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Recensione di Una Donna Promettente
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Una Donna Promettente

Recensione di Una Donna Promettente, il primo lungometraggio diretto da Emerald Fennell con Carey Mulligan. Il film, ancora inedito in Italia, è candidato a cinque premi Oscar.

 

Cassandra Thomas conduce una doppia vita: barista durante il giorno, di notte frequenta i locali fingendosi ubriaca per smascherare gli uomini, che senza troppi rimorsi, si approfitterebbero della situazione nascondendosi dietro la facciata del bravo ragazzo.

 

Una Donna Promettente è un film del 2020 scritto, diretto e co-prodotto da Emerald Fennell. È stato presentato al Sundance Film Festival e solo a dicembre (causa rallentamenti dovuti al COVID-19) è uscito nelle sale statunitensi. Tra i produttori spiccano anche Carey Mulligan e Margot Robbie.
Il film è tornato a far parlare di sé grazie alle quattro nomination ai Golden Globes e alle cinque candidature agli Oscar: due per Emerald Fennell (Miglior Regia e Miglior Sceneggiatura Originale), Miglior Montaggio, Miglior Film ed infine la nomination a Carey Mulligan come Miglior Attrice.
Cassandra Thomas ha una vita all’apparenza normale: dopo aver lasciato la facoltà di medicina, lavora in una caffetteria assieme alla sua datrice di lavoro Gail (interpretata da Laverne Cox, nota grazie al suo ruolo in Orange Is The New Black). Quel che nessuno sa è che, una notte la settimana, Cassie indossa degli abiti corti e per i locali della città fingendosi ubriaca.
Il suo obiettivo è mascherare gli uomini che non si fanno troppi scrupoli a molestare una ragazza stordita dall’alcol. Il piano di Cassie ha inizio per vendicare Nina, sua amica fin dai tempi dell’infanzia, che a seguito di uno stupro che non ha mai trovato giustizia, è caduta in depressione.

RAPE AND REVENGE


Fennell utilizza il canovaccio classico di un rape and revenge (tradotto letteralmente come stupro e vendetta, un sottogenere dell’horror che nasce negli anni Settanta) per parlare di una realtà nella società odierna fortemente maschilista. E lo fa immergendo la protagonista in situazioni che vanno dallo stupro alle micro-aggressioni come il catcalling.
Cassie, ogni settimana, sceglie un locale differente della città dove finge di essere ubriaca per vedere come gli uomini che la circondano reagiscono. Quando il ragazzo di turno la porta a casa e la molesta, credendola sbronza, Cassie rivela la sua sobrietà. La violenza non fa per lei, che cerca di mostrare l’ipocrisia e quanto sia sbagliato quello che avevano intenzione di farle credendola docile e stordita dall’alcol.
Non è raro che lo stupratore e l’atto dello stupro siano mostrati in altri termini. L’immaginario cinematografico ha abituato lo spettatore ad un certo tipo di stupratore: non gradevole d’aspetto o palesemente minaccioso fino ad arrivare ad utilizzare degli stereotipi a sfondo razziale.
I molestatori in Una Donna Promettente sono differenti. Sono ragazzi dall’aspetto rassicurante. Jerry, il protagonista della sequenza iniziale, sembra il solito bravo ragazzo che si sente a disagio ad ascoltare i commenti dei suoi amici sullo stato di Cassie e sul suo aspetto fisico. Jerry sembra realmente preoccupato per lei, finché non la porta a casa sua e cerca di farla ubriacare ancora di più – versandole un bicchiere pieno fino all’orlo di liquore – prima di trascinarla in camera da letto.
Fennell si appella a quello che viene chiamato nice guy, letteralmente il bravo ragazzo. Il termine ha preso una connotazione negativa, indicando quell’uomo che crede che le donne debbano ripagare con il sesso un gesto gentile che si ha nei loro confronti. Questa convinzione e il voler un luogo appartato per fare qualcosa che probabilmente non farebbero alla luce del sole, li spinge a portarsi Cassie in casa in quella che, per molti, viene definita una situazione limite.
L’accento posto dalla regista è su quelle molestie sessuali che avvengono quando non c’è un consenso chiaro, poiché la vittima non è nelle condizioni tali da poter dire se vuole o non vuole far sesso. Dovrebbe essere una nozione chiara a tutti, senza il consenso non è più sesso ma è una violenza sessuale.
Fennell mostra che no, non lo è. La cultura dello stupro dà la colpa alla vittima e si preoccupa dell’immagine del ragazzo coinvolto, analizzando fatti, dati e situazioni esterne. Quanto la donna abbia bevuto, l’abbigliamento, l’orario e il luogo in cui si è svolto sono tutti elementi che corrono a favore dell’assalitore e addossano la responsabilità alla vittima. Si analizza anche la vita dell’uomo, ma all’inverso. Il lavoro che fa, l’università frequentata, se è sposato e con figli diventano tutte prove della sua innocenza.
Una Donna Promettente fa luce su situazioni analoghe in modo lineare, chiaro e diretto, senza cadere nel didascalico o in giri di parole. Non c’è consenso? Allora è stupro. Il film lo urla, ma senza pronunciare mai queste parole. Mostrandone, invece, le dinamiche e gli esiti.

CASSIE


Tramite Cassie viene ricostruita la storia di Nina, dallo stupro fino alle conseguenze disastrose a cui l’hanno portata passando per le ingiustizie che ha dovuto affrontare. La scelta di raccontare la sua storia attraverso Cassie aiuta ad immedesimarsi in entrambe. Il dolore e la rabbia quando viene detto a Cassie che la sua amica “se l’era cercata” o che non è stata creduta perché la sua parola non era abbastanza è lo stesso senso d’impotenza che percepisce lo spettatore.

Can you guess what every woman’s worst nightmare is?

Cassie è l’eroina con la quale ci si può identificare facilmente. Attaccata al ricordo dell’amica e a quello che le hanno fatto, il suo mondo è rimasto in una fase infantile. Ha 30 anni e abita con i genitori (che sono preoccupati per lei e che vorrebbero voltasse pagina), la sua stanza sembra quella di una bambina che sta per entrare nell’adolescenza. Il suo mondo è fatto di colori pastello e di piccoli gesti abitudinari e rassicuranti, come avvolgersi l’elastico attorno alla mano prima di scrivere il nome della sua nuova vittima sul quadernino. L’arredamento da casa delle bambole è predominante nell’abitazione dei suoi genitori e nella caffetteria dove lavora, sono i due luoghi dove le minacce sembrano essere più lontane. Quando è fuori, nei locali notturni come per strada, il realismo è l’unica cosa che la circonda.
Ryan, un suo ex compagno quando frequentava il corso di medicina, scombina l’equilibrio tra il suo mondo e quello che c’è fuori fin da subito. La riconosce quando va a prendere un caffè nel bar dove Cassandra lavora e le prime parole che il ragazzo esprime sono di sorpresa nel vedere una “ragazza così promettente” ai tempi dell’università, lavorare in un’umile caffetteria. I suoi spazi sono stati violati e Fennell mostra da subito l’intenzione di dare una visione pessimistica al film. Ryan è un personaggio complesso e non facilmente classificabile, per questo più subdolo degli altri. Dolce, simpatico e premuroso, è riuscito a realizzarsi e fa il pediatra. Sembra l’uomo perfetto se non fosse per alcuni dei suoi comportamenti che assomigliano fin troppo a quelli degli altri nice guy incontrati da Cassie.

VISIONE PESSIMISTICA DI UNA SOCIETÀ PATRIARCALE


Dietro la musica pop e i colori accesi, c’è un pessimismo che ben si sposa con il radicato pensiero patriarcale. La violenza viene ridimensionata, svilita, sottovalutata e giustificata. La giovane autrice mostra tutte le sfaccettature della cultura dello stupro, una piramide alla quale base ci sono le micro-aggressioni verbali, le frasi sessiste, i fischi per strada. Le reazioni scatenate dai personaggi che si intrecciano alla vendetta di Cassandra si somigliano tutte. Cassie impara a spese di Nina che più è grande il nome dello stupratore e più ombra farà sul nome della vittima, gettandola nell’indifferenza più totale. Il nome e il volto della vittima scompaiono.


Fennell dà prova di essere una brillante sceneggiatrice e regista, che decisa va dritta al punto senza bisogno di essere didascalica o paternalistica. Una Donna Promettente è una commedia nera che si mescola con il thriller in un film che tutti (uomini e donne) dovrebbero vedere.

 

TITOLO ORIGINALE: Promising Young Woman
REGIA: Emerald Fennell
SCENEGGIATURA: Emerald Fennell

INTERPRETI: Carey Mulligan, Laverne Cox, Bo Burnham Adam Brody, Chri Lowell
DISTRIBUZIONE: Cinema
DURATA: 113′
ORIGINE: USA, 2020
DATA DI USCITA: 25/12/2020

Ha studiato cinema alla Sapienza. Innamorata dell'horror e della fantascienza, la rende felice un buon adattamento di un libro di Stephen King o un film sui viaggi nel tempo. Non parlatele del politically correct se non volete iniziare un litigio infinito. Crede fermamente che Fox Mulder sia il suo spirito guida.

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