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Recensione Foe-Il Nemico
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Foe – Il Nemico

Garth Davis si perde in una sceneggiatura dai dialoghi soporiferi in cui a nulla valgono gli sforzi di Saoirse Ronan e Paul Mescal.

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Hen e Junior, una coppia di giovani sposi, vive in una casa isolata nel Midwest australiano. Una sera un misterioso uomo del Governo bussa alla porta per arruolare Junior per un programma spaziale che lo porterà lontano dalla Terra e da Hen per molto tempo. La notizia mina le fragili fondamenta della coppia, già in crisi da parecchio tempo. Ma il viaggio spaziale forse non è il vero motivo per cui l’uomo misterioso vuole allontanare i due giovani.

Il regista australiano Garth Davis, già noto per lo struggente Lion – La Strada Verso Casa, dirige nella sua terra natale questo adattamento cinematografico del romanzo omonimo di Iain Reid. La pellicola è stata presentata in occasione del New York Film Festival ed è approdata nelle sale statunitensi il 6 Ottobre 2023 e successivamente sulla piattaforma Prime Video il 5 Gennaio 2024.

Prima o poi dovremmo andare via tutti.

TERRA E ACQUA


Terra. Anno 2065. In un futuro molto vicino, lo stress idrico ha ridotto il Midwest dell’Australia e presumibilmente tutto il resto della Terra, in una zona altamente desertificata.
Hen (Saoirse Ronan) e Junior (Paul Mescal) continuano a vivere nella vecchia casa colonica ereditata dai genitori di Junior, con la stessa tenacia delle poche piante rimaste vive nel paesaggio desolato che circonda la casa. La stessa aridità della fotografia di Matyas Erdely impatta anche sulla vita della coppia che si trascina di giorno in giorno in una routine stabile e inamovibile. I colori della palette della scala di beige, dall’avorio al tortora, danno uniformità ad un paesaggio che risulta piatto e noioso come la vita della coppia.
Noiosa è la stessa apertura della pellicola che nella scena iniziale svela già due cose importanti per tutto il prosieguo del film. L’insoddisfazione di Hen (“è come se lui non mi vedesse più”) che è il motore di tutta la narrazione e la presenza dell’acqua della doccia che ritornerà tra i due jumpscare finali ravvicinati.
L’acqua, o meglio, la sua assenza, nel mondo immaginato da Iain Raid potrebbe essere la salvezza della Terra ma anche la metafora dell’ipotetico rinvigorimento del rapporto tra i due protagonisti perché, come ricorda Her a Julien, “pioveva al nostro matrimonio”. Ma quando la terra è troppo arida a nulla può uno sporadico acquazzone che verso la fine del film sembra arrivare a salvare la terra e con lei i due protagonisti.

FUOCO E ARIA


L’unico elemento fuori luogo in questo paesaggio bruciato dal sole è l’auto spaziale con cui Terrance (Aaron Pierre), il funzionario governativo, si presenta per arruolare Julien per il programma di transizione spaziale che mira a edificare degli insediamenti umani provvisori nello spazio. Come se non bastasse, durante la sua assenza il giovane verrà sostituito da un tipo di forma di vita autodeterminante del tutto somigliante a Julien. Il momento dell’entrata in scena di Terrance potrebbe non lasciare dubbi all’interpretazione del titolo e infatti sembra lui, per quasi tutta la durata del film, il vero Nemico. Questo fino a quando un colpo di scena non ribalta la narrazione e mette in dubbio tutto ciò che si è visto sullo schermo fino a quel momento.
Il regista conosce bene gli Archetipi e gioca a ribaltare i ruoli dei personaggi fino all’ultima battuta di Hen e al frame finale. La pellicola si risolve negli ultimi minuti con due colpi di scena che resuscitano gli spettatori morti di noia nell’ora e mezza precedente. La Terra che muore, l’Acqua che dovrebbe far rinascere, il Fuoco di un incendio a metà narrazione e l’Aria dello Spazio dove gli uomini troveranno salvezza in futuro. Una storia potente che si affievolisce sotto i colpi di una sceneggiatura che snocciola dei dialoghi così ripetitivi che che lasciano sorgere il dubbio che l’autore dubiti delle capacità intellettiva dello spettatore.

Sei stato scelto.

A.I. LOVE


Non sono nuove le A.I. che prendono forma umana e che per anni nel cinema fantascientifico sono stati chiamati androidi. Il più celebre è Ash, ufficiale scientifico a bordo dell’astronave Nostromo in Alien, che aveva il compito segreto di recuperare qualsiasi forma di vita aliena.
Ne Il Nemico, però, il passo successivo è chiedersi se una A.I. sia in grado di provare sentimenti o meglio, farli provare a chi ne usufruisce, nonché recuperare la maggior quantità di informazioni disponibili dall’umano per creare intelligenze artificiali sempre più empatiche. Ma ciò che racconta la pellicola non è altro che una descrizione della prossima ondata tech di digital companion che mira a creare versioni A.I. di fidanzate/i in realtà già a nostra completa disposizione grazie a GirlfriendGPT.


Il Nemico assomiglia ad un lungo e noioso episodio di Black Mirror. Il romanziere Iain Reid aveva già impressionato con il dramma romantico I’m Thinking Of Ending Things con cui condivide la fotografia onirica e il cervellotico svolgimento. Garth Davis, però, si perde con una sceneggiatura dai dialoghi soporiferi e a nulla valgono gli sforzi di Saoirse Ronan e Paul Mescal, fra i migliori attori del momento, per risollevare la pellicola da un risultato insufficiente. Rimane una buona fotografia e qualche scena di sesso sudato nella calda stagione del disastro ecologico che porta via ogni speranza, anche quella di vedere un buon film. Una grande occasione persa.

TITOLO ORIGINALE: Foe
REGIA: Garth Davis
SCENEGGIATURA: Garth Davis, Iain Reid
INTERPRETI: Saoirse Ronan, Paul Mescal, Aaron Pierre
DISTRIBUZIONE: Prime Video
DURATA: 110′
ORIGINE: Australia, USA, 2024
DATA DI USCITA: 05/01/2024

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Membro Onorario della Generazione X. Dal 1994 si aggira nei corridoi dell'archivio degli X-Files senza trovare l'uscita. Da piccola fingeva di avere la febbre per rimanere a casa da scuola a guardare gli episodi di Hazzard. Capisce poco di Cinema ma ci prova.

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