Designated Survivor 2×10 – Line Of FireTEMPO DI LETTURA 4 min

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“Ula nigna tagnafuoco”

Esercizio d’allenamento: prendete gli ultimi minuti di questa puntata ed eliminateli, come se non fossero mai nemmeno stati concepiti. Cosa rimane? Quello che rimane è una puntata scarna, vuota e totalmente inadatta a ricoprire il ruolo di winter finale. Semplicemente.
Il perché è presto detto, ma va articolato e presentato con un minimo di ordine.
La trama della stagione vedeva essere presa di mira la First Lady, piuttosto che il Presidente ed il che potrebbe risultare anche un buon modo per tenere le acque agitate se si considera che il povero Tom ha passato una intera prima stagione a lottare contro tutti cercando di far valere se stesso ed il ruolo che si è trovato forzatamente a ricoprire. Tuttavia le diatribe legali e giudiziarie relative a fatti accaduti ormai trent’anni nel passato allontanano il carattere seriale di Designated Survivor (da drama con azione a legal drama fatto davvero davvero male) dalla sua vera essenza. Il tutto, quindi, porta ad uno snaturamento coatto della storia che non sa effettivamente più che pesci pigliare: per rimpolpare un attimo la storia gli sceneggiatori hanno deciso bene di far litigare Tom e Alex quando ormai la vicenda giudiziaria era verso la conclusione, senza contare che alcuni episodi fa era ricomparso anche il figlio giusto per non farsi mancare nulla per quanto concerne l’aspetto famigliare.

“Mrs. Morgan, I consider myself to be an honest man. And as a person, I understand your conflict. But as a parent, I completely disagree with what you’ve chosen to do. I don’t believe that religious text is some inflexible doctrine. I think of it more as a guideline. But if you ask me a question, I will tell you the truth as I know it. And when I give you my word, I give you my word.”

Per quanto questo cambio di “obbiettivo” rappresenti una buona scelta, come si diceva in precedenza, la sua esecuzione lascia totalmente a desiderare, specialmente perché lo sviluppo della trama è proceduto a singhiozzi e tentennamenti vari senza una reale e continua linea narrativa alla quale poter fare affidamento. Tom, dal canto suo, ha avuto modo di accrescere la propria figura di Il Presidente Degli USA Più Buono Del Mondo, riuscendo a fare la morale pure a fantomatici paesi che spendono troppo in armamenti: quando si dice che il bue dà del cornuto all’asino. In questa puntata affronta l’ennesima problematica sociale (con apporto pressoché nullo da parte dei suoi vari consiglieri), riuscendo a giostrarsi attorno all’ennesima questione spinosa che questa volta verteva sulla religione e sulla libertà d’espressione. Tuttavia, giusto per non essere additati di razzismo ma per mantenere la linea di politically correct consueta, la religione in esame era quella cristiana (una setta con particolari pensieri abbastanza estremi), non sia mai che si sfoci in qualche controversia con il proprio pubblico.
Messa da parte questa corposa parte di storia rimane ben poco, se si esclude la nuova coppia Emily-Seth; Hannah e la sua nuova fiamma, che si scopre essere un doppiogiochista (chi mai lo avrebbe detto), alla ricerca di prove per poter scagionare la First Lady. Un compito totalmente inutile, dal momento che Alex stessa con la propria difesa abbatte il direttore dell’FBI e le sue domande: a conti fatti la metà del minutaggio relativo ad Hannah ed alle sue ricerche, in questa prima parte della seconda stagione, rappresenta carta straccia di notevole irrilevanza. Saranno felici gli spettatori di aver perso tempo a vedere scene su scene completamente inutili ai fini della trama.
Ovviamente il cliffhanger finale è una mossa di gran classe e di pregevole fattura che lascia, nuovamente come l’anno passato, la strada aperta a più orizzonti. Emblematica la scena di Tom disperato ed in ginocchio a terra: ricorda lo spettatore che auspicava una seconda stagione di Designated Survivor quanto meno sui livelli della prima. E invece la delusione è sempre dietro l’angolo, un po’ come la morte in questo puntata.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Cliffhanger
  • La scena conclusiva con Tom in ginocchio: per quanto si possa scherzare e criticare la serie, tanto di cappello sempre e comunque a Kiefer Sutherland
  • L’intera puntata

 

Ci si rivede a febbraio. Sperando che l’intrattenimento sia leggermente migliorato nel mentre.

 

Three Letter Day 2×09  3.91 milioni – 0.7 rating
Line Of Fire 2×10 4.39 milioni – 0.8 rating

 

 

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv, film e lettore appassionato di libri e manga. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di Recenserie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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