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Marvel’s The Punisher 2×13 – The WhirlwindTEMPO DI LETTURA 3 min

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Fine. Forse per sempre. E non ci sarebbe nemmeno tanto di cui lamentarsi visto il modo esemplare con cui Steve Lightfoot chiude il sipario dello show. Poco importa infatti se ci sarà o meno una 3° stagione (anche se gli ultimi indizi stando a visualizzazioni e commenti non sarebbero dei più rosei), rimane il fatto che allo stato attuale delle cose, con i personaggi tutti impostati verso tragitti diametralmente opposti, la conclusione data con “The Whirlwind” è pressochè esemplare nel caso in cui ci fosse spazio a sorpresa per un rinnovo. Niente di cui lamentarsi da questo punto di vista.

Billy:Of course it’s you. I should have known. If I’m gonna be with somebody, I’m I’m happy that it’s you. Frank whatever I’ve done, I’m…

Ci si può lamentare invece dal punto di vista della trama, ed i motivi sono molteplici.
Come già ampiamente spiegato nell’esemplare recensione della scorsa “Collision Course“, tutti i pronostici relativi alla fusione delle due trame orizzontali sono andate in frantumi, con una conseguente andatura parallela (non malvagia, ma comunque evitabile) delle storyline fino allo scoccare del finale. Una scelta molto audace da una parte, in quanto mantiene un realismo che difficilmente si può trovare (in genere c’è sempre un qualche collegamento forzato tra personaggi apparentemente inconciliabili in film o telefilm), dall’altra parte invece questa gestione ha portato ad una settorialità negativa con una progressiva perdita d’importanza di Billy ed una sostanziale assenza di resa dei conti con Frank, vero grande problema di questo episodio.
Il faccia a faccia tra i due ex commilitoni si consuma tanto velocemente quanto forzatamente, con un breve monologo ed una secca esecuzione che dimostra la poca attenzione al dettaglio di Lightfoot. Si può serenamente capire l’odio di Frank e l’assenza di dialogo ma non si può tollerare lo svilimento di quella che doveva essere la storyline principale e che invece è finita per diventare semplicemente una storia parallela che ha perso importanza con il progredire degli episodi. Specialmente a partire da “The Dark Hearts Of Men“.

Punisher:How’d you find me, Madani?
Madani:I’m with the CIA now, Frank. I can find anything.
Punisher:What do you want?
Madani:I’ve got a very bad man with a target on his back. Needs a good man to take the shot.
Punisher:So what happened? Get sick of reading people their rights?
Madani:I guess I spent too much time with you, huh? We need good people here to get things done. And let’s face it when it comes to this stuff you’re the best. I’m offering you a job, Castle.
Punisher:I already got a job, Madani. You take care.

Niente di cui lamentarsi invece per quanto riguardo lo scontro, atteso quanto quello con Billy, tra Frank e John. Si respira il rispetto tra due uomini che si scoprono in qualche modo pedine di un progetto più grande ma anche estremamente simili tra di loro. Non a caso infatti il finale li vede riconciliarsi in una vendetta di più ampio respiro. Le scene riguardanti il combattimento sono l’apice dell’episodio, ma è encomiabile anche il momento in cui si consuma la vendetta nei confronti dei genitori del senatore, specie perché una tale crudezza fin troppo spesso è stata emancipata per lasciar spazio ad una buona dose di buonismo, non affine ad una serie con il Punitore protagonista.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Combattimento tra John e Frank veramente ben fatto
  • Scena finale in cui ritorna, per forza di cose, l’outfit da Punitore
  • Addio alla stazione degli autobus molto sentito
  • Finale tutto sommato soddisfacente sia che la serie venga rinnovata, sia nel caso dovesse venire cancellata
  • Niente resa dei conti tra Frank e Billy. La breve scena non può bastare a ripagare due stagioni di diaspora
  • Trama orizzontale di Bily totalmente vanificata

 

Un finale più che soddisfacente ma che comunque enfatizza alcuni difetti della stagione, specialmente per quanto riguarda la gestione della trama “Billy Russo”. Si poteva fare meglio ma ci si può comunque definire soddisfatti. Se Netflix cancellerà la serie non si piangerà ma non si festeggerà nemmeno.

 

Collision Course 2×12 ND milioni – ND rating
The Whirlwind 2×13 ND milioni – ND rating

Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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