Grey’s Anatomy 22×11 – (If You Want It) Do It YourselfTEMPO DI LETTURA 3 min

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Grey's Anatomy 22x11 recensioneGrey’s Anatomy torna nuovamente in onda dopo l’ennesima breve pausa invernale di questa stagione. Un ritorno che però non riesce ad interessare nessuno e questa volta il disinteresse non ha a che fare con l’ormai scarsa qualità della serie.
La scorsa settimana è stata caratterizzata da una di quelle tragedie che esulano dallo show in sé, ma che per i fan di lunga data crea un unico grande dolore che unisce la persona con il ricordo del suo indimenticabile personaggio. La morte di Eric Dane, avvenuta il 19 febbraio a seguito della malattia (ironia del destino, esattamente 20 anni dopo il suo esordio in Grey’s Anatomy avvenuto il 19 febbraio 2006), colpisce in maniera potente lasciando gli spettatori in uno sconforto umano reale che va oltre il semplice legame con il personaggio di Mark Sloan. Eppure, per chi è cresciuto guardando Eric Dane interpretare McSteamy il ricordo va inevitabilmente alle prime stagioni di Grey’s Anatomy, quando il suo arrivo non ha fatto altro che alzare il livello dello show della ABC.
Per i suoi fan rimarrà sempre il ricordo sullo schermo e quella nostalgia che da adesso in poi sarà costellata da dispiacere durante ogni rewatch.

LOOP INFINITO


Come detto, l’interesse per la puntata in sé scema inesorabilmente quando, adesso più che mai, nella mente continuano a tornare le immagini delle stagioni passate.
Ma nostalgia a parte, questo undicesimo episodio non lascia comunque abbastanza materiale di cui discutere.
C’è il divorzio di Owen e Teddy che sarebbe un’ottima notizia se non fosse per il timore che storyline ben peggiori per loro potrebbero essere all’orizzonte. C’è poi l’ennesimo nuovo personaggio che sembra arrivare giusto per creare un legame con Amelia. Ed è qui che, invece, ci sarebbe da commentare in abbondanza.
Lungi da declinare qualsiasi proposta di storyline per personaggi che ormai da anni non fanno altro che camminare nei corridoi del Grey-Sloan, ma anche qui servirebbe un certo criterio narrativo nel farlo. Nelle ultime stagioni, si è perso il conto delle mini trame romantiche che si sono affibbiate ad Amelia, da Owen e Link, che almeno sono durate abbastanza, ad altre appena accennate e poi completamente scomparse senza lasciare traccia. L’ultima in ordine di tempo, quella con Monica Beltran scomparsa poi in modo tragico nella scorsa season premiere. Il punto, però, è che tutte queste storie restano meri accenni, senza dare alcuna profondità narrativa alle trame e ai personaggi stessi, lasciando dietro di sé un racconto vuoto sia dal punto di vista della storia che del peso emotivo.

SPECIALIZZANDI BLOCCATI


Ma oltre ai personaggi di lunga data, non va meglio neanche ai nuovi (e vecchi) specializzandi. La gestione di due di loro, infatti, continua a lasciar desiderare.
Il primo è Ben, un character reinventato mille volte nello show, ma che adesso continua a riproporsi con quel carattere fastidiosamente indiscreto soprattutto quando si tratta di “ammaliare” i superiori. Un modo di fare che forse sarebbe più accettabile da specializzandi più giovani e non da chi ha già tre carriere diverse alle spalle e dovrebbe magari avere una concezione più chiara della professione e del modo di approcciarsi.
Allo stesso modo, non va meglio con Adams la cui emotività esagerata interferisce sempre con la sua crescita professionale. Un elemento più accettabile rispetto alla situazione di Ben, data la giovane età di Lucas, ma che dopo intere stagioni ripetitive comincia a stancare più per la mancanza di crescita del personaggio che per l’assenza di nuove idee degli autori. A quelle ormai si è abituati.

 

THUMBS UP 👍THUMBS DOWN 👎
  • Episodio dedicato ad Eric Dane
  • Seppur appena accennato, il discorso sul congelamento degli ovuli è un tema sensibile da approfondire 
  • Teddy e Owen liberi: quale futuro per loro?
  • Amelia con l’ennesima apertura romantica: quanto durerà questa volta?
  • Il personaggio di Adams perennemente bloccato dai soliti sbagli 

 

Il valore vero della puntata arriva nel finale, con il ricordo di Eric Dane. Sulle note di Chasing Cars si susseguono alcune delle scene più iconiche di Mark Sloan che lasciano anche un messaggio profondo. Una dedica sentita da tutti.

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Sara Moro

Nata con la passione per telefilm e libri, cresciuta con quella per la scrittura. Unirle è sembrata la cosa più naturale. Allegra e socievole finché non trova qualcosa fuori posto, il disordine non è infatti contemplato.
Tra una mania e l'altra, si fa carico di un'estenuante sensibilità che la porta a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”.

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