Marvel’s The Punisher 1×07 – CrosshairsTEMPO DI LETTURA 4 min

in Marvel's The Punisher/Recensioni by
Billy Russo: Relax. Nobody’s listening.
(per la rubrica de La Settimana Enigmistica “le ultime parole famose”)

 

La trama di the Punisher diventa sempre più chiara e lineare. Forse anche troppo. “Crosshairs” è un espisodio che scivola via abbastanza velocemente nonostante i suoi 50 minuti abbondanti. Questo perchè non viene lasciata nessuna pausa narrativa allo spettatore, nemmeno in quelle che dovrebbero essere considerate tali. Una su tutte il dialogo tra il reduce dei marines Lewis Walcott e il padre di fronte al video della famosa Rumble In The Jungle del 1974. Nonostante questa appaia come una “pausa” tra le due stroyline principali dell’episodio, in realtà è solo una preparazione per quello che avverrà dopo: la rivelazione che Lewis sta preparando qualcosa di grande e pericoloso (che si scoprirà evidentemente solo negli episodi successivi).
Nel frattempo la puntata ruota attorno al piano di Frank e Micro di intrufolarsi all’interno dell’US Army alla ricerca di Morty e delle informazioni che possiede. Senza sapere ovviamente che tutto questo è, a sua volta, una trappola del duo Russo-Rawlins, da qui in poi i cattivi ufficiali di stagione.
Villains machiavellici e dal passato semi-oscuro, in qualche modo tormentati essi stessi, si rifanno a una tradizione di cattivi marvelliani di un certo tipo. Sono, a tutti gli effetti, eredi del Kingpin di Vincent D’Onofrio e, come lui, possiedono carisma e parecchie sfumature tra bene e male. In particolare Billy Russo è sempre in bilico tra l’amicizia con Frank ed il rapporto (forse sincero) che ha instaurato con Madani ed i comuni interessi/segreti che lo legano a Rawlins e alla loro missione rendendolo così il personaggio più bastardo di tutti, per alcuni aspetti, e quello forse più tormentato, per altri.
Fa piacere vedere come la tradizione dei villains marvelliani venga rispettata anche in questa serie tv poiché è sicuramente questo aspetto ad aggiungere una qualità intrinseca alle vicende narrate.
Dal punto di vista dei “buoni” nonostante alcune tensioni all’interno del duo, si può dire che l’amicizia tra Frank e Micro si stia cementificando così come la fiducia tra questi due personaggi, con un ruolo sempre più preponderante del secondo che finalmente tira fuori le palle riesce ad avere una parte più attiva nelle operazioni. Cosa che, invece, non fanno i due segugi della Homeland, Madani e Stein, ancora troppo impotenti e senza un obiettivo preciso, il che rende difficile riuscire ad empatizzare con loro. Si aggiunga, a queste considerazioni, il fatto che il rapporto tra i due sia sempre lunatico: in continua competizione tra loro oppure in una complicità che lascia supporre ci sia qualcosa tra loro (l’acidità di Stein nei confronti di Russo nasconde forse una gelosia nascosta?). Anche capendo finalmente che qualcuno li sta spiando (cosa di cui potevano accorgersi prima) riescono comunque a non combinare nulla togliendo minuti alle vicende veramente importanti.
Da segnalare, infine, come molto spesso le azioni di questi protagonisti positivi (compreso il duo Castle-Micro) siano spesso molto intuibili e prevedibili. La narrazione lascia parecchi input e tracce per capire come si evolveranno a breve le storie togliendo completamente l’effetto-sorpresa, cosa che può risultare banale. Come gli scrupoli di Frank nell’ammazzare il soldato di guardia, preannunciati da un what if evidente nel dialogo precedente con Micro.
In generale, dunque, a farla da padroni sono soprattutto i villain al termine di queste prime sette puntate di The Punisher, mentre i “buoni” ancora devono mostrare tutto il loro potenziale. C’è di buono che la puntata mostra finalmente scene action degne di questo nome e sicuramente non annoia, il che fa ben sperare per il resto della stagione.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Russo e Rawlins best villains di sempre
  • Assalto alla base militare
  • Dialogo Lewis-padre sulla boxe
  • Cliffhanger finale
  • Prevedibilità delle azioni dei protagonisti
  • Accoppiata Madani-Stein come i carabinieri delle barzellette
  • Scrupoli di Frank Castle fuori luogo in questo caso

 

Puntata che rimette in discussione molte cose e fa luce su altre, per un totale di 50 minuti di pura azione. Russo si rivela finalmente per quello che è: il più bastardo di tutti, il duo Castle-Micro tenta disperatamente di entrare all’interno di una base militare, la coppia di poliziotti si rivela sempre più imbecille. La solita tranquilla giornata newyorkese insomma.

 

The Judas Goat 1×06 ND milioni – ND rating
Crosshairs 1×07 ND milioni – ND rating

 

 

Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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