Film presentato in anteprima alla 76ª Berlinale 
| Ai tempi del suo massimo splendore, le abilità finemente affinate e l’infallibile fiuto da strada del borseggiatore esperto Harry Lehman (John Turturro) lo rendevano un vero maestro del mestiere. Ora, vicino ai 70 anni, vive in una New York profondamente cambiata visto che il cittadino medio non porta più con sé grosse somme di contanti né indossa orologi costosi. Poi, durante uno dei suoi giri notturni, senza rendersene conto, ruba una preziosa chiavetta USB a un ricco ragazzo amante delle feste. Sfortunatamente, la sua vittima si rivela essere Dylan Diamond (Will Price), l’erede designato di una spietata famiglia criminale, pronta a tutto pur di riprendersi ciò che le appartiene. |
Il noir non è più il genere dominante di un tempo. Non riempie le sale, non detta tendenze, non è “cool”. Eppure ogni tanto riemerge dalle ombre per ricordare che non è morto, è semplicemente in attesa del momento giusto. The Only Living Pickpocket In New York è uno di quei ritorni inattesi che, con eleganza e malinconia, dimostrano quanto il noir possa ancora funzionare.
Presentato in anteprima mondiale alla Berlinale, il film è scritto e diretto da Noah Segan, più noto come attore che come regista. Questa è la sua terza prova dietro la macchina da presa (le altre due non sono state dei successi), e si sente che è un progetto personale, quasi intimo. Non c’è volontà di modernizzare il genere o di reinventarlo: Segan lo abbraccia, lo rispetta e ci gioca con consapevolezza.
You must be smart if you have been doing this jor for all this time.
Al centro di tutto c’è John Turturro (Severance) e basta questo per capire buona parte del valore del film dato che è sempre molto attento a quello che fa.
Il suo lungo cappotto scuro, destinato a diventare un piccolo elemento iconico della pellicola, è quasi un’estensione del personaggio. Harry, il protagonista, è un borseggiatore di lunga data, un uomo abituato a muoversi ai margini, a vivere nell’ombra di una New York malinconica e quasi fuori dal tempo. Ha una moglie in stato quasi vegetativo, una vita sospesa, un’esistenza fatta di silenzi e rituali. E poi commette l’errore fatale: ruba al figlio di una potentissima famiglia criminale della città.
Il noir classico insegna che ogni piccolo gesto può innescare una catena di conseguenze irreversibili. Qui accade esattamente questo.
Can I borrow your phone for a call?
Turturro è il film: le battute sono poche, misurate, la recitazione è fatta di sguardi, di movimenti minimi, di posture. È un’interpretazione che lavora per sottrazione, coerente con il DNA del genere. Harry non è un eroe, non è un anti-eroe che vive nel sottobosco di New York City. È un uomo solo, incastrato in un mondo che conosce fin troppo bene e Turturro si diverte visibilmente nel costruire questa figura malinconica, quasi crepuscolare.
Segan, dal canto suo, sceglie una struttura narrativa che gioca con il tempo e con le informazioni. Alcuni eventi accadono fuori campo e vengono rivelati in maniera temporalmente sfasata, creando piccoli shock narrativi. Non è una strategia innovativa, ma è perfettamente funzionale al noir, dove la percezione conta più dell’azione esplicita. Il pubblico viene tenuto leggermente fuori asse, e questo genera tensione senza bisogno di grandi colpi di scena.
La sensazione è quella di essere catapultati in un film degli anni ’80 o ’90, ma nel senso migliore del termine. Non c’è nostalgia sterile, c’è un’atmosfera. Una New York sporca, notturna, quasi atemporale. Un mondo dove le luci rosse al neon di Chinatown e la musica jazz raccontano più dei dialoghi.
Accanto a Turturro compaiono anche due nomi di peso come Steve Buscemi e Giancarlo Esposito. Entrambi sono presenze solide ma secondarie. Non rubano mai la scena, non cercano di farlo. Servono piuttosto a dare tridimensionalità a Harry, a costringerlo a parlare, a reagire, a uscire momentaneamente dal suo guscio silenzioso. Sono strumenti narrativi intelligenti, usati con parsimonia.
The Only Living Pickpocket In New York non è un film esplosivo. Non è un noir iper-moderno, non è un esercizio di stile patinato ma è un film solitario, coerente e consapevole del proprio passo lento. E proprio in questa coerenza trova la sua forza.
Non tutto è perfetto. In alcuni momenti il ritmo rischia di appiattirsi ma il film non tradisce mai la propria identità. Non cerca scorciatoie, non si piega a dinamiche commerciali. È un noir classico travestito da film contemporaneo. O forse il contrario.
In ogni caso, è la dimostrazione che il genere può ancora parlare se affidato alle mani giuste. E con un John Turturro così in forma, basta davvero poco per credere che le ombre abbiano ancora molto da raccontare.
| TITOLO ORIGINALE: The Only Living Pickpocket In New York REGIA: Noah Segan SCENEGGIATURA: Noah Segan INTERPRETI: John Turturro, Steve Buscemi, Giancarlo Esposito, Will Price, Tatiana Maslany, Jamie Lee Curtis DISTRIBUZIONE: Cinema DURATA: 88′ ORIGINE: USA, 2025 DATA DI USCITA: presentato in anteprima alla 76ª Berlinale |



