Narcos 3×09 – Todos Los Hombres Del PresidenteTEMPO DI LETTURA 3 min

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Se c’è una cosa di cui si può colpevolizzare Narcos (anche nelle prime due stagioni) questa è l’assenza della concezione di tempo. La mancanza di una componente temporale che permetta allo spettatore di capire quanto tempo intercorre tra un evento ed un altro è una scelta voluta dagli sceneggiatori, ma è un qualcosa che poteva essere tranquillamente evitato. Quanti giorni passano tra “Convivir” e “Todos Los Hombres Del Presidente”? Probabilmente solo uno o due, o forse molti di più, rimane il fatto che, fatta eccezione per alcuni eventi noti di cui si può andare a ricercare una cronologia, tutto il resto rimane totalmente indefinito.
Si parte da questa considerazione perchè, all’alba del season finale, la percezione del tempo ricopre un ruolo di primo piano sia nell’evoluzione caratteriale di alcuni personaggi (vedasi Miguel e Jorge), sia nella percezione degli eventi. Il comportamento di Miguel, ora pienamente nel ruolo del boss pronto a sacrificare tutto per la propria libertà, si pone in netta contrapposizione con la prima apparizione del personaggio che esternava una certa timidezza e reverenza per il fratello maggiore; se è apprezzabile constatare il cambiamento, un po’ più difficile è contestualizzare il tutto in un’ottica temporale che ne giustifichi l’improvvisa crudeltà. Lo stesso discorso si potrebbe fare anche per Jorge, ora armato nonostante la sua etica, ma il suo personaggio è stato maggiormente approfondito quindi la componente temporale passa in secondo piano in funzione degli eventi che si sono susseguiti.
È però nuovamente il tempo a ritornare soggetto di discussione in “Todos Los Hombres Del Presidente” quando un Peña, ormai deposto, si trova a dover fare il passaggio di consegne al governo colombiano entro le 5 di pomeriggio. Ecco quindi che, armonicamente con il volere (ed il potere) degli sceneggiatori, il tempo si comprime e si espande per facilitare la narrazione. E lo stesso discorso si potrebbe fare anche per gli spostamenti geografici vista l’assenza di punti di riferimento.

Peña: We never had a chance.

Tralasciando la diatriba temporale/geografica e saltando a piè pari tutti i complimenti per l’ottima regia che ha reso il pubblico protagonista dell’attacco a Miguel, non rimane che parlare della verità svelata a Peña: niente è bianco o nero, tutto è estremamente grigio e pieno di sfumature. La cattura di Miguel, che sulla carta rappresenta una grande vittoria, dall’altra si rivela essere inutile, o se non altro non così utile e importante come si poteva immaginare. Il Cartello di Cali, pur con le sue divergenze interne e le sue faide esterne, è e rimane con le mani in pasta nel governo, il tutto con buona complicità degli USA che nel presidente colombiano vedono un alleato che più di tanto male non può fare. Sapere che il Ministro Botero è in combutta con il Cartello di Cali può sorprendere ma sapere che l’ecosistema politico è compromesso è ben altra cosa. Ed è un grosso problema per persone come Peña che credono in un mondo bianco e nero in cui questo genere di cose non esistono. Eliminare Miguel Rodriguez si rivela essere l’equivalente di un cerotto sopra una pugnalata: non potrà mai fermare l’emorragia. Ma se l’intero sistema è corrotto ha ancora senso lottare per estirpare il narcotraffico? Una buona domanda a cui Peña dovrà rispondere.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Colpo di scena sul governo colombiano
  • Finale dolceamaro per Peña
  • Ottima regia
  • Ritmo incalzante
  • Percezione del tempo discutibile

 

Uno dei migliori episodi di questa stagione di Narcos, il tutto senza rinunciare a colpi di scena o eventi importanti prima del season finale. Touchè.

 

Convivir 3×08 ND milioni – ND rating
Todos Los Hombres Del Presidente 3×09 ND milioni – ND rating

 

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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