Nouvelle Vague recensione film

Nouvelle VagueTEMPO DI LETTURA 4 min

Un film con un clima romantico e sognante che racconta La Nouvelle Vague, rivoluzionario movimento cinematografico francese degli anni '50 e anni '60.
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Parigi, 1959. Jean-Luc Godard è un critico cinematografico della prestigiosa rivista Cahiers du Cinéma. Vorrebbe fare un film come regista perché tutti gli altri suoi amici critici hanno già esordito dietro la macchina da presa. Ha solo un cruccio: aver già superato i 25 anni. Con l’aiuto di figure come François Truffaut, Claude Chabrol e Georges de Beauregard riuscirà a realizzare À Bout De Souffle – Fino All’Ultimo Respiro. Come protagonisti, sceglierà un simpatico pugile reduce da un’esperienza militare in Algeria, di nome Jean – Paul Belmondo e l’attrice americana Jean Seberg. Sarà il manifesto di una stagione irripetibile del cinema, non solo francese. 

Nouvelle Vague (la nuova onda) è il nome del movimento artistico partito dalla Francia alla fine degli anni ’50. A quanto si intuisce dal film, ebbe una portata dirompente, come quando in pittura arrivò l’Impressionismo.
Con l’Impressionismo si passò dal dipingere in studio al dipingere all’aperto, da una composizione rigidamente codificata a maggiore libertà compositiva. Con la Nouvelle Vague si passa dal lavoro di matrice teatrale, su copione meticolosamente preparato e provato, a un canovaccio ridotto su cui gli attori possono giocare secondo il proprio gusto personale. Si gira in mezzo alla gente, ignara del fatto che sia un film, per avere “reazioni genuine”. Questo produce anche soluzioni innovative come la telecamera portata in giro camuffata in un carretto.
Il regista statunitense Richard Linklater racconta questo grande momento trasformativo della storia del cinema come fosse una passeggiata fra amici, sullo sfondo di Parigi (che funziona sempre).

New York Herald Tribune!

D’altronde, il regista ha in curriculum la trilogia Before. Soprattutto in Prima dell’Alba, Ethan Hawke e Julie Delpy passeggiano, stavolta per Vienna, innamorandosi. Quindi sa trattare bene la materia.

ROMANTICO E GIOIOSO


Tra Jean Seberg e Jean – Paul Belmondo non scocca la scintilla. Lei è già sposata (lascerà il marito successivamente) e arriva sul set scottata dalle sue esperienze col venerato regista Otto Preminger. Letteralmente: interpretò per lui Giovanna d’Arco. Nelle scene in cui la Pulzella d’Orleans viene messa al rogo, il regista pretese fiamme vere e lei si ustionò. Questo per sottolineare come persone diverse possano avere concetti diversi di “realismo”.
Per fortuna, il clima di Nouvelle Vague è romantico e sognante. Si parte dalla presentazione di veri e propri “mostri sacri”, mediante nome scritto sotto quando appaiono. Poi si parla del film I 400 Colpi di François Truffaut. Inutile usare l’inflazionato termine capolavoro. Basti pensare a tutti i finali di film davanti al mare per capire l’impatto della pellicola.
I momenti delle sfide a colpi di citazioni, rilassandosi al bar o in camera d’albergo, fanno il resto.

FINO ALL’ULTIMO RESPIRO


Chi scrive si sente di fare un grosso complimento al cast e alla troupe di Nouvelle Vague: vien voglia di vedere Fino All’Ultimo Respiro. Ancor di più, vien voglia di rivederlo anche a chi non l’ha apprezzato la prima volta. Perché si sa, l’umorismo è questione di gusto personale.
Sarebbe inoltre un modo per gustare meglio l’effetto decisivo del montaggio voluto da Jean – Luc Godard.
A proposito di umorismo, lo stesso Godard, destinato a diventare mitico, viene rappresentato con tutti i suoi tic e le sue inadeguatezze. La reverenza è riservata a personaggi come Roberto Rossellini, perché la Nouvelle Vague francese ha preso molto dal neorealismo italiano. Meglio ancora, tutti i coinvolti nella realizzazione di À Bout de Souffle ogni tanto si ripetono fra loro che “stanno mica girando Quarto Potere“. Un altro complimento va allo stilosissimo bianco e nero.

CAMBIAMENTI EPOCALI


Insomma, una confezione assai piacevole per una riflessione su tutta un’epoca. Si parla, infatti, di differenza fra cinema “troppo preparato” e cinema “più vero”. Negli stessi anni, il cantautore folk Bob Dylan causò quasi uno scandalo esibendosi con la chitarra elettrica. Motivo del contendere era proprio la differenza tra folk “genuino, fatto in casa” e la musica “lappata e preparata per le case discografiche”. Riflessione utile soprattutto perché, agli occhi di chi è venuto dopo, le cose sono sempre andate in un certo modo. Si tende a dimenticare come, prima, le cose andassero diversamente.

 

TITOLO ORIGINALE: Nouvelle Vague
REGIA: Richard Linklater
SCENEGGIATURA: Michèle Halberstadt, Laetitia Masson 
INTERPRETI: Guillaume Marbeck, Zoey Deutsch, Aubrey Dullin, Adrien Rouyard, Antoine Besson, Jodie Ruth – Forest, Bruno Dreyfürst
DISTRIBUZIONE: Lucky Red (Italia)
DURATA: 105′
ORIGINE: Francia, 2025
DATA DI USCITA: 05/03/2025

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FBruscoli

Casalingoide piemontarda di mezza età, abita da sempre in campagna, ma non fatevi ingannare dai suoi modi stile Nonna Papera. Per lei recensire è come coltivare un orticello di prodotti bio (perché ci mette dentro tutto; le lezioni di inglese, greco e latino al liceo, i viaggi in giro per il mondo, i cartoni animati anni '70 - '80, l'oratorio, la fantascienza, anni di esperienza coi giornali locali, il suo spietato amore per James Spader ...) con finalità nutraceutica, perché guardare film e serie tv è cosa da fare con la stessa cura con cui si sceglie cosa mangiare (ad esempio, deve evitare di eccedere col prodotto italiano a cui è leggermente intollerante).

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