e la danza raggiungendo – quando tutto è ben miscelato – un mix esplosivo che solo questo genere sa offrire.
Ne sa qualcosa anche l’Academy, che già ha tenuto ben in considerazione il primo film agli scorsi Oscar, premiando solo i costumi e le clamorose scenografie. Vedendo la portata ancor maggiore raggiunta dalla qualità di questa seconda parte, verrebbe da pensare che quindi automaticamente ci sarà un’ottima considerazione stavolta, magari scegliendo anche di premiare una delle due protagoniste, che reggono l’intero film sulle loro spalle, dato che non vi è forse una scena senza una di loro due. Ariana Grande e Cynthia Erivo hanno una chimica su schermo tangibile e toccante, tutelata da un libretto fatto per costruirla, e che le due interpreti hanno saputo interiorizzare per restituire allo spettatore il cento per cento della potenzialità dell’opera.
Sebbene fosse opinione comune che il secondo atto teatrale di Wicked sia meno potente del primo, Wicked – Parte 2 è uno di quei rari casi di film che riesce a bissare il suo predecessore, che rappresentava già un ottimo punto di partenza. Jon M. Chu si è scrollato di dosso tutte le etichette imposte dalla sua carriera pregressa, sfornando due kolossal dal valore produttivo di prim’ordine. Cynthia Erivo e Ariana Grande si consacrano in una performance for the ages, regalando al grande pubblico due ruoli, quelli di Glinda ed Elphaba, che sono già diventati dei classici del cinema.
| TITOLO ORIGINALE: Wicked: For Good REGIA: Jon M. Chu SCENEGGIATURA: Winnie Holzman, Dana Fox INTERPRETI: Cynthia Erivo, Ariana Grande, Jonathan Bailey, Ethan Slater, Michelle Yeoh, Jeff Goldblum DISTRIBUZIONE: Universal Pictures International Italy DURATA: 138′ ORIGINE: USA, 2025 DATA DI USCITA: 21/11/2025 |
