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Saltburn

Saltburn è un thriller intrigante in cui nell'affascinante cornice della contemporanea aristocrazia inglese si mescolano situazioni e personaggi grotteschi quanto trasgressivi.

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Oliver Quick arriva ad Oxford con una borsa di studio e fatica a entrare in un ambiente in cui spadroneggiano ricchi e snob rampolli di famiglie inglesi, indifferenti a tutto ciò che è estraneo alla loro cerchia. Tra questi spicca Felix Catton, ricco, bello e adorato da tutti e tutte. Inaspettatamente i due diventano amici, al punto che, per aiutarlo a superare un lutto, Felix invita Oliver a passare l’estate a Saltburn, la tenuta di famiglia. Qui Oliver conosce i familiari di Felix, personaggi sopra le righe con cui, tra eccessi di ogni tipo, intesserà inquietanti rapporti.

Classe 1985, Emerald Fennell si è distinta negli ultimi anni per il suo ruolo di sceneggiatrice (la serie Killing Eve), attrice (la giovane Camilla Parker-Bowles in The Crown) e regista (A Promising Young Woman). Quest’ultimo, con protagonista Carey Mulligan, ha rappresentato il suo esordio alla regia riscuotendo un discreto successo, confermato dall’Oscar alla miglior sceneggiatura originale e da svariate candidature a diversi premi.
La Fennell torna alla regia con un altro film cinico e disturbante, ugualmente drammatico, con risvolti thriller ma condito con qualche elemento di black humor, grottesco e trasgressione in più.
Il protagonista è indubbiamente Oliver Quick, un Barry Keoghan lodevole al centro di una performance che, complici alcune scene particolarmente sopra le righe, lo consacra tra gli attori da tenere d’occhio in questo momento, apprezzata anche da chi non è rimasto particolarmente convinto dalla pellicola. Oliver si presenta come introverso e misterioso ma, proseguendo nelle due ore di visione del film, nonostante alcune rivelazioni – anzi, forse proprio a causa di queste – , l’alone di mistero attorno al suo intrigante ed inquietante personaggio non si dirada. Nemmeno il voice over con cui Oliver si rivolge al pubblico (?) parlando di Felix e dei suoi sentimenti per lui chiarisce davvero cosa muova le azioni del giovane.
Jacob Elordi, altro giovane attore in un momento di particolare grazia, interpreta Felix Catton, l’oggetto delle attenzioni di Oliver, un ragazzo la cui maledizione sta proprio nell’essere apparentemente perfetto: ricco, bello e benvoluto da tutti.

She’d do anything for attention.

IL FASCINO (IN)DISCRETO DELL’ARISTOCRAZIA


Con l’arrivo a Saltburn, una tenuta – che assomiglia più a un castello – in piena campagna inglese, il mistero si allarga agli altri personaggi. Infatti, tra opere d’arte, maggiordomi, bagni nel laghetto e letture di Harry Potter, vive la famiglia di Felix, un ensemble di personaggi grotteschi, tra cui spicca Lady Elspeth Catton. Rosamund Pike è semplicemente perfetta nei panni della madre snob e volubile, che ammette senza remore di essere “terrorizzata dalla bruttezza” e che nonostante l’apparente attenzione a eleganza e galateo (a Saltburn si cena rigorosamente in abito da sera tra mura su cui campeggiano quadri di Rembrandt), rivolge continuamente domande e commenti invadenti agli ospiti o sugli ospiti (la povera Pamela, interpretata da Carey Mulligan, prima vittima del carattere snob mascherato da finta ospitalità dei Catton).
La classe nobile, rappresentata dalla Fennell, è una classe che sembra vivere fuori dal mondo, avviluppata in problemi non problemi, in conversazioni colte ma anche perfide e superficiali, in cui l’unica lotta sembra essere quella contro la noia, combattuta con eccessi e abitudini strambe per chi guarda dall’esterno, dal mondo “vero”. Questo però non configura il film come una critica alla società aristocratica e al suo atteggiamento snob verso gli esterni così desiderosi di farne parte (quel tema sociale che ha fatto capolino in alcuni film recenti quali Parasite e Triangle Of Sadness).
Infatti lo sguardo della regista non appare giudicante, anzi. La trama richiama alcune opere simili in cui un outsider cerca strenuamente e/o subdolamente di entrare nel mondo dorato dell’aristocrazia, da Il talento di Mr.Ripley a Ritorno a Brideshead (per quest’ultimo il riferimento è addirittura esplicitato quando Felix in risposta al commento di Oliver per cui la sua famiglia sembra uscita da un romanzo di Evelyn Waugh, risponde che lo scrittore si era davvero ispirato a loro in quanto “ossessionato dalla nostra casata”).
Lo spettatore affascinato da questo genere di ambientazione non rimarrà sicuramente insoddisfatto. Anche perché la regia cerca di arricchire quella che potrebbe essere l’ennesima parabola di un arrampicatore sociale con tocchi provocatori e trasgressivi che finiscono per generare scene che l’internet ha già trasformato in meme e sentenziato come “iconiche”.

Oh but darling you are kind to everyone. You can’t be trusted.

L’ESTETICA DI UN THRILLER


Senza entrare nei dettagli, per non spoilerare a chi non ha ancora avuto il piacere di guardare il film su Amazon Prime Video, non si può negare che in Saltburn ci sia una ricerca di provocazioni ed eccessi che può apparire forzata. Questo non tanto per il contenuto in sé quanto perché ci si domanda quanto le sequenze “incriminate” fossero necessarie a sostenere la trama, e non semplicemente a delineare un personaggio (è sempre Oliver infatti il protagonista) che, come già detto, appare nel corso del film sempre più controverso e indecifrabile.
L’atmosfera di tensione che aleggia su tutto il film, in particolare dal momento in cui Oliver arriva a Saltburn, è ben costruita e accompagna lo spettatore fino all’ultima scena, liberatoria sia per i personaggi che per chi guarda (se ne consiglia la visione se non altro per capire perché improvvisamente una certa canzone sia diventata un trend su Tiktok). I dettagli su cui si sofferma l’occhio della Fennell permettono di tenere lo spettatore agganciato non solo all’estetica sicuramente affascinante (ovviamente c’è una festa a tema “Sogno di una notte di mezza estate”) ma anche alla curiosità di capire di quali personaggi può fidarsi nel momento in cui, come in tutte le buone storie, è difficile dire chi siano i buoni, i cattivi o (in questo caso) i cattivissimi.


Saltburn è un film intrigante e inquieto che gioca con una storia non nuova ma che ha un indubbio fascino presso la sua nicchia di interessati alla quale aggiunge un tocco di trasgressione, black humor e personaggi grotteschi che ne fanno a tratti un pezzo di cinema dell’assurdo. Se anche la torta dovesse risultare un po’ amara, le preziose interpretazioni di un cast azzecatissimo sono la ciliegina che la renderanno estremamente godibile.

 

TITOLO ORIGINALE: Saltburn
REGIA: Emerald Fennell
SCENEGGIATURA: Emerald Fennell
INTERPRETI: Barry Keoghan, Jacob Elordi, Rosamund Pike, Richard E. Grant, Alison Oliver, Archie Madekwe, Carey Mulligan
DISTRIBUZIONE: Prime Video
DURATA: 131′
ORIGINE: Regno Unito, Stait Uniti d’America, 2023
DATA DI USCITA: 22/12/2023

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