rosebush pruning film recensione

Rosebush PruningTEMPO DI LETTURA 4 min

Un film che rimarrà nella memoria di tutti, vuoi perchè non ci si laverà mai più i denti non ripensando a QUELLA scena, vuoi perchè è oggettivamente un film scorrevolissimo, intenso, divertente ma anche drammatico ed imprevedibile.
5
(1)

Film presentato in anteprima alla 76ª Berlinale berlinale logo

In una villa opulenta sotto il sole catalano, i fratelli americani Jack, Ed, Anna e Robert si crogiolano nell’isolamento e nella fortuna ereditata, rifuggendo dalle richieste del padre cieco e cercando amore e conferme l’uno nell’altro e nei loro ultimi abiti firmati. Quando Jack, il fratello maggiore e perno di questa famiglia, annuncia che andrà a vivere con la sua fidanzata Martha, i legami di sangue si spezzano ed Ed è costretto a scoprire la verità sulla morte della loro madre. Le menzogne tramandate di generazione in generazione iniziano a venire alla luce e il tessuto di questa famiglia comincia lentamente a disfarsi.

In questi giorni si parla molto di Portobello (qui riportiamo anche l’intervista fatta ad Alessandro Preziosi in merito al suo ruolo) dato che è sia la prima serie tv originale di HBO Max, sia una miniserie che si concentra su uno dei casi di malagiustizia più famosi in Italia, sia l’ultima fatica di Marco Bellocchio.
Ed è interessante notare la strana coincidenza di assistere ad un remake in salsa americana del film con cui Bellocchio ha debuttato alla regia nel 1965, ovvero I Pugni In Tasca. Una coincidenza che arriva dalla collaborazione tra il regista Karim Aïnouz e lo sceneggiatore Efthimis Filippou (noto per aver già firmato la sceneggiatura di film come Kind Of Kindness, Il Sacrificio Del Cervo Sacro, The Lobster) che erano alla ricerca di una storia che raccontasse una famiglia particolare in un contesto ristretto, causa limitazioni date dalla pandemia visto che Rosebush Pruning era stato concepito in quel periodo.
Come dice lo stesso Aïnouz, un suo produttore gli ha mostrato proprio I Pugni In Tasca di Bellocchio, film di cui si è innamorato e che ha riadattato in formato moderno prendendo una ricca e disfunzionale famiglia americana e traslandola fuori Barcellona.

People are roses. Families are rosebushes. Rosebushes need pruning.

Filippou non è nuovo a sceneggiature sconvolgenti che oltrepassano il generale senso di pudore e del buon costume, ed è esattamente per quello che questo film diventa iconico a più riprese.
Se Rosebush Pruning (che non vuol dire “prugnando il cespuglio di rose“) è di base un remake del film di Bellocchio, di fatto le somiglianze con Saltburn non possono essere negate, vuoi per la tematica, vuoi per la deriva sessualmente deviata dei vari character, vuoi per una colonna sonora incredibile che ha praticamente l’importanza di un character perchè sentire le casse sparare a tutto volume canzoni come “Paninaro” o “What Was Her Name” nel mezzo di un contesto chic ma decadente ha una valenza molto importante che va sottolineata.
Aïnouz e Filippou giocano pesantemente sulla patriarcalità di questa famiglia che è tanto ossessionata dal fashion e dall’opulenza, quanto dal “eldest boy” interpretato da Jamie Bell. E il perchè va chiarito: tutti nella famiglia guardano a Jack come punto di riferimento ed è come se l’intera famiglia dipendesse da lui, sotto tutti i punti di vista, soprattutto quelli più effimeri e carnali.
A tal proposito, post visione, nessuno potrà mai più lavarsi i denti senza pensare a quella scena o ai denti bianchissimi di mamma Pamela Anderson. E questo si potrà capire solo guardando il film che vale la pena di essere visto anche solo per questa scena.

A banana falls down, no matter. A melon falls down, it’s over.

Il film, che è tanto divertente quanto drammatico nella sua esecuzione, ha una chiara deriva autolesionista, e questo lo si deduce già dalle prime scene. Quello che però funziona veramente bene, e che eleva ulteriormente la pellicola, non è l’imprevedibilità degli eventi ma la tempistica con cui Aïnouz e Filippou li propongono allo spettatore. Una tempistica che è fondamentale per cogliere impreparato lo spettatore che, comunque, è già stato imboccato con un futuro prevedibile ma che ritorna ad essere imprevedibile proprio per merito della sceneggiatura.


Rosebush Pruning non è solo una delle migliori pellicole di questa Berlinale ma si candida già ad essere uno dei migliori film di questo 2026 grazie ad una commistione di eventi, regia, musica ed interpretazioni che rimangono scolpite nella mente dello spettatore. E non solo per la scena della pulizia dei denti.

TITOLO ORIGINALE: Rosebush Pruning
REGIA: Karim Aïnouz
SCENEGGIATURA: Efthimis Filippou
INTERPRETI: Callum Turner, Riley Keough, Jamie Bell, Tracy Letts, Pamela Anderson, Lukas Gage, Elena Anaya
DISTRIBUZIONE: Cinema
DURATA: 94′
ORIGINE: Italy, Germany, Spain, United Kingdom 2026
DATA DI USCITA:
presentato in anteprima alla 76ª Berlinale

Quanto ti è piaciuta la puntata?

5

Nessun voto per ora

Federico Salata

Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

rose recensione film sandra huller
Precedente

Rose

the only living pickpocket in new york recensione film
Prossima

The Only Living Pickpocket In New York