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Vikings 6×08 – Valhalla Can WaitTEMPO DI LETTURA 4 min

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“And now the gods punish me. I have lost three things: my mother, my son and now the crown of Norway.” 

 

E’ una puntata divisa a metà quest’ottava di Vikings, che segna anche l’avvicinarsi sempre più imminente della fine della prima parte di stagione.
Una divisione che si basa essenzialmente sulla potenza degli avvenimenti e sulla modalità con le quali vengono messe in scena, al pari passo di una divisione per quanto riguarda il comportamento di uno dei suoi protagonisti principali: Bjorn Ironside.
L’inizio di “Valhalla Can Wait” è una di quelle parti che può essere inserita tra quei momenti estremamente d’impatto e ben rappresentati che più volte hanno fatto alzare l’asticella alla serie di Michael Hirst. Sulla scia degli ultimi due episodi, che si sono accaparrati il massimo dei voti, la puntata, e più precisamente il momento che ha visto protagonista il destino di Hvitserk, è iniziata con un’aurea altamente carica di tensione che ha raggiunto il suo culmine per bellezza scenica durante la preparazione e l’accensione della pira dove Bjorn era pronto a bruciare vivo il fratello. Ma bellezza d’esecuzione a parte, il percorso che ha portato alla sorte di Hvitserk si è mostrato tutto in maniera apprezzabile e narrativamente coerente e questo nonostante la prevedibilità del risultato: quando è stato attizzato il fuoco, infatti, tutti erano già al corrente che il ragazzo non sarebbe morto, dato che la profezia del veggente di Kattegat lo vede come destinato “to accomplish what others before you have failed to accomplish, but the cost will be too high”.
Ma il protagonista assoluto di puntata non può che essere Bjorn che in questi 40 minuti circa di narrazione si mostra in uno stato di totale sconfitta morale e incapace di trovare subito le forze per reagire. E la prima parte di episodio mostra proprio questa tripla perdita del re di Kattegat in tutte le sue fasi. Bjorn, dopo aver perso la corona della Norvegia, ha scoperto di aver perso anche il figlio e la madre, quest’ultima uccisa da uno dei suoi fratelli. Il dolore di tale situazione era già emerso nello scorso episodio, ma adesso viene mostrato in modo più radicato e a più ampio raggio. La sua tristezza interiore prevale sulla scena, per un guerriero che al momento sembra aver perso sé stesso ma che dovrà presto riprendere il controllo per prepararsi allo scontro con re Harald.
Detto di questa parte più interiorizzata che ha visto emergere i dissidi interiori di Bjorn, la seconda parte ha invece portato il personaggio verso lande molto più desolate. L’incapacità di fedeltà matrimoniale di questi vichinghi viene nuovamente messa in mostra, portando Bjorn su quella stessa strada che, da questo punto di vista, aveva già percorso anche Ragnar. Sarà da vedere adesso se la frecciata di Gunnhild farà rinsavire il marito, al momento perso sotto più punti di vista.
Ad inizio recensione si diceva come l’episodio fosse diviso in due parti. Questo perché alla prima parte molto più carica di pathos, ne segue una molto più standard. Vengono presentati infatti tutti quei punti che daranno vita, presumibilmente, alle trame che segneranno i prossimi due episodi, gli ultimi prima dello stop di metà stagione.
Da questo punto di vista, la partenza di Ubbe e Torvi assume contorni positivi perché riapre quella sezione di trama islandese da troppo tempo messa in disparte, portando nuovamente in auge la curiosità sul destino di Floki e su ciò che nasconde Kjetill. Questo nonostante non possa non dispiacere vedere Ubbe nuovamente lontano da Kattegat quando la guerra sembra dietro l’angolo ormai da più fronti.
E proprio a proposito di uno di questi fronti, arriva la parte inaspettatamente più deludente. La presenza di Ivar in Russia era partita con tanti buoni propositi e sicuramente, non appena si entrerà nel vivo dell’azione, si confermerà una trama ancora di livello, tuttavia per il momento l’attendismo che circonda Ivar, Oleg e il piccolo Igor inizia ad appesantire un po’ troppo la loro storyline.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • L’inizio di episodio con il destino di Hvitserk in bilico 
  • La crisi interiore di Bjorn
  • Riesumata la trama islandese (sperando non deluda come lo scorso anno trascinando anche Ubbe e Torvi nel baratro)
  • Tra re Harald e i russi si preparano più guerre all’orizzonte 
  • La crisi sentimentale di Bjorn
  • La storyline di Ivar ferma ad un punto morto

 

Con re Harald da una parte e i russi dall’altra, l’aria di guerra inizia a farsi sentire sempre di più. Ora non resta che aspettare che Bjorn smetta di calarsi i pantaloni e riassuma il ruolo di guerriero.

 

The Ice Maiden 6×07 ND milioni – ND rating
Valhalla Can Wait 6×08 ND milioni – ND rating

 

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Sulla soglia della trentina, laureata in Comunicazione, tra le sue passioni spiccano telefilm e libri. Ha un carattere allegro e socievole, ma nei momenti opportuni sa trasformarsi; questa sua versione di dottor Jekyll e mister Hyde tuttavia, non le impedisce di avere un'estrema sensibilità che la porta quasi sempre a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”.

2 Comments

  1. C’è un errore nel penultimo paragrafo prima della tabella “Thumbs Up & Down”: “trama irlandese” -> “trama islandese”; per il resto ottimo articolo!

  2. Piccola svista, grazie per averlo sottolineato. E grazie per i complimenti!

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