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The Looming Tower 1×01 – Now It Begins…TEMPO DI LETTURA 5 min

in Recensioni/The Looming Tower by

“Now it begins.”

Durante la settimana in cui Waco si congeda dal proprio pubblico ecco fare capolino un’altra serie tv dal carattere storico e dalla controversa analisi di fatti e persone realmente avvenuti ed esistite: The Looming Tower di casa Hulu si presenta al pubblico con una puntata puramente introduttiva (lo si poteva intuire già dal titolo vago) utile a contestualizzare di cosa esattamente la serie parlerà, nel caso in cui lo spettatore si ritrovi a vedere la puntata a freddo senza aver prima dato una breve lettura al plot narrativo.
The Looming Tower è una serie tv basata sull’omonimo romanzo scritto da Lawrence Wright, vincitore del Premio Pulitzer proprio grazie ad esso. Il libro, così come la serie di conseguenza, analizza le modalità con cui il gruppo militare di Al-Qaeda prese effettivamente forma e piede, l’organizzazione di svariati attacchi terroristici, la loro investigazione da parte di CIA ed FBI e gli eventi che portano ai noti fatti del 11 Settembre 2001.
La tematica è sicuramente una delle più forti nel mondo americano per due semplici e banali motivi: è l’attacco terroristico più grande avvenuto su suolo americano e rappresentò l’inizio di un periodo storico totalmente differente per ogni singolo americano. La narrazione utilizza i flashback e cerca di aggirare le politiche di dubbia legittimazione che adottò George W. Bush relativamente al pericolo terrorismo ponendo piuttosto l’accento sulle diatribe d’ufficio tra CIA ed FBI, in lotta tra di loro ed entrambe restie a condividere informazioni e dati l’una con l’altra.
Per la personificazione delle due istituzioni sono stati scelti Peter Sarsgaard (Martin Schmidt, il capo del centro controterroristico della CIA conosciuto come Alec Station) e Jeff Daniels (John O’Neill, capo del centro controterroristico dell’FBI di New York conosciuto come I-49). Un elemento che balza subito all’occhio, tuttavia, è la disparità di minutaggio concessa ad i due personaggi ed allo spazio (nonché caratterizzazione) che i due raccolgono all’interno della puntata. Per quanto la diatriba non sia unilaterale, ma riesca a trovare terreno fertile da entrambe le parti, l’FBI riesce ad essere dipinta sotto una luce migliore e meno “cattiva” rispetto alla CIA: O’Neill non viene rappresentato come un burocrate dal sangue freddo pronto a sporcarsi le mani piuttosto di farsi bello agli occhi del mondo e del Presidente con un qualche tipo di cattura, anzi. Questa disparità, quindi, non può che balzare fin da subito all’occhio. Tuttavia c’è da tenere in considerazione la possibilità che, trattandosi della prima puntata, le successive trovino il modo di riequilibrare la situazione.

Ali: “I think it’s the third warning. First was the ’96 declaration of jihad. Then the February fatwa. And now, Bin Laden is going straight to the American people.”
John: “Why three times?”
Ali: “There’s this unauthenticated hadith the sayings of the Prophet Muhammed, some think he said it; some don’t. ‘When you see a snake in your house, you should warn it three times. If it returns, you must kill it. It is a devil.'”

La puntata sottolinea come per poter guardare ed apprezzare la serie nella sua totalità non occorra per forza di cose conoscere la storia reale ed ogni singolo collegamento di fatti e persone: lo schema logico viene presentato in scena ed i nomi ripetuti, per quanto possano suonare nuovi allo spettatore, vengono prontamente presentati e categorizzati evitando quella strana sensazione di estraneità dalla visione nel momento in cui per determinati particolari mancano delle spiegazioni. La serie cerca di spiegare fin da subito i collegamenti ed i fatti in maniera esplicita e chiara, senza troppi fronzoli narrativi ma cercando di arrivare fin da subito al punto. Trattandosi di uno dei periodi più prolifici dal punto di vista del terrorismo, poi, non risulta nemmeno troppo difficile tutto ciò.
Per sottolineare ulteriormente la qualità che sta dietro tutto il progetto The Looming Tower, devono per forza di cose essere citati i produttori Dan Futterman, Alex Gibney e Lawrence Wright. Per Wright già abbiamo detto ad inizio recensione: Premio Pulitzer proprio grazie all’omonimo libro, nonché vincitore di un Emmy con il docu-film Going Clear: Scientology and The Prison of Belief. Dan Futterman, sceneggiatore e produttore di Truman Capote. Ma è forse il nome di Alex Gibney, regista della puntata, a spiccare sopra agli altri, un direttore di documentari definitivo dal magazine Esquire come “the most important documentarian of our time”. Taxi To The Dark Side rappresenta forse uno dei suoi lavori più completi e famosi.
Con questi robusti nomi nel dietro le quinte, un cast di tutto rispetto ed un periodo storico estremamente interessante da analizzare con la lente di ingrandimento, le aspettative non possono che essere molto alte. Occorre solo limare qualche piccolo particolare che al momento debilita la narrazione.
Nota a margine: il titolo della serie, The Looming Tower, pare essere tratto da un discorso di Osama Bin Laden fatto ad un matrimonio prima dell’attacco del 11 Settembre, mentre citava il Corano: “Wherever you are, death will find you, even if you are in lofty towers.”.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Tematica della serie
  • Scontri tra CIA ed FBI
  • Cast
  • Uomini dietro le quinte della serie
  • Personaggio di John O’Neill
  • Filmati storici, no rivisitazione
  • Amore per i particolari
  • Puntata introduttiva che non disdegna tuttavia un po’ di azione
  • Mancanza di equilibri tra CIA ed FBI in quanto a spazio in scena
  • Parentesi amorose alquanto eccessive ed utili semplicemente a sottolineare il doppiogiochismo di John

 

The Looming Tower potrà apparire come l’ennesima serie tv dal carattere storico, ma si sbaglierebbe ad incasellarla semplicemente in maniera tanto banale considerata la qualità del prodotto e la capacità delle persone che l’hanno portata in scena di raccontare le vicende più torbide della storia. Sarebbe esagerato fare affidamento solo sul nome di Alex Gibney, ma una volta ogni tanto un salto della fede non può far male.

 

Now It Begins 1×01 ND milioni – ND rating

 

Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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