Grey’s Anatomy 14×14 – Games People PlayTEMPO DI LETTURA 4 min

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E’ stato un giovedì particolare quello che ha accompagnato la messa in onda del quattordicesimo episodio stagionale di Grey’s Anatomy. Poco prima dell’inizio di “Games People Play”, infatti, i maggiori siti di informazione hanno lasciato tutti con la bocca spalancata dall’incredulità con la notizia inaspettata dell’addio di altri due membri storici del cast. Dopo aver perso per strada tantissimi protagonisti nel corso delle varie stagioni, al termine di questo 14° ciclo toccherà anche a Jessica Capshaw e Sarah Drew salutare definitivamente i corridoi del Grey-Sloan Memorial. Un addio, quello delle interpreti di Arizona Robbins e April Kepner, del tutto anomalo se paragonato con le passate uscite di scena in quanto decisione presa non dalle stesse attrici, bensì dagli autori della serie che hanno giustificato la scelta classificandola come per “ragioni creative”.
Analizzando anche solo l’attuale stagione, non è difficile capire i motivi di tale scelta: troppo poco utilizzate o senza un vero scopo, i personaggi di Arizona ed April sono piombate in una fase di stallo dal momento in cui entrambe hanno perso il proprio partner di scena. Dall’addio di Callie, la Robbins continua a trascinarsi sullo schermo senza un vero obiettivo, passando da una storyline amorosa all’altra a seconda del tipo di new entry giunto nel cast. Discorso un po’ diverso invece per la Kepner, attualmente alle prese con una sorta di storyline personale: una ripresa della crisi religiosa già vista e rivista che, tuttavia, stava provando a percorrere una strada differente presentandosi come una possibilità di rinnovamento per il personaggio ma che, invece, si riscopre solo pretesto per l’addio.
Considerati questi elementi, da un punto di vista oggettivo si possono anche capire le ragioni dietro la loro uscita di scena per motivi creativi; il problema, però, sta nel catalogare solo questi due personaggi come non più necessari allo sviluppo delle storie di Grey’s Anatomy quando, in realtà ed ormai da parecchio tempo, è tutto l’insieme a non funzionare più.
Dopo le sconfortanti ultime puntate, “Games People Play” conferma, ancora una volta, la totale incapacità ormai raggiunta dallo show di non essere più in grado di portare avanti una stagione composta da ben 24 episodi. Ogni puntata continua a svilupparsi nella propria individualità, con fatti o eventi che non ritrovano riscontri nelle successive e personaggi incanalati sempre ed insofferentemente allo stesso punto, il tutto reso ancora più pedante dalla mancanza di una vera e significativa storyline orizzontale.
Seppur sia accaduto qualcosa negli scorsi 13 episodi, questi eventi non sembrano minimamente pesare sul background dei personaggi, bensì ogni avvenimento si ritrova considerato come semplice trama verticale facilmente dimenticabile. Sorvolando la schizofrenica situazione che vede coinvolti Amelia e Owen, un esempio su tutti è la recente storyline di Jo, gestita malamente durante il suo corso, i cui risvolti non sono ancora stati approfonditi in merito alla relazione della Wilson con Alex; una delle poche coppie ancora rimaste nello show che, tuttavia, da anni ancora non riesce a fare nessun passo in nessuna direzione, rimanendo in un limbo di non comunicazione e staticità agonizzante. Solo una dimostrazione tra le tante di come ogni personaggio all’interno di questo show non vada più in avanti in nessun tipo di storyline a causa della pessima gestione di esse da parte degli autori.
L’unica “storia” sulla quale attualmente nella writers room sembrano volersi concentrare è quella che riguarda la nuova e forzatissima coppia che si sta formando tra Jackson e Maggie. Un avvicinamento costruito con una pigrizia disarmante, sviscerato per troppi episodi e conclusosi nel più ovvio dei cliché per un duo che non trasmette chimica neanche per sbaglio, nonostante gli autori provino a sottolinearne le vibrazioni attraverso pazienti random.
Dal punto di vista della medicina, poi, sono pochi i risvolti degni di nota anche in questo campo. Fatta eccezione per Alex, la cui trama con la giovane Kimmie regala ogni settimana scene apprezzabili. Interessante è risultata la questione marijuana a scopo terapeutico, mentre lascia sempre il segno vedere il dottor Karev alle prese da un punto di vista umano con i suoi piccoli pazienti; tuttavia, non guasterebbe vedere Alex alle prese con casi medici di spessore maggiore, per un personaggio a cui, non si sa perché, è già stata preclusa la possibilità di avanzare dal punto di vista personale, meriterebbe almeno di poter mostrare le qualità da chirurgo, così come avviene con quasi tutti gli altri medici dell’ospedale.
Al momento, l’unica ad avere una storyline lontanamente classificabile come orizzontale è Meredith. Una trama che unisce medicina e risvolti del passato che nella sua limitatezza potrebbe anche creare interesse. Il problema però è che si tratta di un’unica trama con la possibilità di avanzare, e gli autori dovrebbero capire che non si può portare avanti uno show corale del genere lasciando progredire sempre e solo un unico personaggio.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Alex e Kimmie 
  • Jackson e Maggie ed una chimica che proprio non c’è
  • Ancora una volta i personaggi si ritrovano come adolescenti nel corpo di adulti 
  • April ed una crisi probabilmente destinata a durare fino al suo addio

 

Grey’s Anatomy si prepara a lasciar andare altri due suoi personaggi che, stando agli autori, non hanno più niente da raccontare. Una scelta condivisibile, ma seguendo questa linea di pensiero allora dovrebbe essere anche l’intera serie a poter dire addio.

 

You Really Got A Hold On Me 14×13 7.52 milioni – 2.0 rating
Games People Play 14×14 7.07 milioni – 1.7 rating

 

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Sulla soglia della trentina, laureata in Comunicazione, tra le sue passioni spiccano telefilm e libri. Ha un carattere allegro e socievole, ma nei momenti opportuni sa trasformarsi; questa sua versione di dottor Jekyll e mister Hyde tuttavia, non le impedisce di avere un'estrema sensibilità che la porta quasi sempre a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”. Tra le sue prospettive future compare il tentativo di risoluzione di un dubbio alquanto amletico: recuperare o no Lost? Si accettano consigli.

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